Pane al pane, acqua all'acqua e compagno al compagno...
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Roberto Di Giovanpaolo, da aprileonline.info 23 giu 2010 - Pane al pane, acqua all'acqua e compagno al compagno...Il problema non è chiamarci compagni... il problema è essere compagni. Poi si può prendere a prestito la storia del socialismo storico e del comunismo italiano oppure l'appellativo dei primi cristiani catecumeni, che non avevano bisogno di Propaganda Fide ma grazie al comportamento - come dire - si propagandavano da sé.
La polemichetta da gossip scoppiata dopo l'assemblea di sabato del Pd, che ignora ciò che si è detto colà e soprattutto il buon senso, fa il paio con alcune riflessioni che andranno sviluppate nel futuro su questo quotidiano on line.
Perdonate se sarò sommario ma credo abbia sempre avuto ragione Pintor quando diceva che con due cartelle e mezzo (in internet 30 righe sono anche troppo...) puoi dire tutto e perfino farti leggere ed approvare....
In primo luogo l'accettazione dei canoni dello spettacolo nella politica, anche a sinistra, anche dal centrosinistra, ha prodotto danni per il centrosinistra e vantaggi per il centrodestra: non si entra mai nei contenuti; non si giudica una riflessione nella sua logicità; è sempre più giornalisticamente importante il "colore" del fatto, insomma il contorno della pietanza.
Questo comporta che anche nella manifestazione del più grande partito d'opposizione (sia chiaro accadeva anche prima di questo congresso...) la politica deleghi la parola direttamente alle categorie, ai ceti, alle professioni senza la sua mediazione. Un errore perché lo spazio della "mediazione" (in senso sociologico non del compromesso) è la politica, ovvero , specie nel caso della manovra economica, la costruzione del blocco sociale capace di esemplificare l'alternativa politica e sociale che si vuole rappresentare.
Dunque Vincenzo Vita si danna l'anima in commissione e in aula - non da solo ma da protagonista come sempre - per politiche culturali diverse ed alternative ma siccome noi della politica ci vergogniamo (e delle volte si capisce che sia anche a ragione, ma non siamo tutti uguali...) facciamo parlare un attore.
Se si accetta di abdicare al ruolo della politica non ci si può poi arrabbiare perché un attore si inerpica su terreni a lui sconosciuti (peraltro questa non era la critica del "partito solido" a quello "liquido") ?.
Dunque, se non si riflette sul significato completo del fatto, a mio modesto avviso si rischia nelle diverse parti che il gossip politico assegna, una tempesta in un bicchiere d' acqua...
Noi che all'acqua ci teniamo, puntiamo al sodo: sobrietà e contenuti, please. Così saremo compagni. altrimenti è solo "chiacchiere e distintivo"....{jcomments on}
La polemichetta da gossip scoppiata dopo l'assemblea di sabato del Pd, che ignora ciò che si è detto colà e soprattutto il buon senso, fa il paio con alcune riflessioni che andranno sviluppate nel futuro su questo quotidiano on line.
Perdonate se sarò sommario ma credo abbia sempre avuto ragione Pintor quando diceva che con due cartelle e mezzo (in internet 30 righe sono anche troppo...) puoi dire tutto e perfino farti leggere ed approvare....
In primo luogo l'accettazione dei canoni dello spettacolo nella politica, anche a sinistra, anche dal centrosinistra, ha prodotto danni per il centrosinistra e vantaggi per il centrodestra: non si entra mai nei contenuti; non si giudica una riflessione nella sua logicità; è sempre più giornalisticamente importante il "colore" del fatto, insomma il contorno della pietanza.
Questo comporta che anche nella manifestazione del più grande partito d'opposizione (sia chiaro accadeva anche prima di questo congresso...) la politica deleghi la parola direttamente alle categorie, ai ceti, alle professioni senza la sua mediazione. Un errore perché lo spazio della "mediazione" (in senso sociologico non del compromesso) è la politica, ovvero , specie nel caso della manovra economica, la costruzione del blocco sociale capace di esemplificare l'alternativa politica e sociale che si vuole rappresentare.
Dunque Vincenzo Vita si danna l'anima in commissione e in aula - non da solo ma da protagonista come sempre - per politiche culturali diverse ed alternative ma siccome noi della politica ci vergogniamo (e delle volte si capisce che sia anche a ragione, ma non siamo tutti uguali...) facciamo parlare un attore.
Se si accetta di abdicare al ruolo della politica non ci si può poi arrabbiare perché un attore si inerpica su terreni a lui sconosciuti (peraltro questa non era la critica del "partito solido" a quello "liquido") ?.
Dunque, se non si riflette sul significato completo del fatto, a mio modesto avviso si rischia nelle diverse parti che il gossip politico assegna, una tempesta in un bicchiere d' acqua...
Noi che all'acqua ci teniamo, puntiamo al sodo: sobrietà e contenuti, please. Così saremo compagni. altrimenti è solo "chiacchiere e distintivo"....{jcomments on}
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