Rapporto PIT Salute 2010, sempre peggio
| Cronache - da Regione Lazio |
Errori terapeutici e diagnostici, in crescita soprattutto per i malati di tumore, infezioni ospedaliere e mancanza di informazioni sulle prestazioni assistenziali. Sono gli elementi che caratterizzano la sanità vista dai cittadini, almeno da quei 228mila italiani che dal 1996 ad oggi si sono rivolti al Tribunale dei Diritti del Malato, in media 16mila all'anno, più di 40 al giorno. In occasione del trentennale del Tribunale, Cittadinanzattiva ha presentato il Rapporto PIT Salute 2010 dal quale emerge che 74 segnalazioni su 100 riguardano errori, suddivisi in terapeutici (49,5%) e diagnostici (24,5%) . Tra i presunti errori terapeutici, al primo posto ci sono quelli dell'area ortopedica, seguiti dall'oncologia e dall'odontoiatria. Le sospette errate diagnosi, invece, si concentrano nell'oncologia, con il 38,6% delle segnalazioni. ''Il boom negativo dell'oncologia merita un'attenta analisi - scrivono i curatori del Rapporto - . Il trend in aumento potrebbe essere determinato dall'accresciuta sensibilita' dei cittadini ma temiamo che sia determinato dalle difficolta' di accedere, in tempi utili, ad accertamenti diagnostici, dai macchinari vecchi, da un'organizzazione inadeguata e dalla mancanza di formazione del personale, soprattutto per la lettura delle immagini''. Dopo gli errori, seguono le segnalazioni per infezioni ospedaliere, cresciute del 4,9% nell'ultimo trentennio. I cittadini, poi, lamentano la scarsita' di informazioni sulle prestazioni socio-sanitarie e su quelle assistenziali (come l'esenzione dal pagamento del ticket). In particolare, mancano informazioni nell'area della salute mentale, in quella delle prestazioni odontoiatriche e dei servizi di riabilitazione. Infine, gli italiani segnalano difficolta' ad accedere a riabilitazione, residenze sanitarie assistite e lungodegenze, ambiti in cui gli ostacoli sono aumentati nel 2009 dell'11%, rispetto al 2008. Le segnalazioni parlano di rette piu' alte, tempi medi di degenza ridotti e mancanza di strutture che sappiano gestire pazienti con quadri clinici complessi. Va male anche l'assistenza ospedaliera, in particolare, per le dimissioni premature e il rifiuto del ricovero, entrambe voci cresciute negli ultimi 12 mesi. E poi il capitolo delle liste d'attesa.Crescono per esami diagnostici, visite specialistiche e interventi chirurgici, con attese record per l'oncologia. Per un'ecografia all'addome si deve aspettare fino a 340 giorni, per una Tac circa 220 giorni, 1 anno per un intervento di chirurgia generale e 18 mesi per uno di ortopedia, con tempi che si allungano anche nel privato.''Ci allarma avere la sensazione che il tumore possa attendere - si legge nel Rapporto - anche piu' di un anno per una visita di controllo dopo un melanoma''. Tra gli altri ambiti di specializzazione compare la ginecologia e l'ostetricia, dove le segnalazioni sui ritardi sono piu' che triplicate in un anno, ''segno che le future mamme - prosegue il dossier - sono impossibilitate ad accedere in tempi utili a visite di controllo presso il Servizio pubblico e sono costrette a rivolgersi, come ormai risaputo, a professionisti privati''. {jcomments on}
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