Le più belle perle giornalistiche del direttore del tg1

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Vita Politica - Informazione

La professione giornalistica si sta piegando sempre più a esigenze estranee alla circolazione delle notizie. Un esempio è Minzolini, il cui tg sta diventando una velina (nella doppia accezione del termine) governativa. Ogni evento è pretesto per una sfilata di ministri e sottosegretari, anche totalmente estranei ai fatti. In una sola edizione se ne possono sentire 4 o 5, più il capo supremo, che attacca l’opposizione, senza alcun diritto di replica. E questo una volta si chiamava Voce del padrone, oggi Minzolini. Anche questo fa parte della frana che porterà con sé la credibilità del paese intero, della maggioranza, come dell'opposizione, delle istituzioni come dell'informazione. Speriamo che il buon senso e l'orgoglio a un certo punto prevalgano. O rinunciamo a considerarci un paese normale.
Vi sottoponiamo un esempio di giornalismo velinistico (sempre nella doppia accezione del termine). Molti si sono chiesti come mai la scelta del direttore del TG1 si sia volta ad Augusto Minzolini, perché Berlusconi abbia voluto proprio lui alla guida del telegiornale più visto dagli italiani. Pensiamo che un'antologia del pensiero di questo giornalista spieghi meglio di qualsiasi altra analisi la visione che la destra al governo ha di questo mestiere.

Alitalia
“Berlusconi, favorito nella corsa elettorale, non ha certo difficoltà a mettere insieme un gruppo di imprenditori che dovrebbe solo lanciare un’offerta che sarà valutata solo dopo il voto, magari proprio da lui che nel frattempo sarà approdato a Palazzo Chigi. Insomma, su Alitalia Berlusconi ha molto da dire. Al contrario di Veltroni”
(La Stampa, 27 marzo 2008)

Prodi
(Prodi) “non è nuovo a svendite del patrimonio nazionale. Trent’anni fa si affacciò alle luci della ribalta tentando di regalare (anche in quell’occasione il Cavaliere si mise di traverso) la Sme a De Benedetti. Il Professore non ha perso il vizio e vuole chiudere la carriera, appunto, come l’ha cominciata”
(Panorama, 3 aprile 2008)

PD e Di Pietro
“Il PD che rincorrendo Di Pietro assume posizioni fascistoidi non è cosa da poco. Ma se gli altri sono preoccupati o si inalberano di fronte a questa prospettiva, Berlusconi (…) pensa ad altro: al G8 di domani e al G8 che si svolgerà in Italia tra un anno”
(La Stampa, 6 luglio 2008)

Costituzionalisti
“Si materializzano a ogni tentativo di cambiare le regole antiquate del Paese. Sono tutti schierati a sinistra. Sono i cento costituzionalisti che hanno firmato un appello contro il Lodo Alfano. I nomi sono sempre gli stessi: Elia, Onida, Cheli, Bassanini, Zagrebelsky. Sono la quinta colonna dei magistrati politicizzati. Il loro strumento di potere è la Carta costituzionale che per loro deve rimanere immobile, rigida, non aggiornabile”
(Panorama, 17 luglio 2008)

Politica estera
“Una volta la politica estera della prima repubblica, quella targata Giulio Andreotti, si concedeva uno strapuntino sul treno franco-tedesco o, al massimo, un po’ di piccolo cabotaggio sul fronte arabo. Quella del centrosinistra aveva più o meno lo stesso schema condito da un atteggiamento ideologico sull’Europa o suggestioni come l’Ulivo mondiale. Quella di Silvio Berlusconi, con le sue potenzialità e i suoi inconvenienti, è animata da un protagonismo a tutto campo e dentro l’Europa. E visto che il premier italiano è guidato da una buona dose di pragmatismo gli riescono cose a volte impensabili (…) Sono bracci di ferro che un capo di governo deve mettere nel conto. E poi è sempre meglio vedersela con Barroso che con l’inattendibile Veltroni”
(La Stampa, 17 ottobre 2008)

L’abbronzatura di Obama
“Una vicenda che probabilmente è figlia diretta dello stile con cui il Cavaliere si muove sulla scena internazionale, meno ingessato, più informale di quello che impone l’etichetta diplomatica”.
(La Stampa, 7 novembre 2008)

Leadership
“Con una crisi come l’attuale, il rapporto di fiducia tra l’esecutivo, il suo leader e l’opinione pubblica è un elemento fondamentale. Dato che le risorse sono comunque limitate, la gente deve fidarsi e affidarsi. In altre parole, una leadership sicura e riconosciuta è più importante per il successo di un governo, di una maggioranza o di una coalizione, in un momento di crisi che non in quelli in cui le cose vanno per il meglio. Non c’è bisogno di scomodare il Roosevelt della ripresa Usa dalla Grande Depressione, il De Gaulle che rifondò la repubblica francese dopo la crisi d’Algeria, la Thatcher che nel secondo mandato risollevò l’economia inglese, per comprenderlo”
(La Stampa, 4 febbraio 2009)

Decreti legge
“Per spiegare preventivamente che non c’erano i presupposti d’urgenza sul decreto (Englaro), Berlusconi si è gettato in una requisitoria che può essere considerata una sorta di apoteosi del decisionismo, un j’accuse contro i tempi antiquati delle nostre istituzioni e un invito perentorio all’intero governo a sposare una linea chiara che difende le prerogative del potere esecutivo rispetto a prassi vecchie e nuove che ne potrebbero mortificare e limitare il ruolo (…) convinto che in questo modo smuoverà qualcosa nel paludato mondo dei Palazzi. Quelli che da sempre lo vogliono imbrigliare, normalizzare, ridurre all’impotenza”
(La Stampa, 7 febbraio 2009)

PD
“La verità è che il Partito Democratico è nato antiquato. Il mondo corre, il centrosinistra sta fermo”
(Panorama, 26 febbraio 2009)

Franceschini
“La vecchia guerra al cavaliere nero condita con la tradizionale salsa della demagogia di sinistra. Un triste ritorno al passato”.
(Panorama, 12 marzo 2009)

La crisi economica
“Il premier ha capito che un’opposizione sbandata, che per sopravvivere deve risalire nei sondaggi è pronta a giocare – sono sue parole – “la carta del tanto peggio tanto meglio”. Soffia sul fuoco, dipinge la situazione a tinte foschissime, crea le condizioni per cui i titoli di Stato italiano diventino meno appetibili di quelli di altri Paesi concorrenti”.
(La Stampa, 7 marzo 2009)

Il PdL
“Nel cortile di Palazzo Grazioli Silvio Berlusconi è un uomo felice. Gli hanno confermato da poco che il congresso ha fatto salire ancor di più i sondaggi del PdL, dimostrazione che l’idea di un partito del Paese, della gente, degli italiani né di destra, né di centro, né di sinistra, come ha detto lui stesso, cammina, si fa largo nell’opinione pubblica. Un’operazione condotta con un approccio alla politica diverso, improntato sul Governo (la politica del fare) e, ovviamente, con un linguaggio diverso”.
(La Stampa, 30 marzo 2009)

Come uscire dalla crisi
“L’opinione pubblica si sta stringendo attorno al governo e a Silvio Berlusconi sull’esigenza di ricostruire il Paese costruendo il PdL”
(Panorama, 9 aprile 2009)

Emergenza terremoto
“Indossa un maglione blu e ha il piglio deciso del direttore dei lavori, del comandante dei pompieri, del capo militare, ma anche la comprensione del prete. Silvio Berlusconi nelle emergenze si esalta. La sua attitudine è la politica del fare”
(La Stampa, 9 aprile 2009)

Riforme
“Se a ogni tentativo di modernizzazione si risponde o alzando le barricate come fa una parte del sindacato, o, ancora, sventolando le bandiere dell’intangibilità della Costituzione secondo le logiche di una certa opposizione, il nostro sistema pagherà a caro prezzo la crisi”
(Panorama, 7 maggio 2009)

Veronica Lario
“Alla fine nella sua foga antiberlusconiana la sinistra ha superato un altro limite: si è gettata a capofitto nel litigio tra il Cavaliere e Veronica Lario per utilizzare il caso nella polemica politica. In Italia non era mai successo. Una sinistra giustizialista, che ha il chiodo fisso del Cavaliere, e un’altra disperata, che non riesce a presentarsi come un’alternativa di governo, hanno superato questo confine per contrastare la popolarità del premier. Nella logica idiota e masochista di una sinistra senza bussola quelle accuse hanno fatto il giro del mondo danneggiando non l’immagine del premier, ma quella dell’intero Paese. C’è un litigio tra moglie e marito, ci sono gelosie, rancore, amore. C’è di tutto insomma, meno che la politica. Eppure, su questo coacervo di sentimenti, reazioni viscerali, una sinistra delusa, priva di un progetto e in cerca di un leader, tenta di costruire la sua rivincita. Forse questa volta è stato toccato davvero il fondo”
(Panorama, 14 maggio 2009)

fonte, Dazebao.org

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 01 Luglio 2009 11:08)

 

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