- La tutela della biodiversità del Parco dei Monti Aurunci

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Cronache - da Regione Lazio

logo_parco_auruncidi Assunta Palazzo Campodimele, 17 Dicembre 2010 -Montecassino - La tutela della biodiversità del Parco dei Monti Aurunci e del monumento naturale di Montecassino. una giornata nazionale di studi e risultati scientifici si è svolta venerdì nel salone san Benedetto dell'abbazia alle ore 9,00 ed il pomeriggio nella sala conferenze dell'hotel Edra di Cassino.

L'Abate di Montecassino ha richiamato l'attenzione sull'essenza del Magistero di Benedetto XVI per salvaguardare l'ambiente e la vista stessa

Formisano: Il Parco dei Monti Aurunci può dare risposte concrete al territorio attraverso i fondi Cee ed un lavoro di squadra

Come tutelare la biodiversità vegetale? A che punto sono gli studi intrapresi dal Parco regionale dei Monti Aurunci sul territorio? Quali strategie si possono adottare per migliorare il futuro economico e sociale? E quali le sfide per mettere in campo nuove strategie di sviluppo?

Un contributo per la conservazione e valorizzazione della biodiversità Aurunca e dell'area che si estende attorno a Montecassino è giunto dal Parco Naturale dei Monti Aurunci che ha voluto organizzare la giornata nazionale della Biodiversità proprio dall'Abbazia Benedettina , luogo sacro e inviolabile e faro di regola e operosità, dove i valori cristiani si fondono e trovano conforto con il silenzio della natura in tutta la sua essenza.

Per l'Ente Parco che ha allargato i suoi confini protetti fino al neo nato Monumento naturale di Montecassino è stata anche l'occasione per fare il punto dei dieci anni di attività di gestione ai fini della tutela del patrimonio ambientale del suo territorio e per presentare i risultati delle indagini scientifiche, storiche e non solo messe in campo attraverso numerosi interventi, progetti, azioni ed opere.

La giornata, dedicata a questo tema di grande attualità sociale, è iniziata venerdì mattina alle ore 9,00 presso il Salone San Benedetto dell'Abbazia di Montecassino ed è proseguita per tutto il pomeriggio presso la Sala Conferenze dell'Hotel Edra a Cassino.

"Quando ho visionato i contenuti del Convegno – ha spiegato l'Abate dom Pietro Vittorelli, dando il benvenuto nella casa di San Benedetto ai presenti – non avevo chiaro in mente cosa fosse la biodiversità. Poi mi sono ricordato che appena arrivato nell'Abbazia passeggiando incontravo spesso qualche cinghiale, scoiattoli neri, insetti vari, fiori, i profumi delle piante. Allora ho pensato che fare il Convegno qui, nel Monastero di San Benedetto fosse una cosa appropriata perché Montecassino abita e vive nella biodiversità, in quanto tutti questi aspetti armonici della natura fanno parte della tradizione benedettina. Per ciò ringrazio il Commissario Iris Volante per aver pensato a questa iniziativa poiché ritengo si utile e adeguato comunicare, educare e sensibilizzare i cittadini al rispetto dell'ambiente. Le finalità della giornata – ha concluso l'Abate –sono contenute anche nel magistero di Benedetto XVI che richiama tutti i poteri economici forti del mondo a mettere in campo una politica di tutela e salvaguardia delle risorse"

Il Commissario straordinario dell'Ente, Iris Volante - ha spiegato quanto sia importante per il Parco dei Monti Aurunci occuparsi dell'aspetto ambientale del Monumento naturale di Montecassino "che potrà apportare vantaggi reciproci e concreti in entrambe le province e avviare tante iniziative".

"Sono un politico che ama il suo territorio e con Iris Volante alla presidenza di questo importante Ente - ha dichiarato l'onorevole Anna Teresa Formisano nel suo intervento – ho voluto dare un segnale di attenzione e di riguardo. Molte volte non si fa abbastanza per far conoscere il nostro patrimonio storico, naturalistico e archeologico ma, ora più che mai, vista la crisi qualcosa si può fare per superarla perché abbiamo un Ente che può dare risposte concrete ai problemi di questo territorio. Occorre pertanto fare un lavoro di squadra per rilanciare la nostra realtà e trovare le risorse adeguate. Bisogna aprire gli orizzonti e guardare ai finanziamenti della Cee. E per questo ci sarà tutta la mia disponibilità".

La giornata si è dispiegata in tre le sessioni, argomentate con dovizia di particolari scientifici e tecnici. Tra i relatori Tallini del Dip. Di Ingegneria delle strutture delle acque e del terreno dell'Università de l'Aquila, Nicosia del Dip. Scienza della terra e Minutillo, Moraldo, Di Pietro del Dip. Data dell'Università La Sapienza e Peruzzi del Dip. dell'Università di Pisa, hanno parlato degli aspetti idrogeologici e geomorfologici carsici degli Aurunci e del piano di ricerche integrato per lo sviluppo sostenibile delle aree protette.

Interessante l'intervento di Nicosia relativamente ad un sito di grande storico legato alla scoperta delle orme di Dinosauro nel territorio di Esperia, uno dei 10 comuni che compongono il Parco. Qui sono state individuate circa 80 impronte distribuite su una unica superficie di strato risalente al Cretacico Medio appartenente ad una successione marina che cconsentirebbe di anticipare di circa 10 milioni di anni la presenza dei dinosauri nella cosiddetta Piattaforma carbonatica laziale-abruzzese-campana. La seconda sessione si è aperta con l'aspetti faunistici. Vasto il parterre dei relatori che si sono alternati al tavolo per illustrare il risultato degli studi, indagini e ricerche svolte nei vari ambienti della catena Aurunca per arricchire la conoscenza delle specie faunistiche e floristiche. Oltre 15 i ricercatori impegnati a vario titolo sul campo per conoscere, studiare e suggerire strategie di tutela e salvaguardia dell'immenso patrimonio ambientale.

Dei valori della biodiversità del Parco dei Monti Aurunci, con particolare riguardo al significato biogeografico del popolamento faunistico ne hanno parlato Sbordoni e De Felici del Dipartimento di Biologia dell'Università Tor Vergata che hanno che la catena Aurunca rappresenta una delle porzioni più antiche dell'Appennino che, restata costantemente in emersione dalla fine del Miocene (oltre sette milioni di anni fa) ad oggi, ha conservato le tracce più antiche del popolamento animale appenninico ed ha permesso, attraverso l''alternarsi delle vicende paleoclimatiche del Pleistocene il rinvenimento di diverse specie di coleotteri, la cui distribuzione è limitata alla sola area aurunca, in particolare nelle grotte. Elementi questi che costituiscono a livello faunistico (coleotteri, il ragno, il chilopide ed oltre 100 specie di farfalle diurne) un "valore aggiunto" al patrimonio naturalistico complessivo dell'area. Per quanto riguarda la fauna vertebrata l'area d'interesse mostra un'elevata diversità specifica, annoverando 9 specie di anfibi, 14 specie di rettili, 121 uccelli, di cui 80 nidificanti, 40 mammiferi (di cui quasi la metà chirotteri). A fronte di una superficie di circa il 2% dell'intero territorio laziale, il massiccio aurunco ospita dunque, rispettivamente, il 64,4% e l'84,2% delle specie note di Anfibi e Rettili nella Regione Lazio. Della conservazione della specie hanno parlato Bologna e Romano del Dipartimento di Biologia ambientale dell'Università di Roma Tre, evidenziando quanto sia imprescindibile il legame tra anfibi e l'uomo ai fini della loro sopravvivenza. Utzeri e Avellinese del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell'Università La Sapienza hanno precisato che della specie degli Odonati al momento si conoscono 15 specie per la limitata intensità di ricerca svolta sin'ora. Del popolamento della specie dei carabidi ha dato notizia nel suo intervento Vigna Taglianti (Dip. Biologia e Biotecnologie Charles Darwin de La Sapienza).

Il convegno nel pomeriggio si è spostato Presso la Sala conferenze dell'Hotel Edra a Cassino si sono succeduti nel pomeriggio altri relatori che hanno affrontato il delicato problema della gestione del territorio applicata alla tutela della biodiversità. I naturalisti Corsetti e D'Orsi, i responsabili dell'Associazione Cibele Sacchi, D'Alessio, Seneca, Iannuzzo, Savini), del Dip. Design, tecnologia dell'Architettura, territorio e ambiente (Di Maio, Perfetti, Di Pietro) de La Sapienza di Roma. Perrella e il direttore del Parco Marzano si sono occupati della gestione forestale degli Aurunci. Lucio de Filippis ha ricostruito le fasi più importanti che hanno accompagnato i 10 anni di attività di gestione dell'Ente.

Assunta Palazzo

 

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Articolo riproducibile citando autore e fonte (www.edicolaciociara.it)

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