"Alatri abbandonata": 4 problemi di oggi

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Cronache - dai Comuni

alatri-acropoli-mura_120"L'articolo 64 dello Statuto del Comune di Alatri, pubblicato sul supplemento ordinario n. 1 del Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 19 del 10 luglio 2000, recita: a garanzia dell'imparzialità, della trasparenza e del buon andamento delle attività del Comune..., è istituito presso il Comune di Alatri l'ufficio del Difensore civico. La domanda nasce spontanea: che fine ha fatto il difensore civico? Dove è stato allestito il suo ufficio, o dove si pensa di allestirlo? L'articolo 68 dello Statuto stabilisce che il difensore civico ha il compito di intervenire presso gli uffici comunali per garantire il rispetto dei diritti dei cittadini. Ebbene, sono passati dieci anni dalla pubblicazione dello Statuto sul bollettino ufficiale regionale e di questa importantissima figura di garanzia non c'è più neppure il ricordo. Lo Statuto, vale la pena di rammentarlo, è la carta fondamentale del Comune e ne regola l'ordinamento generale nell'ambito dei principi fissati dalla legge. Quanto tempo dovremo aspettare perché i nostri amministratori istituiscano la figura del difensore civico, prevista e voluta da un indirizzo preciso del Consiglio comunale? Delle due, l'una: o Magliocca e compagni si reputanomtroppo equi e imparziali e quindi non istituiscono il difensore per far risparmiare soldi alla comunità, oppure la presenza "indiscreta" del difensore dei diritti potrebbe dare fastidio alle adamantine e cristalline decisioni del Palazzo. Sono convinto, infine che, tirando la questione per le lunghe, i nostri amministratori istituiranno l'ufficio del Difensore civico a ridosso della scadenza naturale dell'attuale consiliatura, così da risultare rispettosi della trasparenza ed imparzialità amministrativa. Un solo problema: il difensore civico non avrà neppure il tempo di impratichirsi tra le enormi sale del palazzo di Piazza Santa Maria Maggiore che dovrà tornarsene a casa. Questo vuol dire, effettivamente, avere rispetto per i cittadini." Mi perdoni l'on. Iannarilli per questo episodio di plagio ma il testo del comunicato, da lui diffuso nel novembre 2004 ed indirizzato, in qualità di consigliere comunale di minoranza, alla giunta Morini, si è rivelato ancora incredibilmente attuale con la semplice modifica dei destinatari e non posso non trovarmi perfettamente d'accordo con le sue argomentazioni e con le sue domande. A dire la verità la neo eletta Giunta Magliocca nella seduta del 29 settembre 2006 aveva approvato una proposta di regolamento, pubblicandola sul sito del Comune ed invitando la popolazione ad inviare eventuali osservazioni attraverso mail, posta o fax ma, per quanto mi risulta, essa non ha avuto poi alcun seguito. L'on. Iannarilli, attuale presidente dell'Amministrazione provinciale, ha avuto quindi il grande privilegio di potersi rispondere da solo, anche se solo in parte con l'adozione della proposta di regolamento, chissà se la cittadinanza avrà oggi la possibilità di avere una risposta dall'amministrazione comunale. Detto per inciso, anche sul sito dell'amministrazione provinciale c'è lo statuto, c'è il regolamento ma non ho trovato indicazioni riguardanti il Difensore civico. Forse verremo ragguagliati anche su questo.

 

Correva l'anno 2003 e due giovani aderenti al Club di Forza Italia indirizzarono al Sindaco una ennesima denuncia in merito alla manutenzione dei monumenti che caratterizzano la città ed in particolare della Fontana Vecchia. Le loro argomentazioni erano validissime ed ancor oggi di estrema attualità. Sita alla periferia del paese, la Fontana Vecchia ha un grande carattere storico in quanto rappresenta la prima fontana dal quale è sgorgato il prezioso liquido. Nel rilancio delle opere architettoniche alatrensi, la fontana dovrebbe indubbiamente ricoprire un posto di rilievo, se non altro perché costituisce il ricordo delle donne ciociare che andavano ad attingere l'acqua con la caratteristica conca in rame. Uno dei due esponenti era l'attuale Assessore allo sport, Gianni Padovani, che invitava a visitare il monumento sul quale è anche possibile ammirare una targa, oggi quasi illeggibile a causa delle incrostazioni, risalente all'anno 1739, che ammonisce chiunque avesse fatto un uso improprio di quel bene primario alla pena pecuniaria di "tre scudi". I due rimproveravano quell'amministrazione comunale di non essersi mai preoccupata di curare questo luogo caratteristico, che costituirebbe invece una valida attrattiva anche per il turismo se adeguatamente valorizzata e concludevano con l'augurio che la situazione venisse risolta al più presto permettendo così alla Fontana Vecchia di rivedere il suo antico splendore, insieme ai moltissimi altri monumenti degni di attenzione e della cui cura Il Comune di Alatri avrebbe dovuto farsi carico nel lontano 2003. Io non so se, in questi sette anni e soprattutto negli ultimi quattro che hanno visto Padovani recitare un ruolo di primo piano nell'amministrazione della città, sia stato effettuato qualche intervento di manutenzione ma ho fatto un sopralluogo in questi giorni ed il degrado della fontana è veramente preoccupante. Chissà se l'assessore che, come me, diceva allora di aver molto a cuore questo sito interverrà oggi in suo soccorso?


Quando l'intento è quello di stanare l'ipocrisia dei politici è necessario purtroppo correre il rischio di passare per disinformati ed ignoranti. In realtà il testo del mio intervento sul difensore civico, comprese le considerazioni e le domande che l'allora consigliere di minoranza, appartenente al gruppo di Forza Italia, ovviamente rivolgeva al Sindaco dell'epoca, l'ing. Giuseppe Morini, altro non era che la trascrizione integrale di un comunicato stampa diffuso dall'onorevole Iannarilli il 13 novembre del 2004. Lo scopo che mi ero proposto, infatti, era soltanto quello di dimostrare "l'incoerenza voluta dell'uomo politico tra le azioni svolte ed i valori enunciati pubblicamente", detto in parole povere la sua "ipocrisia". Quella espressa nel comunicato di Iannarilli non era infatti un'opinione personale ma uno degli elementi fondanti della sua campagna elettorale al punto che, nelle linee programmatiche di mandato per il quinquennio 2006/2011 della Giunta Magliocca, alla voce "Rapporto Istituzione – cittadini" figura appunto l'istituzione del "Difensore Civico, organo indipendente che opera a tutela e garanzia della persona nei confronti della Pubblica amministrazione, per assicurare e promuovere il pieno rispetto dei principi di imparzialità e di buon andamento e agevolare i cittadini e le famiglie negli eventuali fabbisogni e controversie". E peraltro, con molta coerenza, la neo eletta Giunta Magliocca, nella seduta del 29 settembre 2006, aveva approvato una proposta di regolamento, pubblicandola sul sito del Comune ed invitando la popolazione ad inviare eventuali osservazioni attraverso mail. Ma i fatti dimostrano che quella proposta è rimasta lettera morta per più di tre anni. Tutti gli atti sono stati da me prelevati sul sito del comune di Alatri dove, nella spazio informativo dedicato agli "uffici e sedi comunali", alla voce "Organi amministrativi" figurano come "pagine in costruzione" quelle del Difensore civico e addirittura della sua segreteria. Ma l'on. Iannarilli è un uomo estremamente fortunato ed ha ancora la possibilità di tener fede alla parola data alla cittadinanza di Alatri: può infatti stipulare una convenzione con l'Amministrazione Provinciale di cui è fresco Presidente, sempre che non manchi anche lì la figura del difensore civico "territoriale" come viene ridenominato dall'articolo 2, comma 186, lettera a), della legge 23 dicembre 2009, n. 191 ed a meno che non lo spaventi la declaratoria delle sue nuove funzioni visto che "è competente a garantire l'imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell'amministrazione nei confronti dei cittadini". Mi sembra impossibile che un governo di centrodestra abbia emanato una norma di questo genere ma c'è da dire che attualmente in Italia i difensori civici provinciali siano appena 37 su 110 province. Concludo con la mia solita esortazione a lasciare da parte le polemiche che, a mio giudizio, possono eventualmente essere sollevate dai liberi cittadini e dalle forze politiche o sociali, ma dovrebbero essere un elemento sconosciuto agli amministratori pubblici tenuti, sempre e comunque, a dar conto delle loro azioni alla loro cittadinanza. Ad maiora!

 

Proseguo nel mio revival dei vecchi problemi della Città di Alatri che, anche se sono trascorsi molti anni, non hanno ancora trovato soluzione. Oggi è la volta dei cartelli di benvenuto che furono realizzati dall'ex Assessore Flavio Fiorletta. Nel mese di novembre del 2002 qualcuno lamentava che "Ancora nulla è stato fatto per sistemare i pannelli illustrati che sono collocati nei vari ingressi della città. Stiamo parlando di quelle immagini che ritraggono i vari angoli della cittadina ernica che furono realizzati dall'ex assessore al turismo e spettacolo Flavio Fiorletta e che l'ex amministratore fece sistemare in vari punti del territorio, proprio per dare un primo impatto conoscitivo della città ai visitatori." Sempre con riferimento alla situazione riscontrata nell'anno 2002, la denuncia prosegue illustrando le loro condizioni: "Tali cartelli sono ormai in rovina ed avrebbero certamente urgenza di un lavoro di sistemazione e di restauro. Sempre se l'amministrazione ha ancora l'intenzione di lasciarli lì dove erano stati installati a suo tempo". Ed ancora: "Il rilancio del turismo è legato soprattutto all'immagine che la città mostra al visitatore e il primo impatto deve essere forte ed efficace, per far sì che un buon ricordo sia trasmesso ed esportato". La denuncia si conclude in modo scontato e quanto mai attuale: "Ma purtroppo ancora nulla è stato fatto per sistemare quei cartelli che ormai non danno certo un piacevole benvenuto". Per la cronaca, la foto che accompagnava lo scritto ritraeva due ciociari danzanti, era collocata all'incrocio dell'ex stazione ed è stata sostituita non so quando da moderni cartelloni pubblicitari. Chissà che fine avrà fatto e chissà quale fine faranno i pannelli rimasti? Ne ho contati e fotografati nove.F.to Il fondatore del gruppo facebook "Alatri abbandonata" – Dr Giulio Rossi{jcomments on}

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