Dall’Anpi ai giovani lo spirito unitario della esistenza
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Giovanni Morsillo - A 65 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e a 62 dall'entrata in vigore della Costituzione repubblicana l'ANPI intensifica il proprio lavoro di difesa e diffusione della memoria di quegli eventi e dei valori che la Carta incarna. L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia era nata a guerra ancora non conclusa per dare ausilio alle famiglie dei partigiani combattenti, caduti o prigionieri, e si proponeva di cessare la propria attività sciogliendosi alla morte dell'ultimo partigiano. L'evolversi delle vicende della Repubblica negli ultimi decenni, il rischio sempre più concreto e forte che le conquiste democratiche corrono per gli attacchi potenti e determinati delle parti più reazionarie della società e della politica hanno invece consigliato i partigiani ad un diverso intendimento. Nel corso degli ultimi anni trascorsi, infatti, essi hanno sviluppato un dibattito approfondito e spesso complesso per definire se fosse invece il caso di perpetuare attraverso l'impegno delle nuove generazioni la funzione che l'ANPI ha svolto per mezzo secolo dopo il conflitto mondiale.
Ne venne una posizione non del tutto unanime, ma condivisa nello spirito unitario che l'ANPI eredita direttamente dalla Resistenza, che nella sostanza affermava a conclusione di una lunga stagione congressuale che l'ANPI non poteva lasciare il terreno della lotta democratica proprio quando più alto si ergeva il rischio di una involuzione autoritaria della Repubblica. forti del prestigio e dell'autorevolezza della loro storia, i partigiani decisero di affidare la responsabilità della prosecuzione della battaglia democratica ed antifascista alle generazioni più giovani, avviando un percorso di capillarizzazione dell'Associazione su tutto il territorio italiano e dove possibile anche all'estero, affinché i figli dell'Italia repubblicana avessero piena coscienza del bene prezioso che ereditano, e si facessero pienamente protagonisti della sua tutela.
E videro giusto, ancora una volta. Tanto è vero che il riscontro di interesse che le iniziative dell'ANPI oggi registrano è molto più importante fra le giovani e giovanissime generazioni.
Proprio quei ragazzi senza certezze, spogliati di buona parte delle conquiste che la democrazia portò con sé o permise di realizzare nei suoi primi decenni di vita, quei ragazzi di volta in volta descritti come sfaccendati, perdigiorno, bamboccioni, se non delinquenti e facinorosi, si rivolgono in gran numero all'ANPI per avere un orientamento, un chiarimento, una risposta alla crisi di valori che li opprime e li mortifica. Quei giovani, studenti o lavoratori, si avvicinano all'ANPI e non certo per nostalgia, ma per capire quali radici ha la loro libertà, e come curarla affinché non solo non appassisca, ma dia frutti sempre più buoni. Vogliono sapere, ma vogliono anche dire la loro, chiedono che il messaggio della Resistenza sia attualizzato, che non cada nella trappola retorica in cui tentano di infilarlo sia gli avversari dichiarati che i cantori di principi solo enunciati e mai applicati, di uno pseudo-antifascismo che sbocca in stolta equidistanza nei dibattiti televisivi. Non vogliono, cioè, che la Resistenza e i valori costituzionali siano fatti passare per cose ormai superate, orpelli buoni per celebrazioni ufficiali e nulla più, e non invece terreno fecondo di democrazia, guida morale e concreto riferimento per la dimensione civile della vita di ciascuno e della società nel suo complesso. Non hanno alcun interesse, in genere, per le fanfare e le celebrazioni militaresche, non vogliono un'ANPI reducistica, ma una zona operativa dove sviluppare un'idea di società solidale, giusta, unitaria. Non vogliono un altro luogo dove dividersi ma una grande nave con cui navigare sicurio verso nuovi mondi più liberi.
I giovani che si avvicinano all'ANPI sentono la responsabilità di essere cittadini a pieno titolo, e sanno che l'ANPI è uno dei modi per organizzare coloro che non si arrendono, che studiano e lavorano per costruire una società a misura d'uomo, partendo da quello che i loro nonni hanno conquistato per andare avanti, sentendosi oggi parte di quella storia che alcuni vogliono a tutti i costi cancellare.
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Anpi_DocumentoCongressuale_2011
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 19 Gennaio 2011 17:38)







