Acqua: nulla di fatto, ancora una volta
| Vita Politica - In Provincia e nel Lazio |
Ieri, 18 ottobre, durante l'Assemblea dei Sindaci che aveva all'ordine del giorno la definizione delle tariffe del servizio idrico per gli anni dal 2006 al 2011 di nuovo la politica non ha agito nella tutela dei cittadini. Primo perché è inaccettabile che il presidente dell'Autorità d'Ambito si sia presentato all'Assemblea con la brutale richiesta di un aumento della tariffa superiore del 30% rispetto a quella finora applicata, secondo perché invece di confrontarsi in modo serio, propositivo e competente i Sindaci hanno preferito non decidere esaurendo l'Assemblea in un nulla di fatto per il mancato raggiungimento del numero legale (dopo una pausa di riflessione! ).
La proposta di tariffa così come è stata articolata è comunque assolutamente inaccettabile in quanto le tariffe proposte indicate dagli esperti nominati dal Presidente dell'Autorità d'Ambito sono semplicemente le tariffe scaturite dalle gare rivalutate in base agli indici Istat del costo della vita. Accettando queste tariffe di fatto si considererebbe la gestione di Acea Ato5 dal 2006 ad oggi irreprensibile ovvero senza né omissioni, né carenze, né mancanze di investimenti: i cittadini non meritano questa beffa! Ed è inammissibile che a fronte di una gestione scadente si vedano accollati i costi di chi non è capace di fare il proprio mestiere e cosa assurda che paghino anche l' ammortamento e la remunerazione del capitale non investito!
Se la politica vuole soddisfare i diritti della cittadinanza la discussione sulla definizione delle tariffe deve partire da alcuni punti fermi che sono quelli stabiliti dalla legge.
Innanzitutto non si può effettuare una comparazione tra i costi operativi previsti nel Piano d'Ambito ed i costi sostenuti dal gestore, evidentemente desunti dai suoi bilanci.
Se, come è avvenuto, il gestore, in luogo di operare con i propri dipendenti, ha appaltato la manutenzione ordinaria alel imprese esterne, avrà in bilancio, a fronte dell'invarianza della categoria di costo del personale, un incremento della categoria di costo per servizi. Allo stesso modo tutte le conclamate assunzioni clientelari, in bilancio, vanno ad accrescere la voce di costo relativa al personale. Queste evidenti diseconomie, non possono diventare un maggior costo operativo che andrà a determinare l'aumento della voce "costi operativi" nella determinazione della tariffa, e quindi pagate dai cittadini con la bolletta.
Il gestore, se non è capace di fare il proprio mestiere, ovvero se non assicura il servizio alle condizioni fissate nel contratto di affidamento e nel suo disciplinare tecnico (e le conseguenze non devono essere scaricate sui cittadini) non "ha garantito dalla tariffa l'equilibrio di bilancio".
Direttamente connesso a questa questione vi è l'altra per la quale i Costi operativi sono relativi all'impegno finanziario che il gestore si assume per effettuare per intero tutte le attività del Servizio e, di fronte alla conclamate inadempienze del gestore, questi costi a preventivo devono essere corretti attraverso il coefficiente correttivo MALL che si compone di tre fattori il QUAL, l'INTV e il TAN.
Ora, di fronte al fatto che ACEA ATO5 S.p.A. è inadempiente anche nella fornitura dei dati necessari al calcolo di detto coefficiente, non si può finire per "premiare" il gestore inadempiente omettendo totalmente il calcolo del MALL e quindi definendo le tariffe come se la gestione di ACEA ATO5 S.p.A. fosse stata perfetta!
In realtà i dati necessari per calcolare almeno il fattore INTV, quello relativo agli investimenti, ci sono, infatti sono necessari al calcolo gli investimenti realizzati e quelli previsti.
Se il gestore ha omesso di effettuare gli investimenti dovuti e, pertanto, non in quanto penale, ma semplicemente in quanto somme non dovute, dalla tariffa di ogni anno devono essere sottratte le quote relative all'ammortamento del capitale non investito l'anno precedente e quelle relative alla remunerazione del medesimo capitale.
Ovviamente per quanto ci riguarda non potremo mai accettare che il fattore QUAL, quello che valuta la qualità del servizio, sia liquidato, a causa dell'ennesima inadempienza del gestore.
Va inoltre decurtata la remunerazione del capitale dal calcolo della tariffa a partire dal 20 luglio 2011, ovvero dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei risultati referendari: l'applicazione del secondo quesito referendario, secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionale non crea nessun vuoto legilsativo e la norma è immediatamente applicabile.
COORDINAMENTO ACQUA PUBBLICA PROVINCIA DI FROSINONE
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