Pd, buona la prima
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di Leo Sansone, da aprileonline.info 27 mag 2010 - Opposizione dialogante o dura? Fino a qualche giorno fa il Pd s'interrogava su quale linea scegliere, poi ha scelto: "Il governo ha fallito".
Così, archiviato un dilemma si riparte con la discussione su chi candidare alla presidenza del Consiglio contro Berlusconi. Girano tre nomi: Prodi, Bersani, Vendola. Intanto il Pd indurisce i toni dell'opposizione. Pratica un'opposizione dura e argomentata. Sul disegno di legge sulle intercettazioni ha diviso la maggioranza e sta per cogliere un successo al Senato
Opposizione dialogante o dura? Fino a qualche giorno fa il Pd s'interrogava su quale linea scegliere sulla manovra anti deficit del governo, poi il dilemma è stato sciolto. "Il governo ha fallito", ha commentato ieri Pier Luigi Bersani, riferendosi alle misure illustrate da Silvio Berlusconi assieme a Giulio Tremonti. Il segretario del Pd chiude la porta a possibili convergenze parlamentari, dopo i provvedimenti esposti dall'esecutivo per ridurre il disavanzo pubblico.
Mancano le riforme strutturali per riavviare la crescita economica e risanare i conti pubblici. Non solo. E' una manovra classista. Pagano i ceti deboli, i lavoratori dipendenti e i pensionati, ma non gli alti redditi e i detentori di rendite finanziarie. "Al di là dei giochi di specchi e dei soliti accorgimenti comunicativi -ha detto Bersani- la sostanza è chiara: ancora una volta il prezzo sarà pagato dai redditi medio bassi e dagli investimenti. Andando avanti così rischiamo davvero di metterci nei guai".
Parole chiare e certamente non estremiste. Si tratta di giudizi che darebbe un leader socialdemocratico in un qualunque paese europeo, con il doppio obiettivo di tutelare i lavoratori e di impedire il collasso dei conti pubblici. Ma "i sacrifici" invocati per la prima volta dal presidente del Consiglio per salvare l'Italia e non fare la fine della Grecia non possono essere ancora una volta a senso unico. Non si possono colpire due volte i ceti più deboli: prima sul salario e poi con il taglio dei servizi sociali forniti dalle regioni. In più, il "congelamento" per tre anni delle retribuzioni colpisce i 3,5 milioni di pubblici dipendenti, per la maggior parte elettori del centro-sinistra.
E ripartono le domande su chi sarà il candidato presidente del Consiglio da contrapporre nel 2013 a Berlusconi. Nel Transatlantico di Montecitorio ieri è ricominciato il gioco delle previsioni e delle scommesse. Tornerà in campo Romano Prodi? "Sì. Prepariamoci. Prodi -dice un deputato del Pd- ha una grande preparazione economica e una grande autorevolezza internazionale. E' stato lui a portare l'Italia nell'euro ed è stato lui il solo a battere per due volte Berlusconi". Per ora l'ex presidente del Consiglio, però, si tiene in disparte. Tiene molte lezioni di economia negli Usa, in Cina e in Russia; scrive sulla prima pagina de "Il Messaggero" e partecipa a dei convegni con Massimo D'Alema. Solo qualche tempo fa ha dominato le pagine dei giornali proponendo di trasformare il Pd in un partito federale.
Ma non tutti pensano a Prodi. "Io dico basta alle soluzioni tecniche, voglio una candidatura politica", sostiene Sergio Gentili, esponente della Sinistra del Pd. "Prodi è una soluzione tecnica. Allora perché -osserva- non chiamare Mario Draghi? Ma così muore la democrazia, sono cancellati i partiti. Del resto Prodi è una figura di un'altra epoca. Riesce anche a sconfiggere Berlusconi, ma i suoi governi sono deboli e non durano". E allora? "C'è -risponde- Bersani. Candidiamo lui. Cerchiamo di aggregare attorno a lui la sinistra e rivitalizziamo il Parlamento contro il leaderismo".
Non è finita. C'è anche un'altra opzione. "Facciamo le elezioni primarie -dice un altro deputato- e candidiamo Nichi Vendola. In Italia manca la sinistra. Lui è la persona giusta per ricostruire la sinistra laica e socialista. Basta inseguire il centro, regalando i nostri elettori a Di Pietro, alla Lega e all'astensione. Rifacciamo la sinistra e poi ci alleiamo con il centro. Vendola -aggiunge- è il leader giusto per lavorare assieme, sognare e vincere. Chi avrebbe scommesso sin dall'inizio sulla sua vittoria a presidente della Puglia?".
La discussione sulla premiership è ripresa nel Pd e nel centro-sinistra. Intanto il Pd al Senato ha praticato l'ostruzionismo per bloccare il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche, un provvedimento che ora si sta avviando su un binario morto. Una opposizione decisa e argomentata ha fatto breccia anche nei dubbi dell'ala finiana del Pdl, che alla fine ha imposto a tutta la maggioranza il ritorno al testo approvato già alla Camera. Si sono difesi il diritto-dovere d'informazione dei giornalisti e la necessità di non bloccare le indagini della magistratura contro la criminalità. E il Cavaliere si avvia a patire una cocente sconfitta.{jcomments on}
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