Le prepotenze della destra al governo
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Orlando Cervoni* - Qualcuno dice che le ideologie sono finite, che tutto è piatto, che tutti sono uguali. Con questo autorassicurante pensiero pensano di non confrontarsi con quello che succede. Purtroppo le cose succedono, si prendono iniziative e si fanno leggi che modificano pesantemente i modi di vivere dei singoli e della collettività.
Per esempio il contratto imposto con il ricatto da Marchionne ha trovato facile terreno per una concezione del lavoro stile '800, pensando al lavoro come merce e non ai soggetti, alle persone che quel bene-lavoro producono. Non è il segno della modernità, era un modo di pensare dell'ottocento, che portava i bambini a lavorare nelle miniere o a chiudere le donne dentro le fabbriche. E' una cosa vecchissima.
Poi l'acqua, il bene comune per eccellenza, che è stata ridotta a merce. Sappiamo per esperienza come la facoltà di privatizzarla ha alzato i costi e ridotti i servizi, ma addirittura la destra ha reso obbligatoria la privatizzazione. In sostanza se con la legge Galli, scaduto il contratto ci si poteva liberare dei privati e tornare alla acqua pubblica, con la legge Ronchi è obbligatoria la privatizzazione. Una follia assoluta, visto, come detto, i risultati attuali. Per questo abbiamo raccolto 1.400.000 firme per il referendum per l'acqua bene comune. Abbiamo raccolto quelle firme e cisiamo fermati, perchè tutto il popolo, o almeno il 99% è daccordo sull'acqua pubblica.
Cosa dovrebbe fare un governo normale? Dovrebbe prendere atto di questa volontà popolare e modificare, subito la legge, consentendo le rescissioni senza danno, come sappiamo in provincia di Frosinone. Invece sposta il giorno del referendum al 12 giugno, sperando, vanamente, di far mancare il numero legale per l'efficacia. Non accorpa il referendum alle elezioni amministrative che riguardano oltre 10 milioni di Italiani e butta dalla finestra 400 milioni di euro. Questi sono i fatti. Se leggiamo bene la Costituzione queste decisioni sono eversive rispetto al suo dettame, perchè, invece di agevolare la partecipazione popolare, cerca di ridimensionarla. Invece di comportarsi conn senso di equità e buonsenso, sperpera danaro pubblico.
Questa è la destra al governo e va giudicata dai fatti concreti, non dalle promesse tutte disattese. Noi lotteremo fine alla fine, con ogni mezzo democratico, per fare in modo che gli elettori possano partecipare nel più alto numero, perchè questo è il senso della democrazia e per far risparmiare all'Italia tanto danaro, che potrebbe essere utilizzato per salvare, per esempio la Videocon e per salvare i tanti lavoratori dei teatri italiani, che producono ricchezza, flussi turistici.
*Orlando Cervoni Segretario Prov.le PdCI Frosinone Federazione della Sinistra
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