Gestione dell’acqua a Frosinone: occorre una svolta!

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Cronache - da Provincia

PalazzoGramsci_Fr_120qudi Giovanni Nardone, 9 giu 2011 - Colgo l'occasione della presentazione avvenuta ieri a Roma della IX Indagine sul servizio idrico integrato, realizzata dal C.R.E.E.F - Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione della Federconsumatori Nazionale, per fare un ragionamento sullo stato del Servizio Idrico nella nostra provincia. Dai dati riferiti alle 93 città campione emerge che nel 2010 per un consumo annuo pari a 200 m3 (ovvero il consumo medio di una famiglia tipo) si è pagato mediamente 310,99 € all'anno.

La città in cui l'acqua risulta più economica è Milano, con una bolletta annua di € 115,36, la più cara, invece, è Firenze dove per la stessa quantità di acqua si spendono 478,05 €, ovvero un costo pari quasi a 5 volte quello di Milano. Per consumi annui pari a 100 metri cubi (quello di un single o di una coppia di pensionati con consumo moderato) la bolletta media è di 137,07 € all'anno. In questo caso la città più economica è sempre Milano (dove la bolletta annua è di € 59,77), mentre la più cara è Agrigento (207,46 €).

La bolletta media del 2010 si è rivelata più cara, rispetto al 2009, del + 6,85%. Le previsioni tendenziali ad aprile per il 2011, inoltre, fanno stimare aumenti del +6,5% su base annua. L'aumento medio della bolletta negli ultimi 10 anni è stato 3 volte circa l'aumento dell'inflazione. Alla luce di queste ricerche e delle valutazioni sulla qualità del servizio Federconsumatori, dopo aver sostenuto e promosso la raccolta delle firme per l'abrogazione del c.d. Decreto Ronchi, è sempre più convinta della necessità che i cittadini partecipino al Referendum, che al contrario di quanto dichiarano alcuni tg si terrà il 12 e il 13 giugno 2011, esprimendo un doppio sì. Il primo per abrogare la legge che obbliga la forzata privatizzazione delle aziende pubbliche di gestione del ciclo idrico, con il rischio di monopoli privati nelle mani di poche grandi aziende spesso estranee al territorio e con il rischio di politiche tariffarie ancora più elevate. Il secondo sì per abrogare la parte della legge 152/2006 che, nella determinazione della tariffa, riconosce la remunerazione del capitale investito. Attualmente, infatti, l'applicazione del metodo normalizzato risalente al 1996 (anno in cui il tasso di inflazione si attestò su livelli elevatissimi, al +4%) e mai rivisto, riconosce una remunerazione del capitale investito del 7% con forte impatto sui piani tariffari.

Passando alla nostra Ciociaria continuo ad apprendere con profonda inquietudine delle esternazioni di molti soggetti pubblici e privati relativi alla gestione del circuito idrico integrato della acque dell'ATO 5. In questo quadro si sono manifestate nel territorio iniziative di vario tipo anche politiche che lungi dal portare soluzioni per i cittadini acuiscono lo stato di disagio per gli utenti. A cio' debbo aggiungere un cambiamento di rotta del gestore idrico che purtroppo non sta' accettando piu' proposte di rateizzazione scaglionate da parte di quei cittadini che versano in condizioni economiche disagiate e certificate con apposito attestato ISEE. Siamo d'accordo nel colpire anche duramente quelle realtà imprenditoriali che hanno contenziosi e bollette inevase per svariate migliaia di euro, comprendiamo meno lo'accanimento nei confronti di cittadini privati per giunta pensionati o disoccupati, mi chiedo a cosa siano servite le estenuanti riunioni con ACEA e l'Ente Provincia che avevano lo scopo di evidenziare le situazioni di disagio degli utenti e di proporne le soluzioni. Pertanto ben vengano i quesiti referendari e spero che proprio questa partecipazione civica che riteniamo fondamentale promuovere per legge, coinvolgendo i cittadini nelle scelte che riguardano il servizio idrico integrato, attraverso le associazioni che li rappresentano, sia il giusto viatico perchè l'acqua veramente torni ad essere il Bene Comune per tutti i cittadini.

Frosinone 9 giugno 2011

Il Presidente Provinciale Giovanni Nardone.


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