In questi mesi ho seguito attentamente il dibattito congressuale del Partito Democratico e debbo riconoscere che a livello nazionale è stato sempre più impegnato e senza zone d’ombra.
Pier Luigi Bersani ha via via catturato le mie attenzioni e riaperto la speranza che possa esserci una prospettiva per costruire una alternativa a questo governo, perché ha coniugato e sviluppato due grandi problemi: questione sociale e questione democratica.
Nel delineare la questione sociale il nucleo centrale del suo pensiero parte dalle aree di povertà e dalla urgente necessità di rimuovere le cause delle disuguaglianze.
Vedo inoltre con molto interesse anche un impegno ad aprire un rapporto con la sinistra rompendo così con atteggiamenti ( del suo Partito) di autosufficienza e di vera superbia politica. Questo nuovo inizio non è annunciato da un generico appello all’unità, ma, secondo me, ha un supporto nella stessa piattaforma politico programmatica sostanziata da una reale politica economica, che nei fatti e nello sviluppo delle iniziative, chiama e coinvolge l’ intera sinistra.
L’On. Pier Luigi Bersani anche nella sua fisicità dimostra di essere una forza tranquilla, in grado di affrontare e cogliere i temi principali e di non disperdersi in inutili e sterili polemiche interne ed esterne poiché impegnato a costruire un futuro.
Anche nel confronto in TV con Franceschini e Marino ha evitato frasi ad effetto, si è guardato bene di lanciare qualche spot o di scaldare gli animi per ricevere un applauso.
Con sobrietà e senso della misura non ha parlato solamente allo stato maggiore del suo partito ma al cervello ed al cuore di tutti gli Italiani: di chi soffre la crisi, di chi è disorientato, di chi non va a votare. Insomma, ho visto un uomo, un dirigente politico che usciva dagli angusti e sempre più sterili confini del suo partito.
Pur riconoscendo tutto ciò non ho intenzione di prendere la tessera del Partito Democratico, Mi limiterò comunque a partecipare domenica prossima a votare Bersani e Mazzoli come Segretario regionale. Per questo ultimo è un riconoscimento alla sua giovanissima età ed a quello che ha saputo fare nel governare la Provincia di Viterbo.
Di fronte a quello che sta succedendo ed ai pericoli che stiamo correndo non me la sento di essere cinico ed indifferente e non aiutare, invece, e sostenere un tentativo per far ripartire la difesa del lavoro e costruire un processo unitario per difendere la Costituzione e preservare così gli Italiani da un tentativo di imporci uno stato autoritario edulcorato da frivoli spettacoli televisivi.
Angelino Loffredi