Congresso PD. Non permetterò al vecchio dirigente Lucio Migliorelli...
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Patrizia Danella Ciociari Oggi 31 luglio 09 - 1) Le sorti della Provincia e del CS sono legati solo alla credibilità del progetto che il PD metterà in campo a partire dal Congresso.
In agenda c’è il rinnovamento dei dirigenti, dei metodi della politica e il superamento di vecchi schemi, se vogliamo rispondere alle grandi sfide in una Provincia governata dal centrodestra.
Non permetterò al vecchio dirigente Lucio Migliorelli per una situazione politica personale difficile da gestire a livello provinciale e a livello comunale, di non prendersi le responsabilità sue e della sua corrente.
Non vorrà mica spacciarsi per un neofita della politica, visto che anche lui fa parte della vecchia guardia? O lo dimentica? Dove era nella fase di gestione delle ultime elezioni? Forse in qualche trattativa per l’individuazione di candidature?
La realtà smaschera i suoi discorsi generici.
Ammetta di aver lavorato per minare il PD, in nome di un’unità socialdemocratica o socialista. Il PD perde anche per le divisioni tra correnti e la parte dalemiana asseconda il progetto del PS che, oltre a rivendicare per sé la candidatura a Presidente, costruisce con la lista civica le basi per il rafforzamento delle sue posizioni dove gli ex DS avevano eletto (Paliano, Atina, Pontecorvo) e il PD elegge solo candidati di area moderata.
Mi domando quale ruolo abbia avuto Migliorelli nel progetto di demonizzazione stalinista dei candidati di Ceccano (processo ASI), di Paliano (sfiducia a Giordani in un delicato momento personale) e Pontecorvo (mia sospensione dal partito e insubordinazione contro il comitato dei garanti provinciali dei suoi referenti locali)?
Ma soprattutto mi pongo la domanda: ‘In che modo e come si sarebbero collocati Migliorelli e la sua area se si fossero vinte le elezioni in Provincia?’
Oggi, più che scrollarsi le responsabilità di dosso, è necessario concentrare tutte le energie e intelligenze per far crescere un PD riformista il cui programma bandisca in modo categorico le antiche regole degli equilibri e si concentri sui problemi reali del nostro territorio, quelli che si ritrovano ogni giorno nelle fabbriche, negli ospedali, nelle scuole, nelle università, nei centri sportivi, nelle famiglie, nei nostri circoli che devono diventare laboratori di idee e di programmi seri e credibili.
Il futuro coordinatore ha il compito di portare a sintesi tutto questo. Non importa se è del nord, centro o sud della Provincia.
L’importante è che esca fuori dalle buie stanze della politica e lavori per e con i cittadini.
In altre parole che sia veramente il coordinatore di tutto il PD.
2) - La realtà politica di Frosinone e il nuovo corso del PD - di Patrizia Danella Ciociari Oggi 4 agosto 09
La realtà politica di Frosinone e il nuovo corso del PD pongono il problema dell’individuazione della nuova classe politica scelta per merito, capacità e radicamento sul territorio e non su equilibri di corrente. La capacità di guidare un partito si misura sui fatti! Le parole non bastano più. Il PD frusinate deve fare un’analisi critica vera se vuole ricostruirsi come alternativa al governo della Provincia ed entrare a pieno titolo nello scenario regionale e nazionale. Non si recita più a soggetto! Occorre dare ad alcuni dirigenti il ruolo che si sono meritati in anni di attività: la soffitta! Quello che sta succedendo è pericoloso in termini di democrazia. Sull’affermazione personale si sacrifica l’interesse più ampio di partito e coalizione, superando con disinvoltura deliberati di assemblee provinciali non rispondenti ai propri desideri. Da dirigente non voglio più assistere a masochistici progetti di far cadere giunte (Ceccano) o al boicottaggio di iniziative di chi lavora per attutire i colpi della crisi industriale (De Angelis con i dipendenti di Carlsberg e Ceramica Sole) se non si asseconda il particulare locale di turno; né essere presente a campagne denigratorie sui nostri candidati, costruendo iniziative parallele a quelle del PD o con l’esclusione dei candidati del PD con il beneplacito di dirigenti giovanili provinciali. Non voglio più tollerare bigliettini elettorali con il simbolo PD da una parte e quello della lista civica contrapposta a quella di ispirazione PD dall’altra, né che candidati alle Europee come Milana chiudano la campagna elettorale della lista civica avversaria a quella di ispirazione PD proprio mentre De Angelis chiude quella della lista del partito in una piazza a 100 metri di distanza (Paliano). L’elettorato ci ha bocciato perché non ha capito dove era il PD spalmato su lista civica, PS e addirittura lista Marzi. Non voglio scoprire trame politiche occulte interne al PD per consegnare il PD al PS. È tempo di spazzare via tutto questo. Le circostanze ci impongono di essere politicamente audaci. La politica nuova la costruiscano e ne facciano pietra miliare del loro programma politico, persone che non hanno bisogno della politica come lavoro e che conoscono i problemi reali dei cittadini, perché li vivono ogni giorno nei luoghi dove si procurano il pane. Questo dà credibilità ai nuovi dirigenti! Null’altro. Ed è tragico che personaggi come Migliorelli continuano a far finta di non capire! {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Martedì 04 Agosto 2009 23:20)







