“Vota Sì per Fermare il nucleare”.
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
Il primo comunicato de il "Comitato territoriale" di Frosinone - In occasione del tentativo di ritorno al nucleare del Governo Berlusconi, nella provincia di Frosinone è sorto il comitato "Vota Sì per Fermare il nucleare".
Un movimento spontaneo ricco di persone, idee e di visioni di un futuro sicuro e capace di coniugare il benessere economico a quello ambientale in contrapposizione alla rischiosa scelta nucleare.
Il governo in questi giorni sembrerebbe, con un emendamento al decreto legge "omnibus", aver abbandonato il progetto nuclearista, ma per noi si tratta soltanto di un goffo e vergognoso tentativo di nascondere il colossale errore della scelta nucleare, con un provvedimento che di fatto nega la partecipazione dei cittadini alla scelta del proprio futuro.
Una tale azione, infatti, ha come unico scopo quello di impedire lo svolgimento del referendum sul nucleare, che avrebbe superato il quorum con una netta prevalenza dei contrari all'atomo.
Il rischio più grande, è che tra un anno, passata l'attenzione sul problema, il Governo ritiri fuori il progetto, con un oltraggioso insulto alla volontà popolare imbavagliata e relegata a ridicoli sondaggi di parte.
Noi non gettiamo la spugna e siamo intenzionati, nonostante la parziale e pur importante vittoria, a continuare a promuovere iniziative di vario genere, per sensibilizzare la popolazione locale, per un'opposizione al nucleare basata su tre cardini fondamentali: ambiente, economia, democrazia.
La scelta nucleare pone, in primis, dei gravi problemi ambientali e sanitari: incalcolabili i danni in caso di incidente nucleare, come successo a Fukushima e Chernobyl; ma anche nel normale funzionamento, una centrale nucleare emette costantemente radiazioni pericolosissime, senza dimenticare il problema delle scorie, per il quale non c'è soluzione.
Dal punto di vista economico, il costo della costruzione di una centrale, la sua messa in sicurezza, i costi di stoccaggio delle scorie, il suo smantellamento, il costo crescente del suo carburante (l'uranio), sono insostenibili. Se fosse così vantaggiosa, perché tutte le centrali nucleari del mondo sono finanziate da fondi statali? Per la semplice ragione che senza soldi pubblici, il nucleare non esisterebbe.
In ultimo c'è la questione democratica. Si è mostrato un totale rifiuto ad ascoltare i cittadini, ed in particolare le comunità locali vicino alle quali verranno costruire le centrali: le decisioni vengono prese da lobbies economiche che hanno a cuore solo gli interessi dei loro azionisti, calpestando il diritto di partecipazione alle decisioni delle comunità locali, secondi i principi di "governance" dettati dalla UE.
Per queste ragioni, il comitato continuerà la sua mobilitazione civile contro il nucleare, fino a quando ogni pericolo legato al suo ritorno sarà scongiurato, a favore di politiche vere a sostegno delle energie pulite e rinnovabili.
Per il "Comitato territoriale" Vota Sì per Fermare il nucleare
Il Portavoce Marco Campagna
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