Crisi. Come risponde il maggior partito del centrosinistra?
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"Ma adesso che succede? Questa domanda se la rimpallano tutti perfino tra persone che di solito non si occupano di politica e discutono semmai, ai bar dello sport, sulla formazione delle squadre e di Totti o di Cassano. Segno che qualche cosa di nuovo è accaduto, qualche cosa che è fuoriuscita dalla bolla del politichese ed ha raggiunto l'uomo comune, cioè la pancia del Paese." Così scrive Eugenio Scalfari nel suo editoriale di oggi. E prosegue "Il berlusconismo arrivò con un'irruenza imprevista guidando quella mutazione antropologica che ha assunto le dimensioni d'una vera e propria metamorfosi. Scomparvero le classi tradizionali, crollò il modello Iri, la grande industria si ridusse a pochissime nicchie senza più forza propulsiva, aumentarono le diseguaglianze." leggi tutto
Come risponde il maggior parito del centrosinistra? Il Pd scenderà in piazza contro il governo Berlusconi a Roma sabato 11 dicembre. L'appuntamento sarà il culmine della campagna di mobilitazione che parte il prossimo fine settimana e che prosegue il 20 e il 27 novembre (più l'Assemblea nazionale di Napoli del 4 dicembre). Così Pier Luigi Bersani incontra i segretari di circolo e lancia la manifestazione nazionale a Roma. Attacca Berlusconi: "Non può fare certe cose e guidare il Paese".
Molto orgoglio e una forte dose di ottimismo caratterizzano l'intervento del leader democratico all'assemblea nazionale dei circoli del Pd riuniti a Roma. "Siamo l'unico, vero partito a radicamento nazionale" esordisce il leader democratico rivendicando subito al suo partito il primato del radicamento sul territorio: "A noi la Lega e Berlusconi ci fanno un baffo. Inutile che vengano a dirci che siamo un partito arroccato in due o tre regioni. Facciamo duemila feste democratiche dell'Unità all'anno", ricorda. "Faccio una scommessa - aggiunge - tra non molto saremo il primo partito del Paese". E annuncia una mobilitazione nazionale per l'11 dicembre: "Faremo una grande manifestazione a Roma" contro il governo su "democrazia, lavoro e solidarietà e parleremo a un Paese sbandato". Qui parte fase di cambiamento. "Che bel partito che siamo, una gran bella squadra, questo appuntamento sarà ricordato come l'apertura di una nuova fase di cambiamento. Un certo avvitamento anche nostro ci fa perdere di vista la realtà. C'è un problema di sfiducia, di radicalizzazione impotente che non è inferiore a quello che si vide nei primi anni 90. C'è un passaggio di cui si parlerà. Uscire da una politica che si avvita su un'agenda umiliante. Il 'porta a porta' sarà lo strumento per dare ampio respiro a un'operazione di contrasto al governo che finora si è giocata soprattutto a livello parlamentare." Ecco i suoi impegni e le proposte da far conoscere.
Due mesi di sforzo per cambiare
"Vi chiedo di fare questi due mesi un sforzo particolare, lo farò io e non intendo giocarmelo nei salotti (applausi). Ristabiliamo noi i contatti tra politica e paese. A noi interessa davvero l'Italia e vogliamo un cambiamento."
Chi nega la differenza tira la volata al premier. C'è una bella differenza e chi dice che non c'e differenza tra noi e loro sta tirando la volata a Berlusconi.
I no del Pd
"È giusto che 10% popolazione abbia il 47% di tutta la ricchezza e non dia un contributo? No. È giusto che chi paga le tasse le paghi anche per chi porta i capitali all'estero? No. È giusto abbassare l'età dell'obbligo? No. È giusto che si stia lì su un fantapiano nucleare irrealizzabile del governo? È giusto tagliare le mense? Mentre raddoppiano i voli di Stato?"
Lega aspetta eredità di Berlusconi
"La Lega, non mi si dica Roma ladrona se state da anni con i ladroni che hanno fatto le leggi della cricca. Non mi si dica federalismo delle chiacchiere, i Comuni non sono mai stati peggio. Stanno lì a far la badante a Berlusconi per prendergli l'eredità ma il paese non ci guadagna. Stanno lì ad aspettare. Il presidente del Veneto dice Veneto abbandonato. Ma da chi se hai il ministro degli Interni? Se hai trovato i soldi per le quote latte."
Manifestazione nazionale l'11 dicembre
"Se siete d'accordo la faremo l'11 dicembre a Roma (la sala applaude). Bene, vedo che siete d'accordo. Abbiamo a cuore tre cose democrazia, lavoro, solidarietà. Parleremo di questo a un paese sbandato. Stiamo facendo una grande iniziativa capillare estesa in tutto il paese. Siamo l'unica forza che può farlo e dobbiamo dimostrare. A Napoli ai primi di dicembre un'assemblea nazionale per sviluppare i temi programmatici. A Torino, non ho parlato di questione settentrionale per meridionale perché nel Mezzogiorno ci vuole cambiamento."
"Non voglio rifare l'unione. Non voglio rifare l'unione, scandisce il segretario del Pd."
"Un'ora di un precario costi come lavoro stabile. Serve politica industriale e di ricerca ma con nuove norme. Un'ora di lavoro precario non può costare meno di una stabile. Stiamo lavorando a un progetto alternativo."
Governo di transizione non è l'alternativa del paese
"Noi abbiamo visto per primi dove andava la crisi e dove andava Berlusconi. Ora traccheggiare significa produrre lo sbando del paese. Chi le ha si prenda sue responsabilità. Noi abbiamo chiarito la nostra disponibilità. Un progetto di paese alternativo per il quale lavoriamo non lo affidiamo centro a un governo di transizione."
Legge elettorale, rischio democrazia
"La legge elettorale? Non vogliamo un paese così, non voglio fare il presidente della Repubblica o nominare i deputati con una legge così che mette a rischio i pilastri costituzionali."
Messaggio a Fini: prenda sue responsabilità
"Il paese va allo sbando. Berlusconi si dimetta. Non si dimette? Chiunque l'ha criticato si prenda la sua responabilità, stacchi la spina. Perché non vogliamo ribaltoni, vogliamo una ripartenza del paese."
Crisi fa ruzzolare concetto solidarietà
"Vuoi dare soldi ai Comuni per le spese sociali? No, glieli tagliano. La linea del partito è far capire chi fa queste cose. E se rimanesse un euro lo si dà a un'iniziativa sociale per i bisogni veri più estremi. Ho fatto il ministro allo sviluppo economico: se una cooperativa dei disabili che non ce la fa più, si dà una mano. La crisi può far ruzzolare il concetto di solidarietà."
L'affaccio dev'essere sempre sul bel tempo
"Potevano dire che la crisi c'era? Che era grave? Che abbiamo perso più degli altri. No. L'affaccio dev'essere sempre vicino al bel tempo, al cielo azzurro. Abbiamo il 118% sul Pil. Siamo quelli con il debito più alto in Europa. E siamo a posto? E chi arriva dopo?"
La personalizzazione è fallimentare
"L'idea che arrivava uno e risolveva ha preso. E se non lui un altro. No, quel meccanismo dobbiamo dire no. Non poteva che essere così: il meccanismo non consente decisioni, la personalizzazione non è per giocarsi il consenso interno ma a solennizzare il capo per il sondaggio del giorno dopo. Non stai sul problema. Vuoi l'applauso, non potresti affrontare il fischio."
No al decisionismo e al 'ghe pensi mi'
"Abbiamo un partito con un uomo che ha hesso il suo nome in tutte le schede elettorali. Una deriva populista. Non è solo cambio di governo, bisogna far riflettere anche la nostra gente."
Deteriorato molto
"Non è solo un uomo che va e viene, qui si è deteriorato molto."
Un minore è un minore
"Un minore è un minore anche se non ti sembra. Quando ha 15 anni ne ha 15. è un aspetto drammatico non venuto fuori da tutto il chiacchiericcio. Come immaginiamo l'adolescenza in questo paese? È una vergogna. Non si può traccheggiare."
Un uomo pubblico, deve avere la patente di essere per bene
"Il pubblico e privato. Guidare un camion è un fatto pubblico. Ci vuole la patente perché puoi fare danni. Se vuoi la patente per essere uomo pubblico ci vuole la patente che sei un uomo per bene. Poi per qualcuno c'è il dopolavoro del maschio, gli omosessuali..."
Ameremmo un premier che possa andare a conferenza famiglia
"L'altro giorno dissi: con che faccia lui va alla conferenza della famiglia? Ameremmo un presidente del consiglio che ci potesse andare."
Saremo primo partito
"Saremo il primo partito. E siamo la principale alternativa."
Critica sì. Ma pretendo rispetto
"Quando fui eletto segretario dissi: che tu faccia una critica o meno saremo amici come prima. Sentimento amichevole con tutti quelli che sono nella nostra associazione. Siamo una squadra. Con un solo limite. Critica, dibattito, anche all'aperto, ma con rispetto per la vita e per i membri dell'associazione. Non sempre c'è stato. Io lo pretendo."
No a partito personale plebiscitario
"No a partito personale o plebiscitario: perché non ci crediamo. La democrazia non va verso una curvatura plebiscitaria. E sul simbolo di partito Bersani non ce lo scrivo. No alla personalizzazione: abbiamo preso la strada della partecipazione. E saremo avanti. Fare un partito che si concepisce come esercizio collettivo non è facile."
Avanti con la nostra storia
"Il territorio è il luogo dove selezioni la gente che è capace di guardare le persone negli occhi. Il mio compito è quello di far girar la ruota ma nel rispetto di chi ci ha portato qui. E non per buona educazione ma per una ragione politica: se uno non pensa di aver qualcosa alle spalle non fa politica. Dove la trova la generosità, l'impegno?"
Avanti la nuova generazione. E diamole una mano
"L'80% dei segretari è sotto i 40 anni. Andiamo avanti così. Ma voi delle altre generazioni date una mano, neh. Rinnovamento non è voto per il più giovane e vado ma lo voto e gli dò una mano. Io farò così."
Berlusconi ci fa un baffo
"Noi siamo l'unica opposizione del Paese. Non è vero che siamo arroccati in due-tre regioni. Abbiamo 6mila e tot circoli, facciamo 2000 feste democratiche de l'Unità. La Lega ci fa un baffo, Berlusconi ci fa un baffo.
Ora parta la fase di cambiamento
"Che bel partito che siamo, una gran bella squadra, questo appuntamento sarà ricordato come l'apertura di una nuova fase di cambiamento. Un certo avvitamento anche nostro ci fa perdere di vista la realtà. C'è un problema di sfiducia, di radicalizzazione impotente che non è inferiore a quello che si vide nei primi anni 90. C'è un passaggio di cui si parlerà. Uscire da una politica che si avvita su un'agenda umiliante."
In questo sforzo ci saranno anche i rottamatori. Il raduno di Renzi e Civati alla Stazione Leopolda di Firenze assomiglia un po' a quelle riunioni. Tre giorni di interventi continui. Ma qui, in questa "assemblea", non c'è una divisione da superare. La frattura è fuori di qui, è nel Partito democratico, ma è soprattutto in ogni angolo del Paese.
I due "coordinatori" della tre giorni, ascoltano sul palco, commentano, lanciano video. Renzi e Civati giocano un po' a fare il poliziotto buono e il poliziotto cattivo. E ogni tanto si scambiano il ruolo. Uno alza i toni verso il Pd e verso Bersani, l'altro interviene a gettare acqua sul fuoco. La gente in sala ha il volto del popolo democratico del paese che mette da parte le delusioni degli ultimi anni e, per l'ennesima volta, sceglie di affidare un capitale di speranza a chi dovrebbe farlo fruttare con iniziative, coerenza e coraggio. L'aspettativa è quella di costruire, anche con il tempo e con la fatica, una cultura politica e di governo abbastanza forte ed efficace da spazzare via non solo Berlusconi, ma di guarire l'Italia dal "berlusconismo". Nei discorsi con la stampa e nei capannelli a bordo palco la figura forte della "rottamazione" viene affiancata da una visione più dialettica che non vede scomparire le figure storiche del Pd, ma vede uno spazio nuovo in cui ogni competenza possa essere sfruttata al meglio, magari lasciando ai "giovani" la prima fila, le idee per comunicare e "sedurre" un elettorato under 40 sempre più insofferente, e ai "vecchi" il contatto con gli altri "mondi" del paese.
Idee lucide, a volte innovative, molta "velocità". C'è la sensazione, però, che questa tre giorni possa essere solo l'inizio dei "rottamatori" perché, per evitare di finire solo per crogiolarsi in discorsi anagrafici o semplicemente di sostituirsi alla generazione più anziana, servirà altro. In pochi nei loro discorsi hanno affrontato i nodi di fondo che dovrebbero costituire il salto in avanti realmente innovativo: l'immigrazione, i rapporti col sindacato, l'età di pensionamento, il rapporto tra cultura ed emancipazione sociale, ecc...{jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Domenica 07 Novembre 2010 13:19)






