Un colpo di spugna al diritto alla salute
| Vita Politica - In Provincia e nel Lazio |
di Patrizia Danella - La sentenza del TAR per l'Ospedale di Pontecorvo squarcia impietosamente il velo sulla politica sanitaria del centrodestra: le scelte organizzatorie adottate dal Commissario Polverini sono espressione di discrezionalità tecnica e quindi insindacabili!
E' una pietra miliare che fissa l'unica negativa certezza: il diritto costituzionale alla salute nel nostro territorio è stato irrimediabilmente compromesso da una politica di centro destra miope e incapace di rappresentare tutti i cittadini, i diritti costituzionali, l'esigenza di costruire il futuro del nostro territorio.
Certamente il clima in cui si è proceduto alla stesura del Piano sanitario è il clima di ristrettezze economiche volute da un governo nazionale di centro destra che concepisce la sanità solo come tagli e non come progetto. Il governo Polverini è degno esecutore materiale degli ordini del capo. Nessun confronto con i territori né con il Consiglio Regionale; nessuna concertazione, solo imposizioni gravissime soprattutto quando si decide sulla salute dei cittadini e lo si fa ragionando solo in termini di tagli. I numerosi ricorsi di comitati e amministratori locali alla magistratura amministrativa testimoniano il fallimento della politica anche in materia di sanità e della politica in genere.
Ci vuole davvero il coraggio della Mandarelli che nell'annunciare il progetto del Camper della salute, parla di sanità vicina alla gente, mentre accesissima è la polemica sulle nuove nomine di primari e direttori sanitari ospedalieri che la ASL Ciociara sta per effettuare. La sanità è vicina ai cittadini non solo quando si imbastiscono progetti estemporanei, ma quando mette a regime una politica sanitaria efficace sui territori e abbandona le tentazioni di "casta" ai danni delle fasce più deboli.
Oggi a quei cittadini che hanno combattuto con forza e coerenza per il nostro territorio, è stata tolta la speranza. Per noi Pontecorvesi è stata cancellata con un solo colpo di spugna il diritto alla salute. Ma c'è di peggio. Chiudere l'ospedale di Pontecorvo significa chiudere l'unica "fabbrica", ultimo baluardo di un territorio che sta progressivamente scivolando tra le braccia dei poteri forti che sempre più breccia avranno in un contesto sociale sempre più povero, affamato e "ricattabile" in preda a sempre più forti tensioni sociali.
Per noi amministratori oggi il compito si fa più impegnativo: combattere all'interno dei luoghi istituzionali questa deriva sociale progettata a tavolino da un centro destra incapace e puntare il dito contro coloro che, pur di mantenere la propria poltrona, svendono il futuro dei cittadini.
Oggi la politica vera nella collocazione e nella sostanza ideale, si faccia carico, a partire da noi amministratori locali, di fare barricate contro i soprusi esclusivamente per i diritti di tutti i cittadini.
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Ultimo aggiornamento (Venerdì 25 Marzo 2011 17:11)







