Con Vendola e Sel, 10mila in piazza a Roma
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Matteo Pucciarelli (ansa) da repubblica.it 2 ptt 2011 - Nella capitale la manifestazione "Ora tocca a noi", lanciata da Sinistra Ecologia e Libertà con l'adesione dell'Idv. Rinforzata l'allenza con Di Pietro, messaggi a Bersani: "Il cantiere dell'alternativa si apre con le primarie". Tantissime bandiere rosse, qualcuna col simbolo di Di Pietro e una del Pd. A Piazza Navona è di scena "Ora tocca a noi", la manifestazione organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà. Almeno diecimila militanti arrivati da tutta Italia nel centro storico della capitale.
Gli ospiti. Nell'area del retropalco si aggiravano "grandi vecchi" della sinistra come Achille Occhetto e Fabio Mussi. C'era l'ex segratario del Prc Franco Giordano ma non Fausto Bertinotti. Tra il pubblico personaggi del mondo dello spettacolo come Riccardo Scamarcio con Valeria Golino, Massimo Wertmuller, Fabrizio Gifuni, Sergio Rubini e Vladimir Luxuria. Interventi dal palco per Leo Gullotta ("Bersani, dove sei oggi?"), Dario Vergassola e Fiorella Mannoia. Poi il messaggio registrato di Dario Fo e i saluti inviati da Maurizio Landini, segretario generale della Fiom Cgil. In mezzo ai militanti, con la bandiera rossa in mano, il presidente dell'Associazione italiana degli allenatori di calcio, Renzo Ulivieri.
Gli interventi. Prima dei big, sul palco sono saliti gli operai della Irisbus, arrivati all'87esimo giorno di sciopero. Grandi applausi per il sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Messaggio unitario quello portato invece da Arturo Parisi del Pd, tra i promotori del refendum sulla legge elettorale. La raccolta di oltre un milione di firme è una vittoria che il prodiano ha voluto condividere con Vendola e i suoi. E poi un messaggio a tutto il centrosinistra: "Abbiamo troppo esitato. E' ora di mettersi in cammino con il progetto, le alleanze e il candidato premier". Si è parlato anche di legge-bavaglio, con Beppe Giulietti di Articolo21 che ha rircordato l'importanza di mobilitarsi contro i provvedimenti paventati del governo, travolto dagli scandali.
Di Pietro. Il leader di Italia dei Valori ha rilanciato in pieno la "fotografia di Vasto", vale a dire il Nuovo Ulivo che nasce sull'asse Pd-Idv-Sel. "Dobbiamo trovare un'alternativa, proporla e rilanciarla. Ma il punto fisso resta il sistema bipolare", ha detto l'ex magistrato. Il quale, ben conscio della piazza, ha spiegato cosa ci facesse lui ex seminarista in mezzo ai "comunisti": "Per quanto mi riguarda, Gesù Cristo resta il primo socialista della storia". Poi attacco frontale al ministro degli Interni Roberto Maroni: "Come può sciogliere i consigli comunale per infiltrazioni mafiose e poi lasciare così com'è il Consiglio dei Ministri che accoglie un indagato per mafia?". Messaggi a Della Valle e Montezemolo: "Sporcatevi le mani anche voi". E alla Bce: "Giusto regolare i conti, ma decidiamo noi che deve pagare la crisi". Quanto al Pd, l'ex pm annuncia che l'Idv sarà alla manifestazione organizzata da Bersani per il prossimo 5 novembre.
Vendola. Accolto con il coro da stadio "Nichi, Nichi", il governatore della Puglia ha parlato per oltre mezz'ora riprendendo l'intervento di Di Pietro ma spostandolo ancor più a sinistra. Con attacchi appassionati verso la "modernità di Marchionne", le "lobby economiche e finanziarie", contro chi "vuole approfittare della crisi per cancellare un secolo e oltre di conquiste delle classe più povere". Oltre ovviamente a parole durissime contro Berlusconi e il berlusconismo, la Lega e Tremonti ("lui non è la medici: è la malattia"). Riguardo al messaggio di Della Valle apparso sui quotidiani italiani: "Ha speso più lui in un giorno che il mio partito per fare politica in un anno". Le imprese in questi anni hanno beneficiato di molti provvedimenti, ha detto Vendola, "ora è il momento della giustizia sociale". Passaggi dedicati anche al testamento biologico, alle coppie di fatto, alla precarietà del lavoro, alla green economy, al valore della cultura, al riconoscimento della Palestina: tutti temi cari agli ex rifondaroli. E quelli rimasti con la falce e martello? "Dobbiamo giocare la partita del futuro, l'identità deve continuare il suo cammino, non può restare la foto di come eravamo". Quanto a Casini e all'Udc, Vendola ha spiegato che "dobbiamo stoppare la linea che chiede la macelleria sociale. Ma non c'è mai il tempo della patrimoniale? Non sono per demonizzare il sistema di impresa, molto più largo del recinto di Confindustria. Le imprese per crescere e competere hanno bisogno di manodopera e stabilita, hanno bisogno di innovazione. Io non pongo veti, ma neanche ne accetto". E infine, rispetto al Nuovo Ulivo, il leader di Sel va oltre: "L'unità tra noi è una precondizione, è il punto di partenza. Abbiamo bisogno che il cantiere dell'alternativa sia grande, popolare, giovanile. Dobbiamo essere capaci di accogliere anche ciò che è diverso da noi. E a questo si arriva con le primarie. Le quali non sono un concorso di bellezza, ma scelte culturali prima ancora che politiche".
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Ultimo aggiornamento (Domenica 02 Ottobre 2011 09:54)







