Sanità ciociara. Le Associazioni contro il Piano della Polverini
| Vita Politica - In Provincia e nel Lazio |
Una importante iniziativa delle associazioni di volontariato della provincia di Frosinone svolta sabato 19 a Frosinone come viene raccontata da Luciana Cimino de l'Unità del 20 febbraio 2011.
La protesta dei sindaci e dei cittadini. Un reparto di chirurgia cardiovascolare già pronto (con tanto di primario nominato) e mai attivato. E seicento pazienti sono costretti ad emigrare a Roma, o in Abruzzo e Molise.
Un reparto di chirurgia cardiovascolare nuovo, con due sale operatorie immacolate, mai attivato. Un primario già nominato (un cardiochirurgo di grande esperienza proveniente dal Policlinico Gemelli dell'Università Cattolica di Roma dove e tuttora docente) che non può esercitare. Ancora una volta crea polemiche il piano sanitario di Renata Polverini. Stavolta sul piede di guerra non c'e solo l'ospedale di Frosinone, che rimane privo di una struttura fondamentale sul territorio che il nuovo piano del centrodestra appunto non prevede, ma tutta la provincia. Mercoledì scorso 30 sindaci della zona di ogni schieramento politico, con in testa il sindaco di Frosinone Michele Marini (del Pd), hanno manifestato sotto la sede del consiglio regionale per chiedere di variare il riordino della rete Ospedaliera Provinciale. Mentre ieri oltre 40 associazioni di volontariato provinciali si sono riunite in dibattito a Frosinone Scalo in una sala gremita di cittadini. Non ci stanno gli abitanti e gli amministratori del frusinate a veder chiudere uno dopo l'altro, come previsto dal Piano, i pronto soccorso dei comuni più piccoli. «L'unico riferimento per i cittadini della zona - spiega Francesco Notarcola, presidente della consulta delle associazioni della cittadina laziale — rimane il pronto soccorso dell'Ospedale di Frosinone stanno alla soppressione dei posti letto per la riabilitazione, che, aggiunge Notarcola, «cosi diventa a esclusivo appannaggio della sanità privata», e a quelli per malati acuti che costringono i cittadini a costosi "viaggi della salute" fuori provincia, più spesso, fuori regione, nelle vicine Abruzzo e Molise. Ma sono i reparti di cardiochirurgia e quello di emodinamica del nuovissimo ospedale di Frosinone ad alimentare il dibattito. Sono circa 600 i pazienti cardiopatici della provincia che ogni anno si sottopongono ad un intervento; una cifra che raddoppia se si pensa che altri 600 pazienti sono affetti da patologie vascolari. Persone che senza la chirurgia cardiovascolare a Frosinone vengono operate nelle strutture regionali e fuori regione. Questi costi vengono comunque addebitati alla Asl di Frosinone per una cifra che supera i 9 milioni di euro annui. Assumendo il personale, oltre a dare lavoro a circa 70 persone, si risparmierebbero, secondo i dati di associazioni e sindacati, almeno 4milioni di euro l'anno. «A che serve il Piano della Polverini? — si chiede Notarcola - a risparmiare o a sprecare soldi?» Per quanto riguarda l'emodinamica, il reparto di Frosinone al momento per mancanza di organico adeguato lavora soltanto 5 giorni la settimana dalle 8 alle 17.
Quindi al di fuori di questo orario i pazienti che dovessero essere colpiti da infarto si troverebbero costretti a lanciarsi in una corsa contro il tempo verso la prima struttura accessibile.
«Bisogna pregare Dio di arrivare in fretta a Roma perché solo li si può essere curati in maniera appropriata - commenta la consigliera regionale dell'Idv Anna Maria Tedeschi - l'assurdità del Piano sanitario della Polverini e evidente. L'opposizione compatta ha chiesto tre consigli regionali straordinari, abbiamo presentato mozioni e interrogazioni, ma i riflettori si accendono solo con le proteste di piazza o purtroppo con le denunce».
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