La pietà e il rispetto per i morti non impone riconoscimenti a chi sbagliava

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Cronache - dai Comuni

ceccano__stemma_120quda Ceccano di Agostino Ciotoli - In merito al dibattito aperto sul cittadino Antonio Aversa morto a Rovetta, và messo subito in evidenza che Aversa dopo l'8 del 43 non scelse di combattere per l'Italia, ma preferì arruolarsi con la repubblica sociale italiana nella "legione Tagliamento"è vero il momento fu difficile e le scelte che tanti giovani dovettero fare furono due: o con l'Italia o contro schierandosi con Mussolini ed Hitler. Antonio Aversa preferì la seconda soluzione, oltre tutto nella legione Tagliamento, che fu protagonista di stragi rastrellamenti, stupri in Piemonte veneto Lombardia marche e non avendo intenzione di aprire questo tragico percorso di morte non scendo in tutti i crudeli particolari. Detto questo, alla tanto sognata ed auspicata pacificazione ci si arriva lavorando sulla verità storica e politica ed anche sempre contestualizzando gli avvenimenti e non facendo generici appelli che confondono solamente e rischiano di aprire ancora oggi ferite mai rimarginate.

E allora cosa voglio dire con questo? La destra riconosca in modo chiaro e definitivo che chi si schierò contro i tedeschi e contro la repubblica sociale italiana era nel giusto e che il 25 aprile è il giorno in cui essa si riconosce pienamente senza se e senza ma. Se dico questo è perché ancora oggi la destra nel suo complesso non si riconosce pienamente nei valori che incarnarono la RESISTENZA, basta vedere la quasi totale assenza dei consigliere di riferimento alle celebrazioni del 25 aprile nella nostra città, le dichiarazioni stesse fatte dall'assessore provinciale Ruspandini sono equivoche, non si può parlare di pacificazione e poi dire che la storia è stata scritta dai vincitori come a voler dire che esiste un'altra storia o che i 150 anni dall'unità d'Italia vengono segnati da strumentalizzazioni storiche, dichiari in maniera esplicita chi sbagliò, chi era nel giusto, in maniera chiara e dopo si può anche scendere nei particolari a discutere degli eccessi che pure ci sono stati dopo la liberazione.

UN conto è la pietà e il rispetto dei morti, altra è confondere chi si schierò con l'Italia e chi contro. E per questa grande, sostanziale differenza che dico subito senza tentennamenti che non aderirò mai alla proposta di intitolare una strada ad Antonio Aversa senza per questo non essere un vero democratico sono umanamente vicino ad Antonio Aversa, ma la sua scelta che rispetto non può portare ad intitolargli una strada, l'umana pietà che condivido non c'entra niente.

 

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