Pellecchia: Un aggregato correntizio, molto rissoso, che persegue politiche clientelari e personalistiche
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
Congresso Pd, interviste - Il Professor Fausto Pellecchia docente dell'Università di Cassino risponde alle nostre domande. "...in questo “neo-fascismo” plebiscitario, andrebbe riproposta la logica unitaria, ma articolata, di un “antifascismo” moderno".
1) edicolaciociara.it dagli esiti del voto del 7 giugno 2009 si è fatta la convinzione che il congresso del Pd sia importante per l'Italia. Dalle lettre di preoccupazionme per gli esiti sembra che ci sia una vera attesa anche per chi non ne condivide fino in fondo le ispirazioni e le scelte.
Qual'è il limite, la causa o le colpe, secondo te, che ne bloccano l'espansione del consenso, che gli impediscono di crescere?
Confesso di non essere un simpatizzante del PD; il che non mi impedisce di cogliere la portata politicamente decisiva dei risultati del suo imminente Congresso non solo per l’intero schieramento di opposizione, ma per gli assetti congiunturali complessivi del nostro Paese. Non è possibile nascondersi, del resto, le preoccupazioni, o piuttosto, le prognosi sfavorevoli che proprio dal suo interno vengono formulate da più parti. L’ipotesi più pessimistica, ma niente affatto irrealistica, è quella di una scissione della componente rutelliana, attratta dalle sirene del grande (?) Centro di Casini, che, in concorrenza con la Lega, punta a entrare nella maggioranza di governo o, (molto) in subordine, ad un “governissimo” che prepari la successione a Berlusconi. Questa ipotesi è la conclusione della fase molto confusa che ha segnato la costituzione stessa del PD: assenza di linea politica chiara, una pretesa equidistanza tra forme di neocentrismo e forme di socialismo democratico, la liquidazione di alcuni temi politicamente qualificanti soprattutto nel momento attuale, abbandonati alla concorrenza dell’Italia dei Valori: il tema della trasparenza e della legalità costituzionale, la distinzione tra gli organismi di controllo e di garanzia istituzionale, e quelli elettivi, con lo scivolamento verso una democrazia di tipo plebiscitario (nella quale il voto purifica ogni nefandezza)…
La linea politica maestra è quella già a suo tempo indicata dal Prodi migliore (e perciò vincente!), con la sigla dell’Ulivo. Oggi più che mai, nel contesto di questo “neo-fascismo” plebiscitario, andrebbe riproposta la logica unitaria ma articolata di un “antifascismo” moderno, intorno a una piattaforma programmatica che veda, sui punti salienti, un accordo di tutte le forze politiche e sociali di opposizione al regime berlusconiano. Utopia?
2) Il risultato che il Pd ha raccolto nelle elezioni provinciali di Frosinone (14%) trae origine da qualche limite del partito nazionale (in questo caso quale?) o ha spegazioni tutte locali e quali? Che correzioni devono adottare in vista del voto regionale del 2010 gli uomini del Pd? L'attuale campagna congressuale quali proposte dovrebbe lanciare, in alternativa alla condotta del centrodestra, per affrontare le esigenze economiche e sociali, in particolare quelle che oggi riguardano la crisi dell'occupazione?
Per quanto riguarda i limiti del PD al livello nazionale, ne ho già indicati sopra alcuni, e a mio parere, i più vistosi. Il PD provinciale ne ha riprodotto, forse amplificandoli, gli aspetti di maggiore debolezza e criticità: a) un aggregato correntizio, molto rissoso, che, dietro la sigla di associazioni e club di varia ispirazione, persegue politiche spesso clientelari e personalistiche; b) una ostinata chiusura “politicista” agli apporti esterni e al riconoscimento di movimenti e associazioni che, autonomamente, operano nel sociale, nel mondo del lavoro, dell’imprenditorialità e della cultura ecc, e quindi l’incapacità di esercitare qualsiasi forma di “egemonia” autenticamente gramsciana sulla cultura politica della gente comune.
Quanto alle proposte, ritengo opportuno oggi passare per una severa razionalizzazione della pubblica amministrazione, con drastica riduzione di Enti e organismi burocratici di sottogoverno, oggi dediti quasi esclusivamente alla raccolta del consenso, con l’idea di destinare le risorse risparmiate al sostegno dell’occupazione e dell’imprenditoria in crisi. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Martedì 15 Settembre 2009 16:50)







