Entra in funzione il nuovo ospedale del Capoluogo
| Cronache - dai Comuni |
Lettera aperta all'On. Renata Polverini Presidente della Regione Lazio
On. Presidente,
finalmente entra in funzione il nuovo ospedale del Capoluogo. Le associazioni salutano questo evento e rivendicano il merito di aver contribuito con un impegno serio, costante e propositivo a raggiungere questo obbiettivo. Lei, martedì 21 c.m., parteciperà alla cerimonia di inaugurazione attorniata da tante persone che non hanno mai mosso un dito a difesa della sanità pubblica. Anzi.... Nel quinquennio passato abbiamo posto con insistenza interrogativi e domande sulla gestione della ASL, sugli sprechi, sull'impiego razionale delle risorse umane e finanziarie, sui controlli, sulla trasparenza e sulla partecipazione, sulla legalità.
Le risposte non sono mai arrivate e non arrivano nemmeno oggi.
Il nuovo manager sembra muoversi sullo stesso terreno e con gli stessi metodi di quello precedente. Ancora Non si evidenziano segnali di cambiamento, di innovazione, di modernità. In assenza di questi connotati è difficile adeguare l'organizzazione sanitaria alla domanda crescente di cura perchè la gestione della ASL rimane separata dalle problematiche del territorio, della popolazione, della società e della sua economia.
In una provincia al collasso dominata dalla disoccupazione e dall'inquinamento, con redditi bassi e scarsa qualità della vita, la sanità diventa settore primario dell'economia, fattore trainante per la ripresa dello sviluppo e dell'occupazione. La precaria e logorata organizzazione sanitaria ed una gestione inadeguata e clientelare ha generato drammi, dolori e sofferenze in tante famiglie Ha costretto e costringe cittadini meno abbienti e poveri a ricorrere a prestiti, talvolta usurai.
Riteniamo che sia semplicemente vergognoso e indegno, inumano, costringere un pensionato con 400-500 euro al mese, un disoccupato, un cassaintegrato a pagarsi visite e cure ricorrendo al privato.
E' altresì vergognoso che circa 30 mila persone, ogni anno, debbano rivolgersi a strutture sanitarie fuori dalla provincia e dalla regione Lazio. Ciò assorbe ingenti risorse finanziarie della ASL e delle famiglie e provoca gravi disagi collettivi. La nostra popolazione (500 mila abitanti) ha pieno diritto ad una organizzazione sanitaria moderna ed eccellente. Non è più tollerabile, ne giustificabile tenere le eccellenze solo a Roma. Ciò non corrisponde più alle esigenze sanitarie, economiche e di organizzazione delle società attuale.
Con il trasferimento del vecchio ospedale del Capoluogo nella nuova struttura di Via Fabi l'opinione pubblica attende decisioni atte a determinare un significativo miglioramento dei servizi ospedalieri ed ambulatoriali nonché urgenti e straordinari provvedimenti affinché si elimini o si riduca notevolmente il facile rischio di morire di infarto. Occorre:
1° - potenziare il sevizio di emodinamica per renderlo attivo ed efficiente 24 ore su 24;
2° - attivare il servizio di chirurgia cardiovascolare. Da più di 2 anni l'asl di Frosinone ha assunto un primario chirurgo, docente universitario,che tiene inutilizzato ed accantonato in una stanzetta mentre nell'ospedale nuovo vi e' un reparto pronto con locali già arredati e macchinari modernissimi. Che si aspetta ad eliminare uno sperpero che continua da 2 anni e dare un servizio salvavita ai cittadini? Ci sono altri interessi da salvaguardare? Come si concilia questo ricco spreco con il piano di rientro?
3° - rendere efficienti le UTIC in tutti gli ospedali ( Unità di Terapia Intensiva Coronarica), paralizzate o funzionanti a scartamento ridotto, per mancanza di personale 4° - attivare la riabilitazione cardiologica per dare ai pazienti un servizio adeguato con la riabilitazione fisica.
Il servizio di riabilitazione è quasi interamente in mano alla sanità privata convenzionata. Come e quando si intende ristrutturare e rilanciare l'unita' di RIABILITAZIONE della ASL? Lo sa che ci sono bambini con malformazioni congenite che non possono curarsi e vengono respinti?
Mettiamo fine a questa barbarie.
Al piano di rientro che impone la chiusura degli ospedali e la riduzione dei servizi anche in assenza di strutture territoriali valide, le Associazioni contrappongono una sanità moderna che possa essere costruita con le risorse attuali, senza chiusure ne soppressioni. Necessita una gestione efficiente, trasparente e partecipata per ripristinare legalità, diritti ed un rigoroso controllo della spesa.
Le associazioni che hanno elaborato idee e proposte sono pronte al confronto serio e costruttivo. E Lei? Attendiamo con fiducia un Suo riscontro. Cordialità ed auguri.
Frosinone 20 dicembre 2010 Francesco Notarcola –Presidente Consulta delle Associazioni
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Ultimo aggiornamento (Martedì 21 Dicembre 2010 16:50)



