Il servizio di chirurgia cardio-vascolare che fine farà?

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Cronache - dai Comuni

cardiologia_infarti_120quCom'è noto le patologie cardiovascolari sono la causa del 50% dei decessi. Per la nostra Città e per la Provincia di Frosinone i presidenti della Regione Lazio, di ieri e di oggi, hanno deciso che questa percentuale è troppo bassa e va decisamente aumentata.

Infatti il solo ed unico servizio di EMODINAMICA, il solo reparto in grado di salvare gli infartuati con interventi tempestivi ed efficaci, funzionante presso l'Ospedale Umberto 1°, è aperto soltanto il lunedì e venerdì dalle ore 7.30 alle ore 15.30.

I cittadini colpiti di infarto, fuori da questi giorni e fuori da questi orari, rischiano di morire. Essi devono solo sperare di arrivare in tempo in qualche struttura sanitaria attrezzata della capitale, della Campania o dell' Abruzzo.

Per avere il reparto dell'Emodinamica funzionante per ventiquattro ore al giorno, basterebbe assumere tre medici e cinque infermieri da affiancare all'attuale personale.

Le risorse per realizzare questo servizio ci sono in abbondanza perché come è risaputo la ASL paga per i viaggi della speranza circa 80 milioni di euro ogni anno.

C'è da aggiungere, inoltre, che da circa un anno la ASL di Frosinone ha assunto un chirurgo cardiovascolare che tiene inutilizzato ed accantonato in una stanzetta. Un esempio di spreco grave ed ingiustificabile non solo per lo stipendio annuo da pagare ma soprattutto per i circa diecimilioni di euro che la ASL è costretta a pagare annualmente alle strutture romane ed extra regionali per i millecinquecento pazienti che in un anno hanno avuto bisogno di sottoporsi ad interventi cardio-vascolari. Se si realizzasse immediatamente questo servizio così com'era stato previsto con il DEA di 2à livello, presso il nuovo ospedale di Frosinone, assumendo dodici medici ( chirurghi ed anestesisti ) al costo annuo di settantatremila euro ciascuno, si spenderebbero ottocentosettantaseimila euro. Se a questi medici si affiancassero i sessanta infermieri necessari per la sala operatoria, per la sala di terapia intensiva e per il funzionanemento del reparto, al costo annuo di trentacinquemila euro ciascuno, si avrebbe una spesa di duemilioniquattrocentocinquantamila euro che sommata al precedente importo dà un totale di tremilionitrecentoventiquattromila euro.

Aggiungendo le spese generali annue un reparto di chirurgia cardio vascolare verrebbe a costare complessivamente intorno ai cinque-sei milioni di euro.

Si annullerebbero in questo modo i viaggi della speranza, i rischi e le sofferenze dei pazienti e dei familiari e si potrebbero guadagnare tre-quattro milioni di euro da investire e migliorare l'organizzazione sanitaria.

C'è da sottolineare che nel piano sanitario presentato dalla Polverini, non è previsto per la nostra Provincia il servizio di chirurgia cardio-vascolare pur avendo un primario da circa un anno. E' previto, invece un reparto di neurochirurgia.

Francesco Notarcola Consulta della associazioni della Città di Frosinone

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Ultimo aggiornamento (Lunedì 11 Ottobre 2010 11:50)

 
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