De Gregorio: Mi auguro che si faccia poca retorica ma non mi aspetto molte idee
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Programmi politici Congresso Pd, interviste - Michele De Gregorio, presidente delll'Istituto Gramsci di Frosinone risponde alle nostre domande. De Gregorio è stato deputato eletto nelle liste del Pci. Oggi aderisce al Partito socialista.
1) edicolaciociara.it dagli esiti del voto del 7 giugno 2009 si è fatta la convinzione che il congresso del Pd sia importante per l'Italia. Molto importante. Una vera speranza anche per chi non ne condivide fino in fondo le ispirazioni e le scelte.
Quindi è importante sapere qual'è il limite primo secondo te che ne blocca l'espansione del consenso, che gli impedisce di crescere?
Piuttosto che da limiti attuali, penso sia necessario partire dalla storia recente. PCI e DC non sono stati come i socialdemocratici e i liberali degli altri paesi europei, connotati da due visioni credibili entrambe, e antitetiche, dell’interesse nazionale, ma l’espressione in Italia di un grande scontro politico internazionale che ha drammaticamente connotato il mondo nei decenni seguiti alla seconda guerra mondiale. Ciò non ha impedito, e va dato loro atto, di costruire un paese costituzionale e democratico, ma l’asprezza del confronto con l’avversario considerato da ciascuno “il male” ha portato ad un utilizzo delle pubbliche risorse privo di un disegno organico. La lotta contro l’avversario ha giustificato una dilatazione enorme del debito pubblico, con l’aggiunta di corruzione e illegalità da parte dei governanti.
Oggi l’Italia più che un sistema è una somma di corporazioni. Per tre decenni e più, dal piano Marshall in poi, il paese è cresciuto perché le tecniche keynesiane di spesa hanno improntato il mondo. Ma oggi in tempi di globalizzazione dei mercati internazionali la festa è finita: se non mettiamo mano alla razionalizzazione della spesa pubblica e delle pubbliche strutture siamo destinati a perdere di fronte alla concorrenza dei paesi sviluppati e di quelli in via di sviluppo. Negli altri paesi la Tatcher, Reagan, i liberisti hanno ferocemente tagliato le spese; e Blair, Clinton (all’americana) e i socialdemocratici hanno rinnovato il welfare, fondandolo sul razionale uso delle risorse e non sugli sprechi.
L’incapacità di combattere le nostre profonde radici corporative porta invece la destra italiana a coprirsi col manto del populismo; e la sinistra alla mancanza di proposte e idee.
2) Qual'è il suo candidato di riferimento per la segreteria del partito? Forse oggi la linea più di efficace è quella che riuscirà a tirarci fuori dall'arretratezza in cui ci ha cacciato e ci sta ricacciando questa maggioranza di destra dominata dagli egoismi della Lega e dai particolarismi dei ministri berlusconiani del Pdl. Qual'è il punto forte nelle posizioni del candidato da lei scelto?
Non sono iscritto al PD e non ho quindi candidati di riferimento. Per le cose che ho prima dette, mi pare evidente che fra i tre candidati il più idoneo mi sembra Bersani, certamente il più sensibile alle tematiche di un moderno welfare. Dubito però che, lui e l’area dalemiana, abbiano la chiarezza di idee e la fermezza per affrontare lo scontro duro e lungo necessario. Non riuscirei altrimenti a capire perché, ad esempio, qualche mese fa Ichino ed altri PD hanno presentato una proposta di legge al Senato che tende ad introdurre in Italia il modello di welfare scandinavo (la cosiddetta “flexsecurity”), indicandone costi (tollerabili) e modalità, nel più assoluto silenzio dei dirigenti e di Bersani stesso, che pure in qualche convegno si è detto favorevole. Sacconi e la destra sono fermamente contrari.
3) Il risultato che il Pd ha raccolto nelle elezioni provinciali di Frosinone (14%) trae origine da qualche limite del partito nazionale (in questo caso quale?) o ha spegazioni tutte locali e quali? Quali correzioni urgono in vista del voto regionale del 2010? L'attuale campagna congressuale quali proposte lancerà, in alternativa alla condotta del centrodestra, per affrontare le esigenze economiche e sociali, in particolare quelle che oggi riguardano la crisi dell'occupazione?
Credo che a livello locale il PD rifletta, con ovvie specificità, i caratteri del partito a livello nazionale. Dal congresso, a livello nazionale e locale, mi auguro che si faccia poca retorica ma non mi aspetto molte idee. Non dimentichiamo che nei paesi europei più progrediti l’alternanza avviene con fasi che durano, generalmente, tra i dieci e i venti anni. Anche lì è normale che l’autocritica del perdente sia dunque non breve e dolorosa, e in Italia partiamo da condizioni ben più difficili. Speriamo di avviarci comunque per la stessa strada, almeno a vantaggio dei nostri figli… {jcomments on}
Michele De Gregorio
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 10 Settembre 2009 19:33)







