La discarica abusiva non cale al Sindaco
| Cronache - dai Comuni |
E' veramente sconcertante! Il Sindaco di Alatri, alla segnalazione di una discarica abusiva (alla fine di questo brano ndr) di pneumatici all'interno del campo delle Fraschette, risponde con una calma serafica, che può essere interpretata con un "non me ne può fregar di meno", che l'amministrazione è in attesa della "comunicazione ufficiale con cui questa area verrà annessa al patrimonio comunale" e che "fino a quel momento non potremo intervenire". Eppure è lo stesso Comune che diffondendo, esattamente un anno fa, la notizia del provvedimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha creato nella cittadinanza un'aspettativa che mi ha spinto a visionare le attuali condizioni del sito con una semplice e breve passeggiata che ha prodotto immediatamente la facile scoperta. Nel comunicato stampa si affermava anche che il decreto, che a questo punto vorrei conoscere nei dettagli, avrebbe prodotto effetti di tutela sia per l'area, identificata catastalmente e graficamente dal medesimo provvedimento, che per gli immobili presenti nel suo interno, con l'obiettivo di proteggere e conservare i beni stessi secondo le disposizioni impartite dal D.Lgs. n.42/2004 che prevedono la partecipazione dello Stato alle spese di restauro e valorizzazione fino al 50 per cento del totale della spesa. Quello che chiedo al Sindaco è di precisare a che punto è lo stato dell'arte, quali sono gli adempimenti svolti dalla sua amministrazione, a chi sono addebitabili gli eventuali ritardi nell'acquisizione e se veramente il Comune non può intervenire immediatamente, mettendo in sicurezza l'area che presenta ampi varchi nella recinzione, facilmente percorribili anche da automezzi, con edifici pericolanti, ricettacolo di erbacce e sporcizia che, vista la presenza già accertata della discarica abusiva di pneumatici, possono nascondere ben più gravi sorprese.
F.to Il fondatore del gruppo facebook "Alatri abbandonata" - Dr. Giulio Rossi
Esattamente un anno fa il Comune di Alatri diffondeva la notizia che con un Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Lazio, datato 15 febbraio 2008 ed acquisito in data 13 luglio 2009, era stato decretato l'interesse storico ed artistico, ai sensi dell'art.10, comma 1, del D.Lgs. n.42/2004, dell'insieme di immobili denominato "Compendio Demaniale ex Campo di Concentramento Le Fraschette". Nello stesso comunicato si affermava che il decreto avrebbe prodotto effetti di tutela sia per l'area, identificata catastalmente e graficamente dal medesimo provvedimento, che per gli immobili presenti nel suo interno, con l'obiettivo di proteggere e conservare i beni stessi secondo le disposizioni impartite dalla Parte Seconda del D.Lgs.42/04. Il decreto citato, infatti, prevede che lo Stato possa partecipare alle spese di restauro e valorizzazione fino al 50 per cento del totale della spesa. Per chi non lo ricordasse la costruzione del campo ad Alatri si dovette alle scelte dei vertici militari fascisti e ospitò anglo maltesi, abitanti della Venezia-Giulia, dalla Croazia, dalla Dalmazia e dalla Slovenia definiti "pericolosi" e nel dopoguerra è stato utilizzato come campo profughi per molti anni fino al suo completo abbandono. A proposito di abbandono il sopralluogo da me effettuato in data odierna (una semplice passeggiata!) ha evidenziato che gli immobili sono praticamente sommersi dai rovi e soprattutto, disseminati ovunque, in quello che una volta era il campo di calcio e quindi a bella vista, c'è una discarica abusiva di pneumatici, figuriamoci cosa potrebbe trovarsi negli anfratti. Ma l'ufficio tecnico comunale per presentare i progetti per ottenere i finanziamenti (?) o la polizia municipale quando avranno visionato il campo? O non è un loro compito sorvegliarlo? Anche questa è colpa della vastità del territorio?
Usa Google per trovare nel sito altri articoli sullo stesso argomento

| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Martedì 03 Agosto 2010 18:11)



