Viaggiando sulla Roma-Cassino
| Vita Politica - In Provincia e nel Lazio |
di Armando Mirabella - Non saranno gli esperimenti sui neutrini sotto il Gran Sasso a cambiare il concetto di Tempo così come Einstein ce lo aveva spiegato nel corso del XX secolo. E' sufficiente cambiare tunnel: ad esempio quello che porta o lascia (dipende dal verso) nella stazione di Valmontone per entrare in un'altra dimensione: quella della linea ferroviaria Roma-Cassino.
Secondo una analisi empirica condotta tra il 27 giugno e il 28 novembre da alcuni utenti e resa pubblica su Twitter (@Frosinone_Roma) risulta di 14 minuti e 35 secondi il ritardo medio dei treni in questi 72 giorni di monitoraggio. Si arriva così a 1050 minuti di ritardo: 17 ore e mezza. Proiettando questo dato a tutto un anno vengono fuori qualcosa come oltre 53 ore "spalmate" su 220 giorni lavorativi.
Tuttavia la pur gravissima "Questione-Tempo" è soltanto una, di almeno una mezza dozzina, che coinvolgono il trasporto pendolare. Un servizio che sposta ogni giorno migliaia di persone che lavorano a Roma, ma, nei ritagli di tempo, vivono in Ciociaria.
E', infatti, sufficiente prendere uno qualsiasi tra i treni che partono dal capoluogo tra le ore 6.06 e le 7.45 per toccare con mano il mosaico di una disgustosa situazione.
Molti sono ancora nel letto, e lo saranno ancora per qualche ora, quando nel buio nella stazione di Frosinone, per gruppi di centinaia di persone, si scatena con implacabile regolarità la battaglia per un posto a sedere. Non si può essere sfortunati nello scegliere il lato a destra o a sinistra della porta di entrata del vagone. E' un errore che si paga caro, un errore che porterà a restare in piedi per almeno settanta minuti con la algebrica certezza che l'affollamento si trasformerà in ressa e la ressa in una polveriera che può esplodere a Ciampino quando gli ultimi, spingendo, tenteranno di occupare uno spazio che non c'è già più a Zagarolo. Scene analoghe al ritorno in ognuno dei dieci treni tra le 16.17 e le 19.40: un orrendo replay fa rivivere al contrario le scene della mattina.
Un viaggio fatto spesso su treni-Frankenstein ottenuti assemblando anche tre "materiali rotabili" differenti. Arrivano così in stazione treni con la motrice Leonardo Express (il treno che fa la spola tra Roma Termini e Fiumicino) che trainano vagoni a due piani attaccati a quelli ad un piano...Treni scomodi, da poco tempo più puliti, ma che assicurano, in genere, il comfort dell'aria calda d'inverno e fresca d'estate. Un lusso che sui più moderni treni a due piani "Vivalto" è un lusso. Su oltre la metà dei vagoni di questo famigerato treno nelle buie e gelide mattine invernali manca il riscaldamento: brina sui vetri, fumo dalla bocca, cappucci e cappelli in testa fanno compagnia agli intorpiditi viaggiatori. Viaggiatori che d'estate, al contrario simmetrico, fanno rientro a casa su di un treno che viaggia da ore sotto il sole di luglio con l'aria condizionata rotta e i finestrini bloccati perché pensati per vagoni con condizionatori funzionanti. Non stupirà così la richiesta che frequentemente risuona nei vagoni indipendentemente dalle stagioni: il "C'è un medico a bordo?" che ogni tanto viene gridato perché qualcuno nella ressa e/o nel caldo non ce la fa.
Ma, cari consiglieri regionali (perché il trasporto dei pendolari è di competenza della regione Lazio), quali sono i numeri del trasporto sulla linea Roma–Cassino? Portoghesi non ce ne sono. Lo sappiamo e lo vediamo nelle occasioni dei sempre più rari controlli: praticamente un miracolo. Un abbonamento mensile per viaggiare nella zona più ampia, la "sette", costa 93 euro. Quello Annuale circa 688. Un Biglietto Integrato Regionale 10,50€. Migliaia gli utenti. E dunque quanto costa la Roma-Cassino? Quanto incassa la Roma-Cassino? C'è un squilibrio nei conti? Questo disastro è spiegabile solo da ragioni economiche?
Sono certamente ragioni economiche quelle che impediscono di avere due elementi di personale viaggiante sui treni più affollati. Due elementi che permetterebbero di avere un maggior numero di carrozze perché un solo capotreno non può avere la responsabilità di otto carrozze. Ma non sono però economiche le ragioni che, nonostante altoparlanti sui vagoni, mai danno una stima, già in partenza, del ritardo. Una comunicazione che permetterebbe di organizzarsi con mezzi alternativi, per esempio il bus da Anagnina, per tornare a casa. Eliminando una fetta di disagi. Gratis.
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Dicembre 2011 14:45)






