Bianca e... l'abbuffata di centrodestra
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di Frida Roy, da aprileonline.info 1 ottobre 2009 - RAI - Non basta la nomina di Bianca Berlinguer alla guida del Tg3 per oscurare il disequilibrio scaturito dallo spoilsystem in viale Mazzini. Il governo si prepara a controllare 10 testate su 11.
Bianca Berlinguer è il nuovo direttore del Tg3: l'ha promossa oggi all'unanimità il consiglio di amministrazione della Rai, su proposta del direttore generale Mauro Masi, sulla poltrona che era di Antonio Di Bella dal primo agosto del 2001. Cinquant'anni a dicembre, una carriera televisiva iniziata a Mixer, la figlia dello storico leader del Pci Enrico, unanimemente apprezzata per preparazione e autorevolezza, approda alla guida del telegiornale che si è già segnalato per la direzione al femminile di Daniela Brancati e Lucia Annunziata.
Una bella notizia, certo, che rischia però di oscurare il quadro - questo di tutt'altro segno - che scaturisce dall'insieme delle nomine: nel giro di pochi giorni, il governo controllerà dieci testate giornalistiche Rai su undici.
Tornando al Cda di oggi, sempre all'unanimità sono passate le nomine di Franco Matteucci al Marketing (di cui era già responsabile ad interim, con la conferma di Marcello Ciannamea come vicedirettore), di Pasquale D'Alessandro a Innovazione e prodotto e dei vicedirettori di Rai Sport e Rai Sport più (Jacopo Volpi come vicario, Giampiero Bellardi, Auro Bulbarelli, Sandro Fioravanti, Bruno Gentili, Maurizio Losa e Raimondo Maurizi).
Il consiglio si è invece spaccato sulle altre proposte avanzate da Masi. Per Alberto Maccari alla direzione della Tgr (al posto di Angela Buttiglione) con Alessandro Casarin come condirettore (con la delega per l'informazione regionale nel Nord Italia) hanno votato a favore i cinque consiglieri di maggioranza, con il no di Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten e le astensioni del presidente Paolo Garimberti e di Rodolfo De Laurentiis.
Per Daniele Renzoni a Rai International (in sostituzione di Piero Badaloni) i sì sono stati sette, contrari Rizzo Nervo e Van Straten. Nessuna nomina, invece, a Gr Parlamento perché il piano editoriale del neo direttore Riccardo Berti non avrebbe ottenuto al momento il gradimento del consiglio.
Garimberti si sarebbe astenuto sulla Tgr perché perplesso sulla nomina di Casarin condirettore: una scelta di competenza del direttore di testata, secondo il presidente, tanto più se legata all'individuazione di una specifica area territoriale, che dovrebbe rientrare in un piano editoriale, anch'esso di competenza del direttore. Ma soprattutto Garimberti avrebbe posto come condizione per il suo voto favorevole alle nomine di oggi e l'immediata individuazione di nuovi incarichi per i direttori sostituiti, impegno raccolto dal direttore generale: si parla di un ufficio di corrispondenza per Badaloni e Di Bella (che potrebbe andare a Berlino o New York) e di un ruolo apicale in una delle aziende consociate Rai per la Buttiglione.
Sul voto dei consiglieri di opposizione ha invece pesato la scarsa condivisione delle scelte. Rizzo Nervo plaude alla Berlinguer ma per il resto coglie "uno spoil system spietato e indecente, un'occupazione politica costi quel costi, anche la devastazione professionale dell'azienda". "Un certo spoil system è comprensibile, ma ci vuole maggiore equilibrio", gli fa eco Van Straten, invocando la tutela del pluralismo anche interno all'azienda. E mentre tutta l'opposizione fa gli auguri al neo direttore del Tg3, l'Usigrai sottolinea che "il metodo seguito dal direttore generale Masi e dal cda sigilla un imbarbarimento dei rapporti all'interno della Rai". {jcomments on}
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 09 Ottobre 2009 10:51)







