Università del Basso Lazio
| Cronache - da Provincia |
di Angelo Ruggiero - Il Magnifico Rettore Prof. Ciro Attaianese ha ragione. La discussione in corso nell'Università e nel Territorio sul cambio della denominazione dell'Università di Cassino è nel contempo segno di vivacità socio-culturale e anche di insufficiente posizionamento nell'analisi economico-finanziaria necessaria alla vita e allo sviluppo dell'Ateneo.
Le aspirazioni dell'Istituzione Accademica e di tutti gli enti pubblici e privati che operano nel territorio del basso Lazio sono quelle di potenziare e sviluppare un'istituzione culturale necessaria allo sviluppo socio-economico di una dimensione intermedia tra le aree metropolitane di Roma e di Napoli.
C'è una popolazione di oltre un milione di persone cui offrire un servizio culturale certamente caratterizzato come un robusto volano di crescita integrato al dinamico divenire dell'assetto economico-sociale dell'intera area-cuscinetto situata sulla direttrice Roma Napoli.
Alcuni indicatori economico-statistici segnalano un appesantimento al limite della congestione come il riferimento al traffico, all'insufficienza delle reti, alla mobilità sul territorio, e all'insufficienza degli alloggi della popolazione studentesca creando punti di criticità per la residenza e i relativi affitti con degenerata economia sommersa.
Comunque si va configurando una conurbazione urbanistico-territoriale che ha bisogno del contributo di tutti gli enti locali amministrativi ed economici al fine di coordinare gli strumenti di pianificazione territoriale che producano una configurazione di un area ordinata e agibile con sapienti regole di ordine democratico e articolazioni produttive per il benessere delle popolazioni residenti, il tutto con una sana integrazione di auspicabili flussi turistico-ambientali in un territorio interprovinciale e interregionale.
Ora tutto ciò sminuisce la locale disputa nominalistica sulla denominazione dell'Università ed emerge con nitidezza l'opportunità e la tempistica delle scelte del Rettorato a caratterizzare queste dinamiche valoriali, di cui l'Università è una struttura portante, con una ridefinizione dell'Ente accademico che richiami l'intera area del Basso Lazio a responsabilità che esulano dalle sole scelte maturate da alcuni settori della Comunità della Città di Cassino. Comunque sulla questione si tornerebbe in origine ad un' adeguata scelta iniziale poi inopinatamente abbandonata.
Ovviamente i Comuni contermini ai confini Laziali, collocati nelle Regioni Campania e Molise, si inseriscono per loro giuste economie di scala, di assoluta rispettiva convenienza, nella rete del servizio scolastico e universitario fornito dalla sede dell'Università. Non c'è nessuna ragionevole controindicazione. in merito.
Pur tuttavia le forze operanti nel Basso Lazio sia quelle politiche che quelle dell'economia, della finanza, e delle istituzioni amministrative per essere coinvolte in uno sforzo comune e collettivo a cui sono chiamate dalle condizioni attuali imposte dalle riforme effettuate e che via via verranno realizzate in provvedimenti attuativi dovranno essere formalmente chiamate nella gestione degli organi di direzione e governo dell'Università fornendo responsabilmente risorse e sostegno all'Ente. Il tutto ovviamente nella cornice della sua più ampia e piena autonomia .
Per quanto surriferito non si può ragionevolmente ignorare che il Paese vive un periodo di scarse risorse nazionali per il critico ciclo economico che ha investito gran parte del nostro pianeta e dove necessariamente l'Italia ha bisogno di un lungo periodo per ritrovare una fase di crescita economica che consenta di non deprimere ulteriormente la spesa pubblica e avviare una ripresa del proprio apparato produttivo.
Quindi è d'obbligo un positivo riconoscimento a chi ,per tempo,e con consapevolezza ha approntato un primo tassello di una nuova fase dell'Ateneo dimensionato a una connotazione territoriale più ampia e a cui si deve riconoscere di sostenere una ragionevole posizione alla quale va assicurato un' adeguato sostegno.
Naturalmente penso che ciò va anche riferito a persone di buona volontà,tra cui si può sicuramente annoverare il Sen. Angelo Picano cui il fiuto dell'antica militanza e responsabilità ha fornito un'utile e positiva occasione alla sua realistica posizione non isolata e certamente sostenuta.sull'argomento...
Nella fase politica che viviamo ove il dibattito tra le forze politiche e sociali sta investendo una epocale fase di ristrutturazione delle Istituzioni, abbiamo già visto il riposizionamento dell'imprenditoria privata nei suoi organi di rappresentanza nell'ambito del territorio regionale ai fini di una maggiore tutela delle scelte economiche regionali nazionali ed internazionali dei suoi aderenti , suggerendo adeguamenti, a tutti gli altri attori della vita politica e sociale, ai necessari ed urgenti passaggi per il perseguimento dei rispettivi obiettivi e dovute finalità con assunzione di adeguate responsabilità.
Infine c'è da dire che certe preoccupazioni di alcuni critici appaiono perlomeno esagerate se non strumentali perché gli edifici universitari sono sempre lì,non li porta via nessuno; a meno che non si capisca che " il sapere" debba essere racchiuso solo entro confini nominalistici e municipali del territorio cittadino, ancor più.
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