“Fannulloni” in carcere, Berlusconi in salvo
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Pubblica amministrazione Fino a 5 anni di prigione per i dipendenti che si fingono malati o che falsano la presenza in servizio. Analoghe sanzioni per i medici che certificano il falso. Lo stesso giorno della sentenza Mills e della fuga del premier dalle sue responsabilità. da rassegna.it del 20 mag 09
Carcere fino a cinque anni per i dipendenti che si fingono malati o che falsano la loro presenza in servizio. E analoghe sanzioni per i medici che si prestano a certificare il falso. E’ questa l’ultima novità della crociata contro i fannulloni del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. Una novità che non figurava nelle versioni precedenti della “riforma”, sottoposte alle parti sociali. “Una novità – commenta il segretario generale della Fp Cgil, Carlo Podda, in una dichiarazione raccolta da rassegna.it – che mi fa venire in mente quello che mi diceva un mio maestro di scuola: ‘In questo paese, se volete rubare, rubate milioni. Perché se ruberete poco, finirete in galera’”. Prosegue Podda: “Lo stesso giorno in cui il presidente del Consiglio resta al suo posto, anche se coinvolto per via indiretta in una vicenda processuale che ha portato alla luce illeciti finanziari enormi (la sentenza di condanna dell’avvocato Mills, ndr), si stabilisce che un lavoratore può essere condannato fino a 5 anni di carcere. A me sembra davvero un paradosso della democrazia italiana. È ovvio – prosegue il segretario della Fp - che i comportamenti individuati nel decreto Brunetta sono esecrabili, ma c’è tutto il modo di perseguirli per via disciplinare. E sarà anche molto difficile – conclude – stabilire che cosa sia un certificato medico falso. Provare una cosa del genere mi sembra davvero complicato, a meno che non venga commesso un falso materiale”.
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La “riforma” delle pubbliche amministrazioni firmata Brunetta sta facendo il suo corso: lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri è stato messo a punto negli aspetti tecnici, è stato esaminato e vistato dalla Ragioneria generale dello Stato, inoltrato alle Camere per il parere delle competenti commissioni permanenti e trasmesso al Cnel, affinché le parti sociali ne prendano visione, e alla Conferenza Stato-Regioni. I sindacati avranno il tempo di esaminare il testo nel quale, nella versione in cui è stata resa pubblica (e messa in rete su http://www.innovazionepa.it/), la novità che spicca rispetto alle versioni precedenti è proprio nelle misure penali.
Quanto sia complesso il tema dei certificati medici lo sottolinea anche il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo, secondo il quale l’inasprimento della pena per i camici bianchi è “inutile”. 'La falsa certificazione per la malattia - dice Milillo - è sempre stato un reato perseguito penalmente, e già attualmente è previsto un anno di reclusione”. Secondo il segretario Fimmg, il rischio del decreto Brunetta è invece che il medico possa “essere sottoposto ad un processo anche a seguito della certificazione di una patologia 'non obiettivabile'. “Chi certificherebbe cioè, prosegue Milillo, patologie difficilmente 'comprovabili' come, ad esempio, l'emicrania? (...) i medici potrebbero finire per scegliere di non certificare più tutta una serie di patologie'. Insomma, una misura che 'non risolverebbe il problema - afferma Milillo - poiché l'inasprimento di pena non raggiungerebbe l'obiettivo sperato'. Al contrario, conclude il segretario Fimmg, 'la questione va affrontata in un altro modo: studiando i casi di assenteismo e cercando di introdurre meccanismi di incentivazione o penalizzazione per il lavoratore che ne approfitta; quanto ai medici, vanno ovviamente perseguiti se certificano il falso, ma non bisogna avviare una caccia alle streghe'.
Il decreto Brunetta prevede una sanzione penale che può arrivare alla 'reclusione da uno a cinque anni' oltre alla 'multa da 400 a 1.600 euro' per false attestazioni e certificati medici'. 'Fermo quanto previsto dal codice penale' si legge, viene 'punito con la reclusione' il dipendente che 'attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente'. Ferma restando la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, il dipendente è anche 'obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione' ma anche il 'danno all'immagine subiti dalla pubblica amministrazione'. Per il medico la condanna comporta anche la radiazione dall'albo e, se dipendente di una struttura sanitaria, il licenziamento 'per giusta causa'. Carcere a parte, la risoluzione del rapporto di lavoro è prevista in molti casi, tra cui l’ingiustificato rifiuto di trasferimento, la ripetizione di assenze ingiustificate; false dichiarazioni ai fini dell'assunzione o della progressione in carriera; prolungato e insufficiente rendimento. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 23 Maggio 2009 18:29)







