FdS valuta l'attività amministrativa del comune di Cassino
| Cronache - dai Comuni |
di Riccardo Palma - A distanza di 6 mesi dall'insediamento del nuovo governo cittadino sembra doveroso avanzare alcune considerazioni politiche sulla gestione dell'attività amministrativa del comune di Cassino.
Purtroppo, dobbiamo registrare inevase le nostre richieste di partecipazione e confronto sulle decisioni da assumere e come forza politica, quindi, subiamo scelte preconfezionate dalle commissioni e/o dalla giunta senza un minimo di confronto e questo metodo risulta svantaggioso specie su tematiche che hanno ricadute significative sui cittadini.
L'immobilismo iniziale attribuito dalla opposizione alla nostra maggioranza si è tradotto in una serie di provvedimenti unilaterali dei quali il nostro partito non ha avuto la possibilità minima di contribuire a costruire. Il risultato è stato che diverse scelte finali ci hanno trovano in disaccordo come per esempio sulla FIAT, dove per evitare di "estremizzare" il documento da presentare a Torino, si è voluto sfuggire da un minimo dialogo con il nostro partito. Come per es. sull'assestamento di bilancio per il quale si è arrivati al voto di fiducia senza poter effettivamente conoscere cosa nascondessero attentamente i numeri della delibera da votare. A tal proposito abbiamo chiesto che qualsiasi documento da deliberare sia già prevista, nella bozza, la forma informatica per meglio far veicolare gli approfondimenti di merito, a partire dal prossimo bilancio di previsione. Pari atteggiamento si riscontra per la contrattazione decentrata dei dipendenti comunali e sulla loro organizzazione del lavoro.
Ora ci troviamo a discutere dei "voucher lavorativi" licenziati in commissione servizi sociali e pronti per essere deliberati nel prossimo consiglio comunale del 21.12.2011. Anche in quest'occasione, il mancato confronto, ci pone, nell'imminenza della discussione consiliare, ad assumere una posizione chiara e forte: si chiede lo stralcio dall'ordine del giorno perché in contrasto con il modello di politica sociale che intendiamo applicare e che pensiamo ancora sia possibile praticare insieme.
Siamo in contrasto ai voucher perché non hanno nessuna connotazione di inclusione lavorativa sia per la natura stessa di tali "buoni" sia perché vanno a integrarsi ad interventi di carattere esclusivamente assistenziali. Non si può concepire un finto rapporto lavorativo quale risposta di una domanda di aiuto economico. Siamo contrari ai voucher perché è prevista perfino una graduatoria per la somministrazione degli stessi senza aver considerato preventivamente un osservatorio che misuri la reale dimensione del disagio economico-sociale dei cittadini. Così come proposto rischia di essere un sassolino in un oceano sociale che porterà solo ad inasprire i rapporti con i cittadini "utenti" e cancrenizzare una situazioni di disagio. A tal proposito, si vuole ricordare che il nostro partito ha avanzato, nelle osservazioni agli indirizzi generali di governo di questa amministrazione, che, nel previsto osservatorio vi fossero presenti, oltre alle ASL, all'Università, alla Magistratura, alle Forze dell'Ordine, i rappresentanti del terzo settore i patronati e i gli altri servizi sociali del territorio. Ancora aspettiamo notizie a riguardo.
Siamo contrari ai voucher perché rientrano in un modello di politica residuale e caritatevole con l' aggravante del ricatto: "o lavori o non ti do la carità". Si è voluto coniugare il modello anglosassone secondo il quale se rifiutavi il lavoro offerto dalle agenzie inglesi ti veniva negato il sussidio minimo vitale. Qui invece è peggio, il ricatto non è sulla concessione del lavoro (perché non significa lavoro i voucher) ma sulla concessione della carità. Con i voucher viene sancita la morte dell'auspicata "presa in carico" che deve essere individualizzata. La nostra proposta alternativa ai voucher è il progetto individualizzato di reinserimento socio-lavorativo che tende alla autonomia e all'autodeterminazione soggettiva. La presa in carico come qualsiasi servizio sociale ha nel suo mandato istituzionale sociale e professionale. Vorremmo ricordare che con questa amministrazione sembra sancirsi la fine del progetto così chiamato "7 adulti". La regione Lazio ha investito circa 400 mila euro per loro senza che si sia arrivati al raggiungimento dell'obiettivo che tale progetto si era prefissato (il miglioramento delle condizioni economiche con il raggiungimento di un autonomia lavorativa). Questa amministrazione ha l'obbligo morale e politico per riavviare il percorso che hanno intrapreso tali cittadini teso al raggiungimento degli obiettivi prefissati, se non altro per obbligo morale di non disperdere denaro pubblico inutilmente.
Siamo contrari ai voucher anche perché pur se previsti per persone prive di infermità psicofisiche non è escluso che siano in carico ad altri servizi specialistici con i quali occorre lavorare in rete per prendere in carico la persona in maniera globale. Altro strumento quello del "lavoro di rete" negato alla politica sociale comunale. Insomma prima di gettare nella "mischia sociale" i voucher vorremmo discutere dell'impianto organico della politica sociale che la nostra amministrazione deve mettere in atto. Questa nostra valutazione è rafforzata da un momento di crisi economica e finanziaria difficilissima dove vengono chiesti sacrifici ai soliti noti e dobbiamo valutare anche le ricadute concrete che questa crisi sta determinando ai cittadini di Cassino.
Per quanto si riconosca il lavoro svolto dalla commissione servizi sociali, non si possono lanciare nella mischia i voucher lavorativi in un momento in cui andrebbe incalzata la regione Lazio che è pronta a deliberare una legge sul sistema integrato degli interventi e delle prestazioni sociali che taglia gli stessi servizi, personale addetto e che si allontana sempre di più dai problemi concreti della gente. Non si possono concepire i voucher lavorativi così come proposto senza fare una disamina sulle ricadute dei provvedimenti della regione Lazio che non rifinanzia il reddito minimo garantito del quale ne hanno beneficiato centinaia di famiglie a Cassino. Si coglie l'occasione per riferire che il nostro partito condivide l'iniziativa della CGIL Roma e Lazio per una petizione popolare finalizzata alla richiesta del rifinanziamento (obiettivo 100.000 firme in tutto il Lazio). Il nostro partito ha già presentato emendamenti al Bilancio regionale proprio per rifinanziare uno strumento economico che rappresenta, specie per momenti di crisi come quello attuale, un'ancora di salvezza per le persone più bisognose. Pertanto, alla luce di queste considerazioni, chiediamo lo stralcio delle modificazioni dell'art. 27 del regolamento dei servizi sociali dall'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Se non verrà presa in considerazione questa nostra richiesta, saremo costretti a votare no in consiglio comunale. Lo stralcio rappresenta un segnale, oltre al dissenso di merito, quale strumento per poter ripartire insieme con un confronto continuo e fattivo tra le forze di maggioranza di questa amministrazione.
Il segretario del circolo – Riccardo Palma
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 10 Febbraio 2012 10:38)



