Alatri abbandonata scrive alla trasmissione di Canale 5 "L'indignato speciale"

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Cronache - dai Comuni

Alatri-abbandonata_120Egregio Dr. Pamparana, siamo degli abitanti di Alatri, Comune di circa 30.000 abitanti in provincia di Frosinone. La nostra città è famosa per le grandi mura ciclopiche che circondano sia l'Acropoli che il vecchio nucleo abitativo. Ma oggi le scriviamo, non per queste splendide mura che, a dire il vero, dovrebbero essere un po' più propagandate, ma per un altro bene che è nel nostro territorio, ma che è stato dimenticato da troppo tempo. Si tratta del campo di concentramento-internamento delle Fraschette. Istituito nel 1943, fino alla fine del 44 è stato campo di concentramento, diventando successivamente campo di internamento per quei profughi italiani che furono cacciati dalle nostre colone africane: Libia, Eritrea, Somalia, ma ci furono anche algerini e tunisini. E' rimasto in funzione fino agli anni '70, poi pian piano è caduto nel dimenticatoio ed è stato completamente abbandonato. Nel campo furono costruite fino a 174 baracche che riuscirono a contenere fino a 7000 persone che vissero nel campo tra stenti, fame, freddo, caldo e supplizi vari. Passeggiando nel campo ancora oggi sembra di sentire la presenza di questi esseri umani che ti circondano e ti fanno compagnia ma guardandosi intorno ci si rende conto che è soltanto un'illusione perché la struttura versa nel più desolante abbandono. Le poche baracche che ancora sono in piedi sono completamente distrutte. E' stata fatta razzia di tutto: infissi, porte, persino le vecchie tegole sui tetti. Le erbacce infestanti hanno fatto il resto. Si sono arrampicate fin sopra i tetti sommergendo tutto e nascondendo "la storia" agli occhi di tutti. Il campo e' chiuso da un cancello ma ci si può accedere perché il muro di cinta è crollato in diversi punti. Il campo ha una estensione di ben 24 ettari, completamente abbandonati, anzi spesso usati a mo' di discarica a cielo aperto e senza che i nostri amministratori facciano nulla. La loro scusa è di dire che "il bene è del demanio e quindi noi non possiamo intervenire". Sarà anche vero ma perché allora non acquistarlo o prenderlo in comodato d'uso come è stato fatto per una piccola parte da diversi anni adibita ad ostello? In attesa che questo un giorno avvenga, le scriviamo perché stiamo intervenendo per bonificare e ripulire una struttura presente nel campo. Si tratta di una chiesetta che era a servizio delle persone del campo, anch'essa colpita dalla negligenza umana. Dimenticata, saccheggiata, sconsacrata e invasa dalle erbacce sembrava morire soffocata. Pian piano, dedicandoci un po' del nostro tempo libero, l'abbiamo liberata dalle erbacce ed ora respira, si erge libera verso il cielo. Purtroppo ha urgente bisogno di lavori, gran parte del tetto è crollato e quello che ancora si tiene su, penzola paurosamente. Secondo noi basta un po' di neve o qualche folata di vento per buttarlo giù. Ora ci stiamo dando da fare contattando il comitato di zona, qualche piccolo imprenditore e cercando, per un po' d'aiuto, la manodopera volontaria di persone che volessero unirsi a noi per realizzare il nostro intento. Gli unici che sembra non abbiano "orecchie" per sentire sono i nostri amministratori che forse ci prendono anche per matti anche se noi stiamo facendo tutto questo soltanto per recuperare qualcosa che, altrimenti, andrebbe perso inesorabilmente. Ma tanta buona volontà è frenata anche da un ostacolo che sembra essere insormontabile: ottenere l'autorizzazione per effettuare questi lavori di restauro. Per questo le chiediamo di consigliarci una via, legale, che ci permetta di raggiungere il nostro scopo che, come abbiamo potuto constatare, coincide con quello di un numero sempre maggiore di persone che, per vari motivi, sono comunque legate a questa chiesetta.

F.to Il fondatore del gruppo facebook "Alatri abbandonata" – Dr. Giulio Rossi

 

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Articolo riproducibile citando autore e fonte (www.edicolaciociara.it)

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