Ma è la persona giusta?

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La vicenda esistenziale di Silvio Berlusconi si sta trasformando sempre più in una cappa plumbea che incombe sul Paese minacciando tempesta. Il quindicennio che lo ha visto intervenire a suo modo nella politica italiana, e determinarne il clima, è iniziato male e rischia di finire peggio.

 
Entrato in politica durante la burrasca di Mani Pulite, promettendo sogni per tutti e nonostante il monito del fedele Fedele Confalonieri (“Qui va a finire come a Piazzale Loreto!”), Berlusconi si mostrò, senza che ce ne fosse ancora bisogno, un personaggio assolutamente disposto a tutto per attuare i suoi piani più reconditi e indicibili, con l’aggravante di essere un uomo dalle grandi capacità: una forza senza alcun controllo, quindi, che mise molti di noi istantaneamente in allarme.
Sin dall’inizio della sua attività, ogni iniziativa fu indirizzata alla salvaguardia dei propri interessi personali, leciti e illeciti, innanzitutto con i reiterati tentativi, spesso riusciti, di sottrarsi alla magistratura, d’impedire i processi a suo carico. Insomma, come si disse, anziché difendersi nel processo fece di tutto per difendersi dal processo; produsse allo scopo, una lunga serie di leggi ad personam culminate nel Lodo Alfano, che lo pose direttamente al di sopra della legge.
A questa devastante attività istituzionale e pubblica, oggi si aggiungono le rivelazioni su una vita privata dissoluta, irrispettosa della famiglia, offensiva per le donne, indegna di uno statista, condotta, per di più, a spese dello Stato; nonché le pesanti accuse rivoltegli dalla moglie di frequentare minorenni e non stare bene di testa, che hanno suscitato grande scandalo e preoccupazione nell’opinione pubblica internazionale.
 
Tuttavia, la domanda di fondo è se Berlusconi sia mai stato la persona giusta per risolvere i problemi del Paese, e se soprattutto lo sia ancora oggi, dopo l’eclatante rivelazione pubblica di una condizione psicologica generale piuttosto perturbata. Per quanto è in noi, ci pare di poter dire assolutamente di no. Infatti, ciò che è direttamente derivato dalla nefasta attività berlusconiana, dalla sua cosiddetta discesa in campo in poi, sono le macerie fumanti delle istituzioni, dei rapporti sociali, della catastrofe economica, dell’insicurezza sul lavoro e nell’intera vita per milioni di persone. 
C’era bisogno di Berlusconi? Ce n’è bisogno ora? Nel momento in cui il Paese si ritrova con il disastro abruzzese (con annessa promessa di crociera ai terremotati!), la decrescita record del pil, centinaia di migliaia di licenziamenti effettuati e da effettuare, la FIAT che paga pegno ai tedeschi per i pessimi governanti che ha alle spalle, la scuola e l’università allo sbando, le economie familiari a pezzi, l’immondizia che spunta da tutte le parti, la corruzione dilagante, l’evasione fiscale, l’insicurezza per tutti… il Paese avrebbe bisogno, piuttosto, di una coesione straordinaria per affrontare, come un sol uomo, un futuro che si prospetta tetro; ma Belusconi predica e pratica la divisione tra i cittadini, la rabbia, il rancore, la violenza verbale, l’insulto. Ci sarebbe bisogno di un po’ di verità, ma Berlusconi non l'ama. Ci sarebbe bisogno di qualche testa lucida che sappia come portarci fuori da questi marosi; ma ne abbiamo invece soltanto una, la sua, agghindata di capelli finti e imbottita di viagra. Ci sarebbe bisogno di solidarietà, soprattutto: coi terremotati, coi precari, coi disoccupati, con gli immigrati, con le famiglie in difficoltà; ma Belusconi (stranamente benedetto da coloro che predicano il “siamo tutti fratelli”) è propugnatore di una società in cui i cittadini siano tutti nemici, dove prevalgano i peggiori istinti, dove la forza bruta del denaro sia l’unica, genuina, imperiosa manifestazione di dio.
 
C’era e ci sarebbe bisogno di altro, ma abbiamo Berlusconi. Con lui, abbiamo vissuto per quindici anni in un’atmosfera perennemente cupa, durante i quali al posto delle soluzioni abbiamo avuto l’incancrenirsi dei problemi, spostati sempre più in là, di promessa in promessa, di campagna elettorale in campagna elettorale; con grandinate devastanti che hanno abbattuto ogni più piccolo germoglio di speranza nel cambiamento della società italiana; oggi, al suo passaggio, le mani scattano superstiziosamente nel riflesso condizionato degli scongiuri. Ragion per cui, ci pare proprio di poter dire che Berlusconi sia la persona sbagliata al posto sbagliato, nel momento sbagliato; che sia non la soluzione ma il problema, non il sogno che aveva promesso ma il nostro incubo. Dal quale potremo uscire soltanto svegliandoci con un deliberato atto di volontà, con la speranza di rivedere dopo tanto tempo un luminoso giorno di sole, e di non dover mai dire “tanto tuonò che piovve”.
 
Ivano Alteri
 
Frosinone 4 Giugno 2009

Ultimo aggiornamento (Domenica 07 Giugno 2009 12:04)

 

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