Benzina.Impennate dei prezzi. Ma il governo non interviene
| Cronache - da Associazioni |
di di Francesco Sellari da aprileonline.info 7 apr 2010 - Federconsumatori e Adusbef :sterilizzare gli aumenti dell'Iva. Proposte per affrontare la crisi dei consumi.
Ennesimo rialzo del prezzo dei carburanti, ennesima polemica tra compagnie e consumatori. Oggi il prezzo della benzina ha sfondato quota 1,40 euro al litro. Secondo quanto pubblicato da Staffetta Quotidiana, il bollettino informativo sul mondo dell'energia, a ritoccare i prezzi verso l'alto sono state Shell, Tamoil e Total. Alle pompe di queste compagnie un litro di senza piombo costa rispettivamente 1,427, 1,419 e 1,424.
Adeguamenti anche per il gasolio, che si attesta a 1,254 per Shell e Total. Leggermente più conveniente fare il diesel alla Tamoil: 1,249. Gli aumenti variano tra 0,5 cent della Shell e 1,3 cent di Total. Rimangono fermi invece i prezzi per Agip, Api/Ip ed Esso, che nelle ultime tre settimane non hanno fatto registrare aumenti. Complessivamente, tra marzo e aprile c'è stato un aumento di 10 centesimi al litro
A fronte di questa situazione Federconsumatori e Adusbef, avanzano la loro proposta: "sterilizzare gli aumenti dell'IVA attraverso la resa mobile dell'Accisa (tassa attualmente fissa di 56 centesimi litro), e ciò non per diminuire la tassazione, che sarebbe peraltro cosa buona e giusta, ma almeno per non farla aumentare". In pratica, le associazioni per i diritti dei consumatori propongono di compensare le entrate aggiuntive per l'erario derivanti dal maggior gettito garantito dall'IVA fissa al 20%, adeguando di volta in volta l'accisa. Un prezzo della benzina stabile oltre 1,42 euro, aggiungono, significa un esborso aggiuntivo per le famiglie di 254 euro l'anno, tra costi diretti, e costi indiretti, ovvero l'inflazione.
Detassare le famiglie a reddito fisso
I continui aumenti del prezzo dei carburanti si inseriscono in un quadro che vede più in generale un restringimento dei consumi dovuto alla situazione di difficoltà in cui si trovano tante famiglie e all'aumento dei prezzi. Sempre Federconsumatori e Adusbef affermano che "la prima cosa da fare è una detassazione per 1200 Euro delle famiglie a reddito fisso, la seconda la messa sotto controllo anche attraverso un vero e proprio blocco delle tariffe, che stanno stangando le famiglie italiane con aumenti clamorosi, dai trasporti, dalla benzina, dall'RC Auto e da altro ancora per 761 euro annui.
Tornando al caro carburanti le cause sono sempre quelle: l'inadeguatezza del sistema della distribuzione e la speculazione. Su quest'ultimo punto le compagnie non ci stanno.
"Se ci sono speculazioni internazionali sul greggio, come su altre materie prime, noi lo subiamo", ha dichiarato Piero De Simone, direttore dell'Unione Petrolifera. Di fatto c'è che in questi ultimi giorni il petrolio ha raggiunto il picco degli ultimi 18 mesi, con 86 dollari al barile. Ma l'ultima volta che la benzina è arrivata a superare 1,40 euro al litro era a maggio 2008, e il petrolio viaggiava sui 120 dollari al barile. Qualcosa non torna.
Di certo è che l'aumento della benzina non fa bene ai consumi. Che arretrano, stando ai dati diffusi da Confcommercio, e denotano come il morso della crisi si faccia ancora sentire per le famiglie italiane. A febbraio l'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è salito dell'1,4% rispetto allo scorso anno, ma ha subito una flessione dello 0,5% rispetto a gennaio 2010. "La riduzione in termini congiunturali, la seconda consecutiva – si legge sul sito dell'associazione di categoria - sembra indicare come le famiglie, dopo il tentativo di recupero della seconda parte del 2009, abbiano difficoltà a generare una domanda capace di garantire il ritorno sui livelli di consumo pre-crisi".{jcomments on}
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