C'è democrazia nel Pd ciociaro?
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Condivido l'opinione di Alessandra Maggiani su facebook che "Non si può trascurare questa nota" pubblicata da "Noi per il PD" sempre sullo stesso social network. E apprezzo il modo come la nota di "Noi per il PD" pone le questioni e, più di una.
La questione che merita di essere sottolineata, anche se non è l'unica, è quella relativa proprio all'opinione pubblica dentro, ma anche fuori il PD. Nelle sue vicinanze più immediate e anche fra gli avversari. Che cosa esprime e cosa comunica? E, invece cosa succede nella realtà?
Ormai è invalsa l'abitudine e meglio la consuetudine, come abitudine costante di fare sempre in un modo le stesse cose, di ripetere le osservazioni mediatiche più diffuse e più facilmente reperibili che sono quelle che hanno come costante obiettivo i rappresentanti nazionali e regionali del Partito democratico. Tutti sanno cosa dire su Bersani e Vendola, tutti parlano e sentenziano su Zingaretti, ma se chiedi a qualcuno cosa stanno facendo i dirigenti del Pd della propria città o provincia come minimo hanno difficoltà a trovare una qualsivoglia risposta.
E' il riflesso immediato della lontananza dalla vita sociale e politica che si è determinata per il qualunquismo profuso a piene mani in questi 20-25 anni di crisi della politica immiserita ulteriormente da 15 anno di berlusconismo scopiazzato da chi pretendeva di rincorrerlo e superarlo senza capire e contratsare i disegni che aveva e che ha nella testa.
In questa confusione di linguaggi e di saccenterie si sono formate delle aree protette a mo di rifugia anti...'opinione pubblica' in cui i capetti locali hanno costruito le loro fortune senza eccessivi ostacoli.
Esiste una "opinione pubblica" nel Partito Democratico di Frosinone e, soprattutto, interessa a qualcuno che questa "opinione pubblica" esista?
Risponderei così, come segue. Esiste una lorga opinione pubblica esterrefatta dalla inesistente politica di questo partito in provincia e contraria alle scelte che compiono alcuni pochi suoi uomini.
La gran parte di questa opinione è figlia di tutti coloro che negli anni sono stati allontanati dai Pds-Ds e dai Popolari-Margherita, con ogni mezzo statutario e no. Questa opinione in tutti questi anni si è sempre espressa con chiarezza e cognizione di causa anche perchè patrimonio di alcune delle migliori e più affidabili energie dell'area che ha dato vita al Pd.
Quest'affermazione non esclude che voci critiche siano anche dentro al Pd. Ma che fanno? Quali atti compiono per tradurre in politica attiva i loro convincimenti?
Faccio un esempio. Aprendo una speranza anche negli elettori delle primarie che hanno eletto Bersani, tutti costoro si sono detti ampiamente e penso convintamente certi della necessità di radicare il partito nel territorio. Bene! Mi domando da chi aspettano il miracolo del radicamento? Quelli che hanno avuto il partito in mano fino ad oggi hanno un loro collegamento con singole persone e non vogliono correre in nessun caso il rischio di perdere questi "pacchetti di voti" (che considerano proprietà privata) per mettersi alla ricerca di consenso sulle politiche. Mi spiego ancora meglio. Se si crede che il Pd debba essere presente in fabbrica e nelle scuole o negli uffici perchè donne e uomini di buona volontà non si armano di materiali con le proposte del partito democratico e sistematicamente le portano nei posti di lavoro ed in quelle sedi sentite e raccolte le esigenze non le organizzano e le propagandano in linea con le scelte del loro partito?
Gli iscrtitti al Pd che credono nelle primarie e quelli che le hanno vinte con un grande aiuto di elettori e cittadini giovani e giovanissimi può mai essere che non sanno dire, (anche con raccolta di firme per convocari gli organi statutari) a chi si autocandida per un seggio al consiglio regionale che vanno riuniti gli organismi dirigenti.
In questi giorni si rasenta il ridicolo, oltre che la più grande sfacciataggine. Sarà che nella politica di oggi la coerenza è sempre meno un valore (sentire Veltroniani che non si ricordano di essere stati i primi a rompere con la sinistra o ex Dc che si scandalizzano per l'alleanza con l'Udc fa ridere), ma l'impressione è che le elezioni Regionali vivano di una logica a se stante dal resto delle partite politiche.
Gli amici di Veltroni e di Franceschini chiedono Primarie ovunque, ma solo per i candidati a Presidente di regione, ma poi per le candidature sul territotrio neppure si pigliano la briga di convocare gli organi dirigenti, sordi ad ogni richiamo ed intanto inaugurano i propri comitati elettorali. Ma in nome di cosa questi signori dovrebbero essere eletti? Credono davvero che i "cosiddetti" loro pacchetti di voti siano intoccabili e restino fedeli nel tempo? Ma le elezioni provinciali di Frosinone nulla hanno insegnato a costoro?*
Nella "Nota" da cui sono partito si sottolinea "l'assoluto, ovvio, silenzio dei vertici provinciali, di quelli regionali, e anche di tutta la base, seguente alle auto-candidature di Mauro Buschini e Francesco Scalia alle elezioni regionali. Come tutti sappiamo si tratta di esponenti di primo piano di due dei tre partiti rintracciabili all'interno del PD di Frosinone. Uno in più di quelli presenti nel Popolo delle Libertà".
E, subito dopo nella nota ci si precipita a chiarire "subito che: non è una pregiudiziale sugli uomini (?), ma una critica al metodo, anzi, al non-metodo seguito, una forte preoccupazione sull'ulteriore ferita inferta alla democrazia interna. Ma come non è una pregiudiziale sugli uomini? I loro comportamenti arroganti offensivi della democrazia interna sono pregiudiziali a meritare un convinto consenso alla loro scelta. O no?
Credo che ci siano troppe timidezze e incertezze anche in chi riconosce errori di conduzione e di scelte. Forse si tratta della paura di far danno al proprio partito?
Ma suvvia più danneggiato di così non si può. Anzi meno si agisce e più cresce il danno. Il rischio è quello di consegnare, in questo rovente XXI secolo, a dei re, anzi di più, a degli imperatori di un iceberg al largo dell'Islanda. In lento scioglimento verso la costa.
Certo agli orsi, però, non si può chiedere di tacere. Di non Uuulare. In questa fiera delle incoerenze si sta demolendo anche il valore delle primarie. E lo si demolisce anche quando non si capisce che a fronte di accordi ed alleanze, indispensabili in politica, non si possano pretendere primarie e tutti i costi, perchè le stesse allenze sarebbere a rischio. Ma tanto ci vuole a capirlo? Come non ci vuole molto a capire che le eccezioni, quando sono tali, servono e confermano la regola.
Come spiegare che l'Udc va un po' di qua e un po' di là, Di Pietro che un po' va da solo e poi dice che gli va bene chiunque, il Pd che strizza gli occhi a tutti, la sinistra che qua fa la faccia truce e là si accorda senza problemi, la Lega che ce l'ha duro a regioni alterne. Qualcuno che sa stare fermo sulle posizioni enunciate ci vuole! Assolutamente ci vuole. Per superare il berlusconismo e le sue manifestazioni politiche è necessario che cessino i contraddittori sussulti dell'isteria dei partiti di opposizione. Senza fermezza il voto di marzo più che una prova in vista della resa dei conti nazionale lsarà il momento della spartizione del potere in più ambiti, in Italia. E solo così si spiegano le forzature per acchiapparsi una candidatura a tutti i costi.
Ma la lista regionale provinciale di Frosinone come sarà composta, dopo le autocandidature di Buschini e Scalia? Di riempiture? {jcomments on}
*Link all'esame del voto provinciale 2009
Esame del voto. Troppe mezze verità
Esame del voto. Qualche verità e troppe reticenze
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Ultimo aggiornamento (Martedì 12 Gennaio 2010 12:04)







