Nostalgia di Veltroni?
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Danilo Collepardi, 13 mag 2010 - Nel 2008 alle elezioni politiche il PD raggiunse il 34% ed in provincia il 30%. Nel 2010 alle regionali ha ottenuto il 26% e qui da noi il 19 %.
Nel 2008 fu detto che il PD aveva svuotato la sinistra radicale. Nel 2010 la sinistra è rimasta svuotata ma il PD ha perso ben 8 punti in campo nazionale e 10 in quello provinciale.
Quali le cause di questa "debacle" ? Visto che i gruppi dirigenti provinciali sono rimasti gli stessi,
la causa principale, non la sola, va inquadrata nella proposta politica generale con cui il partito si è presentato a queste elezioni.
Nel 2008 il partito si presentò con una proposta politica forte con cui si poteva essere d'accordo o meno, ma pose il partito al centro del confronto politico come vera alternativa alla destra.
Nel 2010 ci siamo presentati con una proposta politica sbagliata e perciò estremamente debole.
La proposta di un'alleanza con l'UDC è risultata sbagliata per 4 ordini di motivi che cercherò di illustrare:
1- così facendo il PD ha legato le proprie sorti a quelle di un altro partito che aveva obiettivi diversi; è stata l'UDC a decidere dove farci vincere o farci perdere, al Nord però, malgrado l'alleanza, si è perso lo stesso e questo ci porta diritto al punto successivo;
2- il vero problema politico irrisolto del PD è la sua estrema debolezza nel nord Italia, vale a dire nel cuore economico-industriale del paese. L'alleanza con l'UDC in quell'area è del tutto ininfluente, sia per la pochezza elettorale di quel partito, sia perché l'elettorato dell'UDC è schierato politicamente a destra, se si allea con noi quel partito perde gran parte dei consensi;
3- per la nostra regione quella proposta politica è stata disastrosa. Siccome l'UDC non si è alleata con noi, il PD si è ritrovato senza alcuna proposta politica con cui presentarsi al corpo elettorale e dovendo, di fatto, sconfessare l'indirizzo nazionale;
4- dire che vogliamo allearci con il centro, da una parte snatura il PD come partito di centrosinistra (perché allora abbiamo fuso DS e Margherita?), da un'altra crea un vuoto al centro dello schieramento politico e siccome in politica il vuoto non può esistere, esso verrà rapidamente occupato da UDC, API, altri transfughi del PD e forse Fini.
Alcune considerazioni finali. Il PD deve ritornare alle motivazioni iniziali per cui esso è nato. Un partito riformista, alternativo alla destra, capace di parlare a tutto il popolo italiano, come i grandi partiti progressisti europei. I socialdemocratici tedeschi, i socialisti francesi o i laburisti inglesi non hanno bisogno di alleati per parlare ai loro ceti moderati. Così il PD deve avanzare una proposta politica di rinnovamento dell'Italia intera, capace di coinvolgere anche i ceti moderati più moderni e attenti ai cambiamenti. E' chiaro che se altri partiti, compresa l'UDC, vorranno condividere con noi la proposta politica di rinnovamento del Paese alternativa a quella della destra, si alleeranno con noi, altrimenti seguiranno altre strade.
Ritornare, come si è fatto, alla così detta "politica delle alleanze", cavallo di battaglia del PCI ha fatto tornare il PD alla prima repubblica, non più perciò nell'epoca della democrazia dell'alternanza, ma in quella della democrazia bloccata dove il PCI, non potendolo fare direttamente, doveva farsi garantire da qualche altro partito nei confronti dei ceti moderati, della Chiesa, della NATO, degli USA e via via retro marciando.
Forse qualcuno non si è accorto che il PD è nato per obiettivi diversi da quelli. Danilo Collepardi
Già Presidente del Consiglio Regionale del Lazio{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 13 Maggio 2010 11:05)







