Ecomafie, Lazio tra piccoli e grandi reati
| Cronache - da Regione Lazio |
Legambiente ha reso noti i dati del Rapporto Ecomafie 2010 che rivela una inquietante scalata della nostra regione nella classifica delle illegalità ambientali. Il Lazio infatti guadagna ben tre posizioni e sale sul podio passando dal quinto al secondo posto. Un dato eclatante del Rapporto redatto come ogni anno elaborando le informazioni riferite al prezioso lavoro delle forze dell'ordine. Nel corso del 2009 nella nostra regione sono state accertate infatti 3.469 infrazioni (1.383 in più rispetto al 2008), pari al 12,1% del totale di quelle accertate su scala nazionale: qualcosa come 9,5 illegalità al giorno. leggi tutto
Inquietante il piazzamento del territorio di Latina al terzo posto in Italia per i reati legati al ciclo del cemento con 329 reati (seguita al quarto posto dalla Provincia di Roma, con 282 reati), mentre le indagini della Direzione nazionale antimafia evidenziano il crescente peso delle infiltrazioni nel comparto agricolo con il caso-simbolo del Mercato ortofrutticolo di Fondi. Il Lazio finisce per "accogliere" perfino rifiuti pericolosi e cancerogeni come l'amianto provenienti dalla Sicilia, come è avvenuto nella discarica di Pomezia, ma si è trovato al centro di inquietanti rivelazioni di pentiti di camorra e di mafia che indicano la provincia di Latina come sversatoio di rifiuti pericolosi e addirittura radioattivi, ma anche di traffico di rifiuti provenienti dalle centrali nucleari. La Regione Lazio è stata anche ribattezzata la "lavanderia del mattone", metafora efficace per definire la speculazione edilizia che in tutto il paese e in particolare nel Lazio ripulisce il denaro proveniente dalle attività illegali delle mafie. Al di là di una risposta di tipo normativo – dichiara Cristiana Avenali di Legambiente Lazio- è necessario agire sul piano educativo, favorendo il diffondersi di una cultura della legalità, forte deterrente contro il dilagare delle Ecomafie. In questo senso vanno le nostre molteplici iniziative dedicate alle nuove generazioni e alle scuole, affiancate dal positivo lavoro svolto grazie all'Osservatorio Ambiente e Legalità al numero verde 800-911856, che gestiamo con l'Assessorato regionale all'Ambiente e che nel 2009 ha raccolto e vagliato migliaia di segnalazioni giunte direttamente dai cittadini del Lazio. Ad esempio sul caso amianto, dove ci sono decine di discariche abusive, che nascondono serie illegalità che vanno contrastate con il censimento dei siti a rischio."{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Lunedì 07 Giugno 2010 11:18)



