Giovedì 22 aprile, nella Direzione del PdL (dice "Il Secolo d'Italia"), non è stata effettuata la conta dei voti favorevoli, perché altrimenti «si sarebbe arrivati a quaranta, forse cinquanta» mani alzate e «50 a 13, il risultato più probabile, avrebbe significato accreditare a Fini il 25%».
Il Secolo d'Italia dedica spazio in prima pagina al leader leghista, ma con un taglio ovviamente diverso rispetto a Libero e Il Giornale: «È il turno di Bossi. Preoccupato per il 'suò federalismo irrompe nel dibattito del Pdl», titola il quotidiano diretto da Flavia Perina. «Il day after del confronto in direzione tra Berlusconi e Fini si è consumato -aggiunge- tra aut aut espliciti, garbate richieste di farsi da parte e sottoli minacce di epurazione». In un articolo in prima pagina, rifà i conti della votazione sul documento finale della Direzione Pdl e, di fatto, contesta quel 93,02% di sì (pari a 158 voti) contro il 6,39% di no, diffuso dall'ufficio stampa del partito. Nel testo si sottolinea come non sia stata effettuata la conta dei voti favorevoli, perché altrimenti «si sarebbe arrivati a quaranta, forse cinquanta» mani alzate e «50 a 13, il risultato più probabile, avrebbe significato accreditare a Fini il 25%».{jcomments on}