On line si, ma in rete
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Se il navigante ciociaro apre il sito ecodellarete.net, in queste ore, trova un video dal titolo "Blogs, giornali on line e Facebook" del direttore Fiorenzo Fraioli che me lo ha segnalato. Il titolo mi ha incuriosito e ho seguito con attenzione il contenuto dei 7 minuti di registrazione.
Fraioli pone due questioni che interessano tutti coloro che sono impegnati nella diffusione di notizie attraverso il web: 1) Facebook e i socialnetwork cannibalizzano il pubblico dei Blog e dei giornali on line; 2) in ciociaria chi vuole scrivere non utilizza ciò che già c'è sulla rete, ma vuol essere autore in un proprio strumento di diffusione.
Mi interessa affrontare queste due questioni sia perchè rappresentano una realtà che affrontiamo tutti, sia perchè sono legate ad altri problemi, primo fra tutti quello di come indirizzare il nostro lavoro perchè svolga una funzione di carattere generale interessando il maggior numero di visitatori. Per edicolaciociara.it ciò e tanto più interessante mentre si avvicina a compiere i suoi primi dieci anni di vita nel giugno del 2010.
Dieci anni sono un periodo importante per un piccolo organo d'informazione locale con l'aspirazione ad esprimere un orientamento politico in una stagione di demonizzazione dei partiti e degli ideali politici. Affrontare i temi posti da Fiorenzo Fraioli per noi significa anche valutare i passi compiuti e quelli nuovi che ci attendono.
Facebook ed i social network cannibalizzano i giornali on line?
Sin dall'apparizione dell'email come vettore di informazioni interpersonali mi è sembrato giusto riconoscere un merito all'elettronica ed al computer che riavvicinava donne e uomini alla scrittura. Ma ci ricordiamo quando l'esercizio dello scrivere era diventato tanto alieno alla maggioranza di noi che anche una cartolina spesso si riduceva a una firma e non sempre leggibile? Oggi per tantissime e svariate ragioni miliardi di esseri umani stanno in contatto fra loro grazie a computer, email, sms, social network, e dicono la loro opinione utilizzando altrettanto strumenti a portata di mano dai sondaggi ai forum e via digitando.
Sbaglio se dico che si è allargato il mercato dei lettori? Se si scrive si vorrà anche conoscere che effetti si provocano? Fa benissimo Fraioli a segnalare che pone un problema, perchè innesca, appunto, una relazione fra scrivere e leggere. E, sempre chi fa il nostro lavoro deve esser in grado di sollecitare e solleticare il potenziale lettore agli argomenti che via via pone all'attenzione altrui.
Nel social network ci sono livelli diversi di dialogo e comunicazione: amici e parenti che si comunicano informazioni e sentimenti, attività e accadimenti familiari o personali; ci sono gruppi che individuano un obiettivo per cui impegnarsi e quindi promuovono argomenti e iniziative. Due esempi fra i più diffusi.
Restiamo agli scritti. E' chiaro che ognuno alimenta le sue pagine con ciò che gli interessa e che rappresenta l'illustrazione del suo pensiero, chi è più bravo lo fa meglio e in maniera più intellegibile di altri. E qui dico che il 'copia&incolla' non ha niente in comune con il 'copia copiassa all'esame non si passa' di studentesca memoria, ma è semplicemente un modo facile per indicare con una citazione, che si ritiene più autorevole della propia voce, qual'è quella cosa si pensa e come ci si vuole atteggiare di fronte ad un determinato problema. L'autore dice: ciò che riporto è il mio pensiero. Ti sto comunicando che io la penso come l'autore del brano di cui cito l'autore la fonte - mestiere docet.
Per approfondire la disamina sui social network, c'è da dire che oggi questi strumenti si vanno specializzando e si affinano anche per essere utilizzati dai professionisti dell'informazione. Penso a LinkedIn e WordPress. Che significa? A me pare una cosa abbastanza semplice. C'è un atelier de software che dice: caro giornalista ti dò un tot di libertà dal tuo editore per il quale lavori, spesso a bacchetta, potendo avere un'edizione di giornale sulla quale scrivi il tuo pensiero senza dover per forza essere un esperto informatico. Ti offro l'ultima tecnologia (a volte gratuitamente) sempre aggiornata, senza che tu la debba saper creare e ti permetto di scivere quello che vuoi.
Insomma devi saper guidare per avere l'automobile, non devi saperla progettare, per viaggiare e correre e, così oggi devi pensare a scrivere, disegnare ecc. senza dover realizzare il tuo sito e senza doverti tenere aggiornato sulle tocnologie informatiche che si evolvono ad incredibile velocità.
Torniamo al problema posto da Fraioli: se tutti scrivono dove vogliono, se tutti vogliono scrivere su un proprio organo d'informazione, chi legge? E, il lettore per antonomasia dove va a documentarsi?
Bene! Non voglio rispondere che tutti gli organi d'informazione on line da repubblica.it a unita.it al Corsera e la Stampa hanno gruppi Facebook e simili. Voglio sapere che fare per il futuro o meglio per un futuro che sembrerebbe defraudarmi di lettori.
Il compito per il futuro è duplice, da un lato dialogare con tutti ovunque siano e loro saranno i primi lettori di edicolaciociara.it., due questo sito sarà la custodia in cui trovare una ricca informazione dei contributi che su un determinato argomento si sono prodotti nelle sedi più diverse ed anche più lontane. Riuscire a fare questo lavoro produce una ricchezza di notizie e di argomenti senza pari.
C'è una difficoltà? Qual'è? Non so se sia una vera e propria difficoltà, ma ceratamente appratiene a quella categoria di cose difficili che generalmente classifichiamo come stimoli.
Faccio un esempio. Se edicolaciociara.it o invisibili.eu o articolouno.org che gia sono in rete fra di loro, stanno affrontando il tema delle pensioni dei lavoratori dipendenti e trovano su Facebook un posizione sul tema entrano in dialogo con l'autore di quella tesi pubblicando il suo testo e dicendo che cosa pensano sull'argomento.
Penso che si divenga inclusivi se si crea il dialogo, diventano tutto nostri collaboratori senza che ce lo debbano chiedere se ci interessiamo alle loro posizioni e se loro stessi sono aperti a mantenere aperto il dialogo e il dibattito.
Credo che il ruolo del giornale on line possa esaltarsi anche con una propia piccola struttura. Faccio un esempio. Nella redazione di edicolaciociara.it come in quella di invisibili.eu c'è Angelino Loffredi che è presente su Facebook, come sui quotidiani cartacei, come su altri siti che operano in provincia, ma questo suo dinamismo non penalizza nè edicolaciociara, nè invisibili, infatti le sue pagine sono fra quelle più lette. Come mai? Perchè i pezzi di Loffredi su questi due giornali on line sono in un contesto che si giova di tutti i possibili articoli correlati e sono in un archivio sempre facilmente consultabile. Non c'è un altro strumento che insieme tenga tema, argomenti, rintracciabilità e dialogo tutto in un unico sito e raggiungibile con pochi facili click.
Al contrario ho avuro un esempio negativo di un 'autore' anzi un'autrice, tal Giuseppina Romani che chiese di pubblicare una sua ricerca sul Pd, cose che edicolaciociara.it fece subito generosamente, ma quando chiese alla Romani (ma poi esiste davver un persona che porta tal nome?) di essere disponibile a discutere con chi avrebbe scritto su quel tema sparì senza neppure rispondere all'email. Come minimo, una assoluta cafonata.
In ogni caso sento che le primogeniture non si possono imporre. edicolaciociara.it sta facendo un nuova esperienza con alcuni siti che nascono intorno alle iniziative politiche di tanti piccoli gruppi d'insoddisfatti dei dirigenti provinciali dei partiti del centrosinistra e con questi si scambia i contenuti, non solo utilizzandoli direttamente dai siti, ma per quanto ci riguarda, inviando il testo originale, che poi verrà usato come meglio si crede, certamente sempre citando chi è l'autore e per chi ha scritto un determinato pezzo.
Anche questo scritto sarà nelle mani degli operatori di questi siti della piccola rete ciociara che si occupa di poltica. L'articolo sarà, anche lì, di Ignazio Mazzoli edito da edicolaciociara.it e sarà letto da naviganti che probabilmente non avrebbero visitato il sito editore ed invece ora lo conoscono o almeno può spuntare loro la curiosità di conoscerlo.
Un aspetto va messo in evidenza: quanto più si allarga il numero delle sorgenti di notizie e di spunti si deve uscire dall'area della sola buona volontà.
Fare siti come quelli di cui stiamo parlando è un lavoro serio, appassionato si, ma duro. A volte richiede lunghissime ore della giornata e non è più possibile farli sopravvivere continuando a fornire informazione gratuitamente. Superare questa fase non si realizza da soli scalciando gli altri. Bisogna mettersi insieme e, anche qui, fare rete per cercare le fonti di sostegno ad un lavoro molto professionale. {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Sabato 31 Ottobre 2009 17:24)







