Accademia di Belle Arti e incompetenze di Provincia e Comune

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Cronache - da Provincia

accademia_belle_arti_frosinonedi Angelo Ruggiero* - Uno scenario apparentemente inedito dell'Amministrazione Provinciale e del Comune di Frosinone in riferimento alle questioni dell'Accademia di Belle Arti appare perlomeno surreale per le scelte urbanistiche,edilizie e finanziarie dei due Enti Locali.

Le questioni in argomento si trascinano da tempo ma le si vogliono rappresentare come urgenze indifferibili combinando così provvedimenti pasticciati e improponibili, anziché soluzioni positive.

Al dunque si registrano tre emergenze: 1)L'Accademia reclama spazi per l'attività didattica; 2) l'Amministrazione Provinciale deve assicurare i locali per compito d'istituto; 3) Il Capoluogo ha nel proprio territorio l'Accademia e registra, da tempo, una robusta e percettibile crisi del suo Centro Storico con la dismissione di dignitosi edifici pubblici (ex Distretto, Tiravanti, Banchit, Dispensario ecc.) e il verificarsi di circa 4000 metri quadrati di superficie commerciale e artigianale dismessa con pesanti ricadute negative sull'indotto economico-commerciale e l'indebolimento dell'aggregazione sociale della cittadinanza.

Pur tuttavia emerge una palese contraddizione perché mentre la Città vede spogliato e compromesso il suo Centro, qui' si registra la contestuale presenza di poco meno di un terzo della popolazione residente, (infatti la seconda e la terza circoscrizione elettorale registrano rispettivamente circa 14.000 elettori mentre quella del centro ne registra 10.308). Così, il Comune accetta passivamente l'iniziativa della Provincia di spostare l'Accademia al Casaleno e il tutto avviene con motivazioni assai deboli e al limite della normativa e del prestigio che pur si devono a Istituzioni artistico-universitarie di tale natura.

Fatte salve le richieste dell'Accademia per gli spazi necessari domandati, va ricordato che tali Istituzioni accademiche in tutte le Città sono insediate nei loro centri storici per cultura urbana e per sedimentazione storico-ambientale(gli Architetti richiamano il concetto di "spazio pubblico"); in nessun altro posto sono collocate a ridosso di aree industriali e/o di servizio (definite sempre dalla cultura accademica "non luoghi"- Prof. Arch. Vittorio Gregotti) destinate a rimanere isolate e spopolate allorchè la Città dismette la giornata lavorativa e vive il tempo della famiglia, dello svago,della cultura e del sociale nei siti in cui l'Accademia con le sue funzioni e la sua attività può concorrere ad una migliore qualità della vita pubblica dell'intera Città.

Orbene mentre logica e buon senso vorrebbero che sia la Provincia che il Comune, INSIEME, decidessero di risolvere le esigenze dell'Accademia con spirito di servizio e lungimiranza e con scelte economico-finanziarie dei rispettivi bilanci adeguate a una moderna visione e rispetto dei Centri Storici senza stravolgere l'assetto urbanistico e sociale della Città ,rischiano invece di assestare un colpo mortale alla struttura economico-sociale del Capoluogo.

Un corretto coordinamento delle politiche di bilancio , di scelte urbanistiche ed edilizie dei due Enti con comportamenti amministrativi e contabili coerenti (al riparo da contrapposizioni politiche di schieramento), risolverebbero con concretezza la questione Accademia, perché ormai sono obbligate a scelte di qualità e di concreta utilità sociale dallo stato precario della finanza locale e dalle scarse risorse finanziarie elargite dallo Stato e dalla Regione Lazio.

La comunità cittadina del Centro è in un giustificato fermento per le proprie esigenze e ragioni di vita e il Comune ha precisi doveri di intervento per la Città e la Provincia pure deve una doverosa attenzione per il Capoluogo che è tale non solo per i cittadini di Frosinone-città ma anche per tutti gli abitanti di tutte le comunità dell'intero territorio provinciale.

Le dichiarazioni apparse sulla stampa da parte dell'Assessore Provinciale Gianluca Quadrini della pubblica istruzione segnalano che una decisione sarebbe già stata presa senza una preventiva discussione con la Città e svincolata dal confronto con il Consiglio Comunale e con le forze culturali protagoniste della vita accademica. Questo è un errore che va corretto perché gli studenti e i docenti universitari, la Consulta Comunale delle Associazioni e dei Circoli, la Circoscrizione Centro, le Associazioni dei Commercianti e degli Artigiani e gli abitanti del Centro hanno pieno titolo di esprimere il loro parere e conoscere le responsabilità politiche di scelte negative operate contro il Centro Storico della Città. E a loro danno.

Una domanda si impone: il Presidente Iannarilli (Provincia) e il Sindaco Marini (Città) hanno nel programma elettorale sottoposto ai cittadini lo spostamento dell'Accademia dal Centro Storico del Capoluogo? Se si, scelgano pure di andare avanti con tutte le conseguenze negative lamentate altrimenti si fermino nell'interesse della città.

* Membro dell'Esecutivo Prov.le P.S.I. Frosinone

Ultimo aggiornamento (Giovedì 12 Maggio 2011 11:01)

 
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