Il gruppo Forza Cassino Giovani esprime forte solidarietà al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e condanna l'atto di violenza avvenuto nei suoi confronti. - ad affermarlo è Luca Del Greco, giovane del Gruppo Forza Cassino Giovani - L'attentato al Premier è senza alcun dubbio un gesto di violenza ingiustificabili lontano dai valori democratici che caratterizzano il nostro Paese e identificano il nostro gruppo. Quello di oggi è stato un gesto singolo ma domani potrebbe ripetersi con conseguenze più vaste. La politica non è e non deve essere in alcun modo caratterizzato dalla violenza. Questa è la nostra idea della politica e della democrazia. Non vogliamo tornare indietro, negli anni '60, poiché la nostra mentalità democratica ci fa vedere verso il futuro, un futuro di luce per il nostro Paese lontano dalla violenza e dal terrorismo. Diciamo No alla politica dell'odio che aizza gli animi e le personalità più suscettibili a commettere atti del genere. Diciamo No alla politica dell'ipocrisia che cerca di minimizzare su queste cose. Oggi è stata scritta una pagina nera della nostra storia. Il gesto di oggi era stato preceduto - conclude Del Greco - da un clima di ostilità e di tensione dei giorni scorsi: un clima di accuse verso il Presidente Berlusconi, accuse e ostilità sollevate e accentuate da personaggi politici che dovrebbero essere i messaggeri di Pace e Democrazia invece si rivelano fautori di tensioni che portano alla violenza.
Battete Berlusconi alle elezioni con i voti e le proposte, non con la violenza - afferma il Coordinatore Gianluca Pistore - l'Italia si sta coprendo di ridicolo, c'è un assoluto bisogno di tornare ai sani valori di rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, rispetto verso le autorità, c'è bisogno di un maggiore senso civico e di politici che la smettano di strumentalizzare ogni soffio di vento per montare una tempesta utile solo per fare propaganda elettorale. La risposta a tutto questo - spiega Pistore - è in noi giovani, nei nostri ideali e nella speranza che dobbiamo avere in una nuova consapevolezza politica, basata sul fatto che ciò che ci unisce è infinitamente più grande di ciò che ci divide.