FdS: Come si è formata la Giunta di Cassino?
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Gianni Nardone 20 giu 2011 Socialismo 2000 - coord di Frosinone.
Avendo appreso di una nota stampa del gruppo dirigente della FdS di Cassino che Socialismo 2000 non condivide in parte nel merito ma soprattutto nel metodo con cui è stata gestita la trattativa con Petrarcone e visto che benché richiesta per ben 4 volte la riunione del coordinamento provinciale di FdS già dai giorni successivi al 16 maggio non si è avuta risposta in merito si è deciso di realizzare una precisa puntualizzazione in merito. Poiché la sigla della Federazione della Sinistra non è un ombrello sotto il quale ognuno può fare ciò che vuole in quanto per usarla occorre rispettare regole e procedure e cio' non è avvenuto per Cassino, si è deciso a tale proposito per riportare il ragionamento nel giusto alveo politico di produrre ai compagni di Cassino la sotto elencata lettera aperta.
Lettera aperta alle compagne e ai compagni della Federazione della Sinistra di Cassino.
La politica sta certamente nel campo del reale ed ogni fatto reale è razionale e proprio per questo motivo credo sia opportuno aprire un ragionamento collettivo sulle dinamiche che hanno portato alla formazione della nuova giunta Petrarcone, cercando di non indugiare in formule astratte e separate dalla realtà. Dico subito che penso che le ragioni della nostra esclusione (come FdS) dalla giunta di Cassino siano da ricercare anzitutto in noi stessi, a partire dalla natura delle relazioni e dalla cultura politica che fondano i processi delle nostre organizzazioni politiche. Mi sembra sbagliato leggere questa vicenda con le categorie del complotto dei poteri forti, con lo schema del progetto politico contro la Federazione o con le semplificazioni del moderatismo che per affermarsi ha bisogno di escludere la sinistra. Mi sembra un errore autoassolverci con l'individuazione di un nemico esterno e tutto ciò mi sembra anche inutile perché non ci aiuta a capire cosa c'è di sbagliato in noi, più che in cosa abbiamo sbagliato. Non serve ai nostri militanti per ritrovare passione e determinazione, rigettandoli ancora una volta nel baratro della sindrome dell'accerchiamento. Non serve a farci percepire all'esterno come un soggetto politico che invece di essere consapevole delle sfide che attendono la nuova Cassino, ci proietta nell'immaginario collettivo come questuanti rancorosi e anche un po' sfortunati, soprattutto bisogna stare attenti a non farsi strumentalizzare dal centrodestra. Diciamoci la verità: abbiamo fatto di tutto affinché l'esito della vicenda fosse inevitabilmente quello che abbiamo davanti agli occhi, in quanto Petrarcone, non si è confrontato con un soggetto politico coeso e determinato, si è trovato di fronte ad un correntismo di fatto che, non ha più nemmeno la dignità politico-culturale delle "sensibilità" che si organizzano. Mi sia consentito dire che quella che può sembrare da parte di Petrarcone una logica della prevaricazione, dell'arroganza e del non rispetto della dignità di un soggetto politico è esattamente la logica che troppo spesso orienta le dinamiche interne alla Federazione di Frosinone dove si organizzano riunioni fondative senza che tutti i soggetti della stessa ne siano informati. Alle richieste di condivisione delle responsabilità il più forte risponde sempre con la retorica del superamento della logica spartitoria, proprio per non dover spartire nulla con nessuno. Inoltre credo che questa vicenda ci ponga degli interrogativi anche sulla natura delle nostre relazioni politiche con i soggetti attivi e organizzati della città. La Cgil, ad esempio, ha fatto la sua scelta e non ha scelto noi. Il PD, al quale in questi mesi abbiamo offerto sponde importanti, rispetto alla necessità di un'alleanza democratica per battere le destre non ha speso una parola per noi. I tanti soggetti, movimenti, associazioni e realtà sociali con cui ci pregiamo di avere rapporti, non hanno manifestato il bisogno di avere un'interlocuzione con noi anche nel livello di governo della città e cio' l'abbiamo visto nella costruzione della lista cittadina dove la cosiddetta società civile è risultata assente. Sono problemi veri questi o no? Troppe volte, per eccesso di spirito unitario, abbiamo delegato scelte che invece andavano maggiormente condivise e Socialismo2000 fin dal 14.11.2010 ha dovuto ingoiare molti "rospi indigeribili". Su questa vicenda come FdS siamo stati, purtroppo, buoni profeti di sventura, ma non siamo riusciti a fare quanto avremmo potuto per segnalare l'urgenza di radicale cambio di passo e ci siamo anzi rassegnati al gioco del "tana libera tutti", omologandoci alla logica dell'interesse di bottega....perchè chi si è lamentato adesso non lo ha fatto prima ad esempio durante le due settimane che intercorrevano dal primo turno al ballottaggio? Le tornate elettorali continuano ad essere affrontate dalla Fds guardando solo al nostro interno: per affermare pesi personali dentro un partito, per tessere cordate interne, per rafforzare reti amicali, per sconfiggere prospettive interne e dare battaglie politiche.....pensiamo di andare lontani in questo modo? Il nostro risultato elettorale resta positivo per noi; ma non è un patrimonio messo in cassaforte, dobbiamo evitare di sperperarlo. L'appoggio convinto che abbiamo dato a Petrarcone non può venir meno per ragioni di bottega. La portata straordinaria del suo successo non può essere messa in discussione da come ha composto la giunta. L'entusiasmo delle compagne e dei compagni non può venir meno perché non abbiamo un assessore, significherebbe essere prigionieri della nostra parzialità. Mi auguro di poter discutere quanto prima di questi temi con le compagne e i compagni della Federazione. Non dobbiamo processare e condannare nessuno. Dobbiamo essere spietati nella critica a noi stessi, se vogliamo che la Federazione della Sinistra esca da questa vicenda finalmente trasformata e rafforzata se cio' non accadrà sarà un massacro.
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