Mi ritengo un compagno: posso stare nel Pd o devo chiedere il permesso?
| Vita Politica - Partiti e Associazioni politiche |
di Vincenzo Vita* da Dazebao.org, 22 giu 2010 - Attenzione. La recente polemica innestata da un rilevante, appassionato intervento di Fabrizio Gifuni alla manifestazione del Partito democratico tenutasi a Roma sabato scorso –con il contestato utilizzo del termine 'compagni'- è un particolare. Sì. Che nasconde, però, il generale, come si dice; e il diavolo si nasconde proprio nei frammenti del discorso.
E già, perché è persino ovvio iniziare gli interventi nei nostri mondi con l'evocazione di una parola così intrisa di significati simbolici.
E che c'entra con la antica militanza comunista, socialista, socialdemocratica e radicale solo nel senso che queste ultime ripresero il latino medioevale 'cum panis' –coloro che condividono il pane. Porre come elemento discriminante, in un senso o nell'altro, il dire 'compagno' può apparire persino grottesco. Non da parte dei giovanissimi, nativi democratici, che vorrebbero mutare stili e linguaggi. Proviamoci, superando tanto la retorica, quanto la antica struttura linguistica. E' grave se a polemizzare sono più stagionati esponenti del Pd, che –in verità- sembrano usare la questione terminologica per dire tutt'altro: il partito non può e non deve essere di sinistra.
E qui si sbagliano: si usi meno il termine 'compagno' ma si faccia definitivamente la scelta unica possibile per il Pd, quella di un moderno partito riformista, capace di integrare e superare le culture 'fondatrici', ma non per rifare qualche accrocchio neocentrista o neomoderato. Così la pensa grande parte del nostro elettorato. O no? Tra l'altro, si usi un'altra attenzione. A furia di distruggere le migliori e più genuine tradizioni culturali, si tagliano le radici popolari del nostro soggetto politico. Eppoi, dire 'amici' o è un puro espediente farisaico o è davvero troppo impegnativo. 'Compagno' evoca solo una comunità di condivisione. Più oggettivamente. Infine, grazie a Gifuni per quello che ha detto sull'importanza dell'arte e della cultura. Ma di questo non si parla? Del genocidio culturale cui si è riferito nell'epoca della leggerezza televisiva e dei tagli a scuola, università, spettacolo, non si dice? E' troppo da 'compagni'? Sono tutti 'compagni' intellettuali e precari della cultura di massa? Comunque, io mi ritengo convintamente un compagno. Posso stare nel Pd o devo chiedere permesso?
E che c'entra con la antica militanza comunista, socialista, socialdemocratica e radicale solo nel senso che queste ultime ripresero il latino medioevale 'cum panis' –coloro che condividono il pane. Porre come elemento discriminante, in un senso o nell'altro, il dire 'compagno' può apparire persino grottesco. Non da parte dei giovanissimi, nativi democratici, che vorrebbero mutare stili e linguaggi. Proviamoci, superando tanto la retorica, quanto la antica struttura linguistica. E' grave se a polemizzare sono più stagionati esponenti del Pd, che –in verità- sembrano usare la questione terminologica per dire tutt'altro: il partito non può e non deve essere di sinistra.
E qui si sbagliano: si usi meno il termine 'compagno' ma si faccia definitivamente la scelta unica possibile per il Pd, quella di un moderno partito riformista, capace di integrare e superare le culture 'fondatrici', ma non per rifare qualche accrocchio neocentrista o neomoderato. Così la pensa grande parte del nostro elettorato. O no? Tra l'altro, si usi un'altra attenzione. A furia di distruggere le migliori e più genuine tradizioni culturali, si tagliano le radici popolari del nostro soggetto politico. Eppoi, dire 'amici' o è un puro espediente farisaico o è davvero troppo impegnativo. 'Compagno' evoca solo una comunità di condivisione. Più oggettivamente. Infine, grazie a Gifuni per quello che ha detto sull'importanza dell'arte e della cultura. Ma di questo non si parla? Del genocidio culturale cui si è riferito nell'epoca della leggerezza televisiva e dei tagli a scuola, università, spettacolo, non si dice? E' troppo da 'compagni'? Sono tutti 'compagni' intellettuali e precari della cultura di massa? Comunque, io mi ritengo convintamente un compagno. Posso stare nel Pd o devo chiedere permesso?
* Senatore del Pd
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