Manovra. Vera e propria macelleria sociale
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Giovanni Nardone, Socialismo 2000 - FdS Coord prov.le di Frosinone - Manovra. Vera e propria macelleria sociale che colpisce le famiglie, pensionati e reddito fisso senza colpire gli evasori e senza nessuna operazione di rilancio. Perdita potere di acquisto per 1375 euro annui. Una manovra che farà pagare solo gli onesti e che avrà una pesante ricaduta sulle famiglie tra maggiori tasse e maggiori costi di sostituzione per servizi di welfare che non saranno più erogati dagli Enti locali per i pesanti tagli. Ciò comporterà una perdita del potere di acquisto in media pari a 1375 euro annui a famiglia ma, oltre ad un maggiore malessere per le famiglie, la manovra comporterà una ulteriore caduta della domanda di Mercato (che si può stimare in un -5/-6 punti in meno), procurando un ulteriore colpo al sistema d'impresa, senza che, per altro, vi siano nella manovra impulsi per nuovi investimenti soprattutto nei settori innovativi. Cosa assai grave inoltre è la non messa in campo di patrimoniali utili a far almeno pagare qualche cosa agli evasori fiscali, ed ecco perché insistiamo perché vi sia un concorso al risanamento da parte di chi abbia utilizzato lo scudo fiscale per almeno un 20% di tassazione. Insomma, siamo di fronte ad una precisa scelta di campo e cioè quello di far pagare ai soliti il risanamento, aggravata inoltre dalla mancanza di una più vaga idea per il rilancio e lo sviluppo del Paese. Nella manovra vi sono solo poche cose apprezzabili: gli aumenti di tassazione delle rendite e primi elementi di tagli ai livelli istituzionali come Province e Comuni. Ma anche qui non si è fatto nulla per l'abolizione degli Enti inutili e l'azzeramento delle posizioni di multi-incarichi coperti da singoli amministratori.
A tale proposito crediamo che bisogna procedere con piu' coraggio a tagli ai costi della politica, principalmente sui frange benefit di Parlamentari, manager pubblici e amministratori locali. Andrebbe poi effettuata una drastica riduzione del 20 per cento delle indennità di parlamentari e consiglieri regionali, prevedendo anche il passaggio dal sistema dei vitalizi a quello contributivo per le pensioni, come d'altra parte previsto per tutti i cittadini. Siamo convinti che solo una grande stagione di impegno per una nuova cultura della responsabilità che accomuni le forze della società e riformi la politica, strumento indispensabile della democrazia, potrà rilanciare il Paese. Occorrerebbe poi che anche le Regioni si dessero da fare, nell'ambito della loro autonomia, per ridurre i privilegi dei loro consiglieri, per proseguire con il disboscamento delle settemila società miste utili solo a sistemare le clientele politiche; la riforma delle Asl per eliminare la lottizzazione; la revisione del federalismo. Infine abolizione Province con salvaguardia occupazionale ed accorpamento piccoli comuni, a tale proposito non serve l'abolizione dei consigli comunali sotto i 1000 abitanti quanto invece appunto l'accorpamento dei comuni costituendo nuove realtà amministrative aventi al minimo 15-16000 abitanti cadauna.
Socialismo 2000-Federazione della Sinistra. Coord prov.le di Frosinone.
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