Sostegno a De Simone
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Gianni Nardone 23 lug 2011 - Socialismo 2000-Federazione della Sinistra. Coord. prov.le di Frosinone - Apprendo dalla stampa locale dell'iniziativa dell'Avv. Paolo De Simone che ha proposto una raccolta di firme per la riduzione degli emolumenti degli amministratori del Lazio. Tale proposta molto provocatoria bisogna riconoscerlo, fa' il paio con le riflessioni che abbiamo aperto come Socialismo 2000 per la Federazione della Sinistra che nell'ultimo Esecutivo di Frosinone abbiamo discusso a lungo approfondendo un punto che la crisi drammatica che l'Italia sta affrontando rende ineludibile: il costo della politica. A tale proposito, credo sia opportuno affermare che è stato un grave errore il voto del PD contro l'"abolizione delle province" (per usare l'espressione corrente). All'errore si può ancora rimediare, infatti Di Pietro ha annunciato l'intenzione di raccogliere le firme per un disegno di legge costituzionale di iniziativa popolare. Crediamo che l'idea sia giusta, e che vada sostenuta, perché un discorso serio deve partire dalle ragioni per le quali è necessario l'intervento costituzionale. Con l'improvvida riforma del Titolo V della Costituzione, voluta purtroppo dal centrosinistra nel 2001, tra le altre singolarità si è previsto che l'Italia abbia ben quattro livelli territoriali costituzionalmente garantiti: lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni. In nessuna Costituzione al mondo c'è qualcosa di simile. Per restare in Europa, la Francia prevede in Costituzione i Comuni e i Dipartimenti; la Germania i Comuni e i Länder. Questo non vuol dire che non esistono altri livelli territoriali (le Regioni in Francia, i Distretti in Germania), ma non sono enti politici costituzionalmente garantiti, bensì luoghi di coordinamento territoriale. Chi dice quindi che è necessario un livello intermedio tra Comune e Regione (ad esempio associazioni tra Comuni ) probabilmente dice una cosa giusta, ma che non c'entra con la questione che si pone quando si dice che occorre abolire le Province come enti costituzionali e politici. Perché è giusta e importante l'abolizione delle Province? Non certamente per venire incontro a una demagogia antipolitica. Sosteniamo da tempo che una misura di questo tipo rientra tra quelle necessarie per avviare l'indilazionabile riforma della politica, che non solo consenta un importante risparmio nel bilancio dello Stato, ma colpisca anche gli agglomerati parassitari e clientelari che snaturano i compiti della politica e creano una giustificata protesta da parte dei cittadini. A che cosa serviranno gli ulteriori balzelli che Calderoli vuole imporre ai contribuenti in nome del federalismo per destinarli alle Province (aumento della Rc auto, aumento della tassa sul Pra)? Basta andare a vedere nei bilanci provinciali (se si riesce a trovarli e a decifrarli) quante spese vengono destinate a creare inutili società provinciali o enti nei cui consigli d'amministrazione sistemare amici e amici degli amici; quante sagre o iniziative micro-culturali vengono finanziate per acquisire la benevolenza di questo o di quello. La questione morale è anche questo. Nella ns. regione, il Lazio, abbiamo poi una situazione molto singolare a causa della presenza di Roma che fagocitando gran parte delle risorse regionali stringe la Ciociaria in un abbraccio mortale che deve essere interrotto e bisogna sicuramente ripensare ad un nuovo modello amministrativo regionale sicuramente senza Roma e probabilmente ad un'entità amministrativa anche omogenea geograficamente, penso ad esempio ad una micro-regione con la parte meridionale della provincia di Roma ed a quelle di Latina e Frosinone. C'è bisogno di una regione senza Roma perché le province del Lazio non possono più essere penalizzate, come è avvenuto finora, dal momento che essa assorbe l'80% delle risorse. Questo è l'obiettivo prioritario che ci si puo' porre in prospettiva dell'abolizione delle province, realizzare un riassetto delle regioni per fare in modo che le popolazioni piu' lontane dalle città metropolitane non debbano piu'subire decisioni cruciali per i rispettivi territori senza poter intervenire.
Gianni Nardone, Coordinatore Provinciale e Componente del Comitato Politico Nazionale Socialismo 2000-F.d.S
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Ultimo aggiornamento (Domenica 24 Luglio 2011 17:03)







