Colafranceschi: E' qualcosa di più di un importante congresso
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rogrammi politici Congresso Pd, interviste - Intervista rilasciata a Valerio Ascenzi da Agostino Colafranceschi, coordinatore provinciale di 'democrazia e socialismo'. E' stato dirigente provinciale del Pci. "Chiunque aspiri a vincere il congresso sa, con certezza che, innanzitutto, si trova con una parte, più o meno considerevole, di partito che non è d’accordo."
1) edicolaciociara.it dagli esiti del voto del 7 giugno 2009 si è fatta la convinzione che il congresso del Pd sia importante per l'Italia. Molto importante. Una vera speranza anche per chi non ne condivide fino in fondo le ispirazioni e le scelte. Quindi è importante sapere qual è il limite primo secondo te che ne blocca l'espansione del consenso, che gli impedisce di crescere?
Alla luce dei fatti recenti, non è solo un importante congresso, è qualcosa in più. Siamo chiamati a definire una linea politica convincente, capace di unire e aggregare nuovi consensi, credibile se non vogliamo lasciare il Paese in mano a questa maggioranza blindata e a questo governo di destra che aiuta solo i propri sostenitori.
Occorre elaborare un progetto chiaro e preciso con il quale confrontarsi a sinistra e nel quale riconoscersi. Per farlo dobbiamo superare le divisioni interne, personalismi, veti incrociati, e rimuovere le contraddizioni che hanno caratterizzato questo partito sin dalla sua nascita. Si deve pensare al Pd come a un partito vero, ricco di idee e di proposte, qualche sogno e qualche speranza per il futuro. Un partito non un’azienda: deve avere un’anima e valori, deve darsi una identità e sapere precisamente quali aree della società odierna rappresentare. Questo è il motivo di fondo per il quale molti di noi hanno aderito oggi. Il confronto aperto tra i candidati alla segreteria nazionale offre prospettive interessanti. Si tratterà di primarie vere: le differenze tra i candidati sono reali, solo il clima e le battutacce sono poco politiche, quest’ultimo aspetto forse è il segno dei tempi.
Chiunque aspiri a vincere il congresso sa, con certezza che, innanzitutto, si trova con una parte, più o meno considerevole, di partito che non è d’accordo. In secondo luogo, il vincitore, sa che servono regole certe, in grado di garantire tutti all’interno del partito. Inoltre c’è la necessità di presentarsi con programma convincente, al fine di vincere anche il confronto elettorale e politico con l’avversario vero, quello che governa il Paese.
Se saremo un partito progressista, o di stampo socialista, è bene saperlo poi. Avere aree di riferimento nella società è essenziale. Non si può essere imprecisi e superficiali: l’area qualunquista e affarista è già ampiamente rappresentata. Di sicuro abbiamo un’altra ragione d’essere se non vogliamo continuare a produrre divisioni. Sono anni che non facciamo proposte che rassicurino operai, impiegati, artigiani, commercianti … abbiamo sottovalutato le conseguenze della globalizzazione e dei giochi rischiosi dell’alta finanza, quindi è logico che perdiamo voti, ma non possiamo far finta di non saperne il motivo.
Per la costituzione di un partito nuovo, dobbiamo dare la possibilità al nostro elettorato di essere informato e di partecipare alla vita democratica del partito, nel limite consentito dalle regole. La gente vuole essere coinvolta nelle scelte, vuole vedere coerenza nell’applicazione di un programma, vuole garanzie sugli alleati di governo. Inoltre è il caso di iniziare a sviluppare un rapporto positivo con le donne, i giovani, gli anziani; affrontare i problemi de consumatori e dei lavoratori, stando attenti a capire che non siamo né organizzazioni sindacali, né associazioni dei consumatori ma una forza politica che fa delle scelte.
2) Qual è il tuo candidato di riferimento per la segreteria del partito? Forse oggi la linea più efficace è quella che riuscirà a tirarci fuori dall'arretratezza in cui ci ha cacciato e ci sta ricacciando questa maggioranza di destra dominata dagli egoismi della Lega e dai particolarismi dei ministri berlusconiani del Pdl. Qual è il punto forte nelle posizioni del candidato da te scelto?
La nostra associazione “Democrazia e socialismo”, come ho già spiegato in diverse occasioni, è nata con l’ultimo congresso dei DS, quando una parte di noi, insieme al Sen. Gavino Angius, non aderì al PD. Ritenemmo fosse una operazione di vertice: una sommatoria dei gruppi dirigenti nazionali di Ds e Margherita, con l’obiettivo dichiarato di gestire il potere lasciando irrisolti tutte le problematiche politiche. Ovvero: i problemi del lavoro, la laicità, il coinvolgimento della base elettorale, le questioni giovanile e femminile, la tipologia di partito, la partecipazione degli iscritti, la collocazione internazionale, il rapporto con il sindacato e molto altro. Questioni tutt’ora aperte. Era facile prevedere che qualcosa non funzionasse: di fronte ad azioni politiche sprovvedute e contraddittorie la gente scelse Berlusconi, bravo nel promettere ma non a mantenere: è il suo mestiere.
Credo che oggi vi siano delle condizioni nuove, una presa d’atto che alcuni nodi politici vadano sciolti, se vogliamo avere ancora un ruolo e far si che la gente comune, cambi opinione e pensi che, oltre a discutere e litigare, siamo capaci di governare.
La nostra associazione, insieme ad Angius, ha deciso di iscriversi e partecipare al congresso per dare un contributo politico e di idee e aiutare il rinnovamento di un gruppo dirigente in grado di lavorare collegialmente e non in solitudine. Gli uomini soli al comando fanno la differenza ma poi devono tornare nel gruppo altrimenti non possiamo parlare più di democrazia, ma d’altro.
Noi pensiamo che Bersani possa essere un ottimo segretario: ha una visione chiara della crisi e un’esperienza sufficiente per affrontarla in un contesto nazionale ed europeo. Vanta buoni rapporti con le organizzazioni professionali e non, nazionali ed europee, le cancellerie europee ecc. Con la sua visione ampia e democratica, e soprattutto di sinistra, può riaprire e favorire una nuova politica delle alleanze a sinistra del PD capace di garantire anche la governabilità. Questioni come: immigrazione, salario differenziato, ammortizzatori sociali, federalismo, unità del paese, diritto alle cure, richiedono qualità e credibilità nuove e aggreganti. Pensiamo che BERSANI abbia le giuste qualità per battere Berlusconi e il suo principale alleato la Lega (entrambi egoisti). Il punto di forza di Bersani, poi, è la chiarezza delle proposte che rassicurano chi lo ascolta e non è poco.
3) Il risultato che il Pd ha raccolto nelle elezioni provinciali di Frosinone (14%) trae origine da qualche limite del partito nazionale (in questo caso quale?) o ha spiegazioni tutte locali e quali? Quali correzioni urgono in vista del voto regionale del 2010? L'attuale campagna congressuale quali proposte lancerà, in alternativa alla condotta del centrodestra, per affrontare le esigenze economiche e sociali, in particolare quelle che oggi riguardano la crisi dell'occupazione?
Domanda interessante. Senz’altro un legame tra le vicende nazionali e locali c’è. Forse è giunto il momento di affrontare anche i limiti dell’azione regionale. Da troppo tempo in questa provincia gli amministratori fanno promesse, annunciano iniziative eclatanti e subito dopo arriva la doccia fredda: l’interporto, i nuovi servizi sanitari, la risoluzione delle crisi industriali (distretti, video con, fiat), la bonifica della valle del Sacco, risoluzione della raccolta dei rifiuti ( vicenda Gaia ).
Una affermazione è ricorrente, a livello locale, negli ultimi mesi e cioè: “il centro sinistra ha governato bene, ma non è stato capito”. Facciamo un passo indietro: prima del 2004 amministratori ed eletti del centrosinistra si impegnarono a realizzare tutti i punti del programma elettorale che li portò a governare, il risultato fu che nel 2004 ci fu di nuovo un netto consenso da parte dell’elettorato. Questo non è accaduto nel 2009: la popolazione ha punito il centrosinistra. Cosa significa questo risultato negativo? E’ il vecchio che abbandona prematuramente o il nuovo che non convince nei confronti nelle piazze e nelle tv locali? Bisogna tenere a mente che le campagne elettorali sono reali e i voti si conquistano nessuno regala nulla.
Questa provincia chiedeva risposte adeguate per affrontare e superare la crisi produttiva occupazionale (fabbriche piccole e grandi, agricoltura, artigianato, commercio, precari, mobilità, Cig, giornalieri ecc). Invece il centrosinistra è stato grandissimo solo nel dimostrare una grande animosità politica, litigando al suo interno su tutto nei vari enti e comuni - in particolare per la gestione dell’ASI, COSILAM - ma non su quali strumenti utilizzare (proposte o progetti ) per affrontare e superare la crisi. Ma per la sua presidenza? Ancora oggi che c’è un esperto, uno di mestiere come si suol dire, le cose vanno meglio.
Questa provincia chiedeva una politica rigorosa sull’acqua e i rifiuti con tariffe eque ed erogazione e smaltimento sicuri. Abbiamo assistito alla nascita di due società ATO5 e GAIA che hanno provocato un impennata delle bollette e disservizi ed altre problematiche tutte da verificare. Ed è su queste tematiche che il centrodestra ha giocato.
L’analisi ufficiale preoccupa e deve far riflettere. Potremmo essere in presenza di un esaurimento della spinta propulsiva innovativa e di credibilità? E’ possibile dopo un certo periodo di tempo passato al governo. Accade è umano. Forse il risultato, in alcune aree della provincia, ( nord, centro, sud ) avvalora questa ipotesi?
Penso che questa ipotesi non vada scartata, ma prima occorre valutare anche altre motivazioni:
-Il presidente uscente abbandona quattro mesi prima, per andare a fare l’assessore regionale affiancando altri due (anzi tre!) validi assessori. Era necessario? Oppure era meglio comandare la nave fino al porto, come fanno tutti i bravi capitani?
-Per di più: si scompone un quadro elettorale e se ne compone uno nuovo con problemi interni irrisolti.
-Nomine avventate, proposte poco condivise, divisioni ed iniziative politiche separate, poche novità umane e politiche.
Il tutto mentre la gente faceva i conti con problemi reali e come riempire la pancia e provvedere ai bisogni propri e della propria famiglia.
L’impegno comune è ricercare rimedi efficaci, capaci di attrarre consensi superando le incertezze. L’anno prossimo si vota alla Regione con le divisioni e le contraddizioni attuali rischiamo troppo, a meno che non puntiamo tutto sullo sfaldamento dell’avversario.
A mio avviso non aiutano in una fase congressuale le “autocandidature” per la Regione perché sviano il dibattito e lo condizionano dal punto di vista politico.
Dobbiamo capire quanto accaduto in Ciociaria riconoscere gli errori e far fare un passo indietro ai responsabili del disastro elettorale.
Possiamo eleggere qualche singolo a ricoprire incarichi importanti, ma sempre singolo resta, mentre ai cittadini occorrono più eletti che in grado di coordinarsi e prendere iniziative unitarie capaci comunque di aggregare.
Dobbiamo ripartire dal territorio, dai bisogni reali dei cittadini per mantenere gli attuali livelli di vita, dai luoghi di lavoro e dalla certezza del lavoro.
La prossima primavera si vota per il rinnovo del consiglio regionale e non possiamo permetterci un’altra battuta d’arresto. Ecco perché riteniamo necessario che vi siano nuovi dirigenti alla guida del partito a livello regionale. La candidatura di Alessandro Mazzoli è fondamentale e innovativa. Noi la sosterremo, convinti che insieme a Bersani può farcela. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 12 Settembre 2009 17:27)







