Congresso PD: fra attendismo e regolamento di conti
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
Ad ottobre il Partito Democratico concluderà il suo itinerario congressuale definendo valori, individuando programmi e scegliendo il Laeder.
Indubbiamente ci troviamo di fronte ad un percorso ed una scadenza che meritano una particolare attenzione.
Pur non essendo iscritto a questo partito riconosco che le scelte e le conseguenti iniziative politiche possano influenzare tutto il panorama politico. Ogni atto di questo partito si riverbererà su tutta l’area dell’opposizione a questo governo sia o no essa presente in Parlamento.
Da esterno a questo partito e seguendolo attraverso i suoi due canali televisivi debbo riconoscere che la competizione fra Bersani, Franceschini e Marino è serrata, senza diplomazie, tocca aspetti essenziali, riguardanti la funzione e la rappresentanza del partito stesso, ma anche il futuro del nostro paese. Confesso di assistere ad un confronto alto, serio, veramente politico e che mi appassiona.
In provincia di Frosinone seguo ugualmente, con quotidiana attenzione, dichiarazioni, prese di posizione, risposte di dirigenti provinciali. Questo mi permette di dire che, purtroppo, ancora non sono riuscito a sentire qualcuno che abbia saputo coniugare i problemi provinciali con il dibattito congressuale. Nessuno, insomma, ha “tradotto in Ciociaro” le mozioni nazionali.
L’attenzione finora dominante non è riposta sulle questioni riguardanti la nostra realtà ( organizzazione sanitaria, ambiente, lavoro, energie alternative, criminalità ecc. ecc.) A prevalere è la polemica interna a volte fra persone e nemmeno fra gruppi antagonisti.
Il linguaggio è sempre generico, superficiale che non entra nei problemi, nella vita delle famiglie, poichè la lotta è dura e finalizzata non al cambio di un modo di fare politica, ma alla conquista del partito.
Spesso viene auspicato un generico ricambio generazionale, ma nessuno ipotizza quali dovrebbero essere i requisiti e le virtù per avvicendare l’attuale gruppo dirigente.
Per quello che ho finora letto c’è da ritenere che non ci saranno appuntamenti e lotte in questa fase, insomma non ci sarà una sana ed utile competizione fra le parti ad essere presenti sui problemi. Temo che tutto si risolverà con una conta ove si anteporranno gli amici degli amici e non le idee, i programmi, gli impegni e le lotte.
Ho letto quanto hanno affermato Migliorelli, Danella, Collepardi, Mazzocchi, Cinelli, Scalia, Buschini, De Angelis, ma in nessuno di questi ho visto individuare i “nostri” problemi, quelli dei comuni cittadini che quotidianamente subiscono una crisi devastante.
Vorrei, invece che il Congresso del Partito Democratico parlasse alle popolazioni del Frusinate e non al solo gruppo dirigente, che al centro vi fossero le sorti ed il destino nostro e non solo quello degli assetti interni e delle relative sistemazioni. Vorrei che il partito recuperasse una funzione nazionale e non si avvitasse in una cultura minoritaria. Temo e chiedo tutto ciò perché l’esito delle ultime elezioni e la sconfitta alle provinciali sono state già acriticamente archiviate. Nessuno ha chiarito come mai il candidato presidente alla Provincia, Schietroma, ha preso 4.000 voti più di tutte le liste a lui collegate. Perché una persona “vecchia” e “superata” prende più voti dei partiti?
Se si deve sintetizzare questa prima fase del dibattito congressuale mi sembra di cogliere attendismo, anche perché tanti dirigenti stanno alla ricerca di posizionamenti, un nuovo gattopardismo ed un clima da regolamento di conti, in quanto nelle polemiche è sempre più presente il termine traditore o colpevole di intese con il nemico.
In questo panorama desolato e sconfortante solo Davide Della Rosa ha espresso preoccupazione per i toni e le forme della discussione ed ha posto invece la necessità di partire dai problemi dei cittadini. Mi è sembrato un vero raggio di luce in una notte buia. E’ stato un intervento che mi ha incoraggiato a scrivere questa nota sperando che si apra una seconda fase caratterizzata da iniziative nei territori, aggiornate proposte, legame con i cittadini ed un nuovo rapporto con le forze di sinistra, le organizzazioni sindacali ed ambientaliste.
Angelino Loffredi
Ceccano 8 Agosto 2009
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