Idee per la manovra anticrisi
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di Giovanni Nardone, Socialismo 2000 - Federazione della Sinistra. Coor. di Frosinone - Il Comitato Politico Provinciale di Socialismo2000 di Frosinone nel valutare negativamente la manovra economica aggiuntiva votata l'altro giorno dal Senato con un voto di fiducia, si interroga sulle motivazioni che impediscono al governo ad intraprendere azioni alternative a quelle realizzate per ridurre il deficit pubblico.
A tale scopo ci chiediamo come mai non si da luogo alla vendita di una parte delle riserve auree della Banca d'Italia come si farebbe in uno stato normale. Le riserve auree italiane infatti, pari a 79 milioni di once (2.452 tonnellate), dalle quali si potrebbero ricavare agli attuali prezzi di mercato circa 100 miliardi di euro,equivalenti al 45 per cento di tutte le privatizzazioni effettuate,non sono infatti di proprietà della Banca d'Italia, ma dei cittadini, che le hanno risparmiate consumando meno di quanto sia stato prodotto. Nel 1987 il Canada ha iniziato a vendere riserve per 20 milioni di once, seguita da Australia, Austria, Belgio, Olanda, Portogallo e Regno Unito, con 75 milioni, dalla Svizzera, nel 2002 con 39 milioni di once: non si comprende perché la Banca d'Italia, terzo Paese al mondo per riserve dopo Stati Uniti e Germania, si ostini a conservare nei suoi forzieri 79 milioni di once, contribuendo a sostenere il prezzo dell'oro che sta arrivando a livelli mai raggiunti prima.Nel marzo 2004 è stato rinnovato un accordo quinquennale che vincola 14 banche centrali Ue europee (tutte, meno la Bank of England che non ha firmato) a limitare a 500 tonnellate annue la quota vendibile delle loro riserve auree, a patto che i ricavi derivanti dallo smobilizzo delle riserve in oro vengano destinati alla riduzione del debito pubblico: la Banca d'Italia quindi, può vendere oro per un controvalore di 15 miliardi di euro l'anno ! Le riserve ufficiali della Banca d'Italia ammontavano a fine luglio 2011 a 135,062 miliardi di euro, con consistenze di oro monetario che si risultavano pari a 90,023 miliardi di euro e riserve in valuta estera pari a 34,339 miliardi.
La convertibilità tra Banconote e oro è cessata il 15 agosto 1971, quando il Presidente degli USA, Nixon, pose fine agli accordi di Bretton Woods, che definirono il vincolo della stampa di moneta con la convertibilità con l'oro. Mentre l'accordo "madre", il cui nome completo è "Central bank Gold Agreement", risale alla fine degli anni 'novanta, quando fu messo in piedi per evitare che le banche centrali, trovandosi con le casseforti colme di metallo giallo in eccesso rispetto alle reali esigenze di copertura, approfittassero del prezzo in rialzo dell'oro per fare cassa. Nei primi mesi del 2000 la Bank of England fu tra le prime a disfarsi di 18 tonnellate d' oro. Il debito pubblico italiano, potrebbe essere ridotto se il Governatore di Bankitalia, approfittando del rialzo dell'oro, iniziasse a vendere riserve auree in eccesso, come fanno la maggior parte delle banche centrali europee. Con una tassa del 10% sull'oro,come ritenuta di acconto alle future dismissioni delle riserve auree,anche banchieri e banche centrali,tra i principali responsabili della crisi che ha creato povertà e miseria con la distruzione di 32 milioni di posti di lavoro (Fonte: F.M.I),potranno concorrere al risanamento delle pubbliche finanze alleviando i costi che gravano sulle famiglie,con rata di 9,0 miliardi di euro.
Fr 10 set 2011, Giovanni Nardone
Coordinatore Provinciale e Componente del Comitato Politico Nazionale Socialismo 2000-F.d.S
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