E' in discussione alla Commissione Affari Sociali il disegno di legge sul governo clinico. Sul quale, con una nota diffusa oggi, esprime forti preplesità la Cgil medici. "Il Ddl è pervaso da una sempre maggiore consegna di tutte le scelte nelle mani dei direttori generali, nominati dalla politica, a partire dagli incarichi che dovrebbero essere basati sul merito professionale e sulla trasparenza, dai direttori di struttura complessa ai responsabili delle strutture semplici, fino agli incarichi professionali. Perfino il parere obbligatorio del collegio di direzione su alcuni atti del direttore generale è scomparso. La libera professione dei medici viene deregolamentata, con minore trasparenza rispetto alle liste di attesa, e con una indennità di esclusività estesa anche ai medici che la svolgono negli studi e nelle strutture private non convenzionate". Critiche anche in materia di indennità di esclusiva. "C'è il rischio che i 50 milioni di euro necessari per pagare l'indennità di esclusività ai medici che dall'extramoenia, non più conveniente, passeranno all'intramoenia allargata istituzionalizzata, possano essere a carico dei fondi contrattuali. Un pasticcio alimentato dalle osservazioni della Ragioneria Generale dello Stato e dallo sciagurato articolo del contratto sottoscritto la scorsa settimana che elimina il principio di una indennità di esclusività distinta e fuori dalla massa salariale, da rivalutare con fondi extracontrattuali".