Dalla lotta degli studenti ciociari un dibattito sulla scuola
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Ivano Alteri 11 dic 2010 - Un'ampia e profonda discussione sul futuro della scuola e dell'università si è tenuta venerdì scorso A Frosinone, in occasione di un'iniziativa organizzata dall'Associazione per l'Alternativa di Centrosinistra, dal significativo titolo "L'indirizzo del Futuro è: VIA DELLA SCUOLA PUBBLICA, N. 1". L'Associazione era al suo secondo appuntamento, dopo aver tenuto un'altra importante iniziativa ad Aquino, qualche settimana fa, sullo scottante tema del lavoro, in particolare sulle possibili conseguenze dell'accordo imposto ai lavoratori FIAT di Pomigliano.
All'appuntamento di venerdì erano presenti la segretaria regionale della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza-CGIL, Anna Fedeli; il professor Fausto Pellecchia, docente dell'Università di Cassino; lo studente Alex Albu, rappresentante della Rete degli Studenti Medi di Frosinone, coordinati da Ivano Alteri, membro dell'Associazione. Avrebbero dovuto essere presenti anche il pedagogista prof. Giovanni Simoneschi, costretto a letto dall'influenza, e la segretaria della FLC-CGIL di Frosinone, Luigia Mastrosanti, impossibilitata a partecipare per improvvisi impegni legati all'attività sindacale, ma che aveva dato un prezioso contributo alla realizzazione della iniziativa stessa.
Proprio a partire da alcune valutazioni sul lavoro, inteso come unica fonte di ricchezza per i singoli cittadini e per la comunità, si apriva una riflessione sul significato della scuola, definita come porta d'ingresso nella società e come strumento di emancipazione umana.
Numerose e radicali sono state le critiche rivolte alla riforma Gelmini, definita sistematicamente pseudo-riforma, accusata di affossare finanziariamente uno dei pilastri della vita collettiva. A solo titolo di esempio Alex Albu citava il caso di una scuola media di Frosinone, alla quale erano assegnati 70mila euro di finanziamento per lo scorso anno didattico, ridotti irresponsabilmente a 7mila per l'anno didattico in corso. Lo stesso Albu, poi, denunciava il falso alibi del governo secondo cui il rapporto esistente in Italia tra insegnanti e studenti sarebbe sproporzionato rispetto a quello esistente negli altri paesi europei: "Non si possono conteggiare per l'Italia anche gli insegnanti di sostegno", argomentava Albu, "e non fare altrettanto con quelli degli altri paesi; in questo modo si propina una falsa realtà ai cittadini italiani!".
Casi altrettanto significativi venivano citati da Anna Fedeli, che rilevava la sconsideratezza di condannare ad anni di precariato centinaia di migliaia d'insegnanti, con l'inevitabile conseguenza di destabilizzare l'intero percorso d'istruzione per generazioni di studenti. Ricordava, a tal proposito, che la FLC-CGIL e la CGIL stessa, hanno avanzato una proposta, finanziariamente sostenibile, di assumere stabilmente 100mila insegnanti: "Non c'è alcun risparmio nel mantenere questa precarietà, il precario non costa meno", faceva notare la Fedeli, "c'è soltanto la volontà di mantenere gli insegnanti sotto la minaccia del licenziamento".
Tutt'altro che preconcetta, la discussione non ha mancato di evidenziare, in ogni caso, la necessità di una riforma di prospettiva della scuola e dell'università, capace di incidere sulla qualità dell'istruzione, avendo come punto di riferimento la qualità della vita delle giovani e future generazioni; obiettivi alti, non certo perseguibili con la mera moltiplicazione dei corsi di laurea. Così il professor Fausto Pellecchia, che inoltre sottolineava la necessità di un'istruzione non tutta legata alle contingenze produttive, ma in grado di spaziare prospettando futuri, come soltanto una libera istruzione e ricerca pubbliche possono fare. Proprio i maldestri tentativi di ingerenza del privato nella scuola e nell'università rischiano, invece, di sclerotizzare l'istruzione intorno al contingente, condannandola ad una visione passatista, inetta di fronte alla globalizzazione dei saperi, senza per altro minimamente intaccare i poteri oligarchici dei baroni; e senza considerare che, "tranne le note e rare eccezioni, le scuole e le università private italiane sono tra le peggiori del Paese", rilevava il professor Pellecchia.
Anche gli interventi dal pubblico hanno sottolineato la contrarietà alla riforma Gelmini, ribadendo contestualmente il no ad una scuola considerata soltanto come produttrice di posti di lavoro, mero strumento assistenziale e non luogo di formazione di giovani uomini e donne.
L'Associazione per l'Alternativa di Centrosinistra, infine, ha espresso la propria soddisfazione per una discussione che ha ben evidenziato i limiti e le drammaticità di quella che è stata coralmente definita pseudo-riforma, anacronisticamente classista, che non ha alcun riferimento pedagogico, ma che può avere conseguenze pedagogiche e sociali disastrose per l'economia e la cultura del Paese. Una prseudo-riforma che vuole destrutturare un'istituzione pubblica che ha fatto fare passi da giganti all'Italia semianalfabeta uscita distrutta dalla guerra e dal fascismo, nata e cresciuta sulla spinta propulsiva della Costituzione Repubblicana, che non intende essere soltanto luogo di addestramento al lavoro ma strumento di evoluzione degli uomini e delle donne, che deve e vuole essere riformata, ma che non accetta di essere sacrificata in nome di una ideologia privatistica che tanti danni ha creato e sta creando all'economia e alla vivibilità dell'intero pianeta.
Insomma, una discussione propositiva che ha voluto prospettare una scuola impegnata a creare liberi cittadini, non "braccia e teste da lavoro, in tempo di pace; e carne da cannone, in tempo di guerra"; impegnata a dare futuro alle giovani generazioni, e non a toglierlo. Una scuola per "i più" e non una scuola per "i meno", come invece prospettato dagli pseudo riformatori.
Ivano Alteri (Dell'Associazione per l'Alternativa di Centrosinistra e redattore di Edicolaciociara.it e Invisibili.eu) Articolo scritto per il quotidiano L'Inchiesta.
Frosinone 11 Dicembre 2010
Usa Google per trovare nel sito altri articoli sullo stesso argomento

| < Prec. | Succ. > |
|---|
Ultimo aggiornamento (Domenica 12 Dicembre 2010 18:38)






