Sunia. Affitti irregolari per il 75% degli immigrati

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Cronache - da Associazioni

ROMA - Da un recente studio del Sunia, il Sindacato nazionale inquilini e assegnatari, su quattro milioni di immigrati che vivono in affitto in Italia l'85% ha un contratto non registrato o registrato per una cifra inferiore a quella versata. Un dato che inciderebbe profondamente sull'imposta annuale evasa, superando il miliardo di euro.  Dall'indagine condotta su un campione di 1.000 famiglie extracomunitarie 

distribuite su tutto il territorio nazionale, emerge che il 70% ha un reddito inferiore ai 15mila euro annui, l'80% coabita con altri nuclei in condizione di sovraffollemanto, vive in abitazioni spesso fatiscenti.

I canoni inoltre sono spesso maggiorati volutamente dai locatori che esigono l'esosa somma per il rischio di incorrere nei reati che la stretta imposta dal pacchetto sicurezza prevede. Tra le violazioni più frequenti prevalgono i contratti in nero, quelli di tipo libero non registrati e senza limite di canone, e infine quelli transitori irregolari con un canone non agevolato e spesso intestato a terze persone di comodo.

Un vero e proprio mercato fuori controllo che secondo il Sunia  sfiora le 600mila abitazioni ed equivale a "circa 3,5 miliardi di euro imponibili ogni anno sfuggano al fisco per un'imposta corrispondente evasa superiore al miliardo di euro, più di quanto stanziato una tantum per il piano casa dalla legge 133/2008, fondi che peraltro sono stati bloccati e giacciono inutilizzati".
 
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