In Provincia e nel Lazio

17 Perché contro il decreto Polverini

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Vita Politica - In Provincia e nel Lazio

poliveriniarrogante_120quEcco i 17 "perché" le Associazioni sono contro il Piano Sanitario Regionale adottato con il decreto Polverini.

1°) Tradisce le aspettative della popolazione e gli impegni assunti durante la recente campagna elettorale.

2°) Ricalca in modo trito e ritrito i metodi contabili della vecchia giunta regionale che con i tagli e le soppressioni ha portato al fallimento il Piano di rientro. Nella nostra provincia sono stati soppressi decine di reparti negli ospedali di Anagni, Alatri, Cassino, Sora, Pontecorvo, creando confusione, caos organizzativo e dirigenziale, trasferimenti di personale senza alcun miglioramento dei servizi e senza alcun beneficio economico.

3°) E' illegale perché affossa il diritto alla salute sancito dalla Carta costituzionale e dalla legislazione vigente; non garantisce i posti letto ( 4 ogni 1000 bitanti) per favorire Roma. Si inventa così la macro area che danneggia solo Frosinone.

4°) È uno strumento di violenza perché costringe 130 mila pensionati, 80 mila disoccupati, migliaia di cassaintegrati, migliaia di poveri (20% della popolazione) a ricorrere a prestiti bancari ed anche a presiti usurai per curasi e per affrontare i viaggi della speranza.I tempi di attesa per un esame diagnostico arrivano fino a 19 mesi.

5°) Non prevede la realizzazione di una sanità efficiente, di qualità e di eccellenza con ospedali moderni e servizi territoriali soddisfacenti.

6°) Non dice una parola sul controllo della spesa.

7°) Non una proposta per avere gestioni trasparenti e partecipate per eliminare gli scandali, la corruzione dilagante e le ruberie che abbiamo fin qui conosciuto.

8°) Non una proposta per avere un controllo rigoroso, permanente e quotidiano, sulla appropriatezza delle cure e delle prestazioni che vengono attuate nelle cliniche private convenzionate.

9°) Non contiene alcuna innovazione per la lotta agli sprechi. Non dice come mettere fine al lavoro straordinario ed all'acquisto di prestazioni aggiuntive per cui la ASL di Frosinone spende circa 18/20 milioni di euro annui per servizi precari ed insufficienti.

10°) Non dice come risolvere il contenzioso con il personale. Contenzioso che viene a costare dai 2 ai 3 miloini all'anno solo di spese legali.

11°) Non avanza alcuna proposta per un uso razionale del personale nel pieno rispetto della legalità e delle norme contrattuali. (I blitz di "Striscia a Ferntino e dei CC. A Sora avrebbero dovuto consigliare qualche innovazione).

12°) E' un colpo mortale alla nostra economia ed alla nosra qualità della vita perché impedisce e frena il decollo e la valorizzazione delle località turistiche ed il risanamento del territorio .

13°) Gli ospedali di Cassino, Sora e Frosinone continuano ad essere scatole vuote dopo aver speso alcune centinaia di milioni di per la costruzione degli immobili e per l'acquisto degli arredi e degli strumenti tecnici e scientifici.

14°) E' un insulto all'intelligenza umana ed un' offesa alla dignità delle persone perchè contemporaneamente prevede la chiusura dell'ospedale di Anagni. Però, riconoscendo le esigenze ed i bisogni sanitari delle popolazioni della zona Nord propone, sempre per Anagni, la costruzione di un ospedale nuovo..

15°) Non prevede l'istituzione della chirurgia cardiovascolare nel nuo ospedale di Frosinone. Da circa un anno è stato assunto presso l'ospedale di Frosinone un chirurgo cardiovascolare, noto docente universitario che opera due volte la settimana al "Gemelli" di Roma. Questo valente medico è relegato in una stanzetta dell'"Umberto 1°" e non sa come passare il tempo. Al posto della chirurgia cardiovascolare è stata prevista la neurochirurgia. E' un abbaglio o un caso?

16°) Non esiste alcun cronoprogramma per la realizzazione del DEA di 2° livello, in tempi certi, nel nuovo ospedale del Capoluogo.

17°) Respingere la proposta dell'apertura di un tavolo di confronto è un'offesa grave alle Istituzioni, alle associazioni ed a tutto il popolo di questa provincia.

Se Il decreto non sarà modificato i sindaci dovranno dimettersi e dovremo inventare forme di lotta più impegnate e più incisive. Non possiamo più tollerare che Roma decida le sorti delle nostre popolazioni.

Francesco Notarcola-Presidente della Consulta della Città capoluogo.{jcomments on}

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Ultimo aggiornamento (Venerdì 15 Ottobre 2010 13:24)

 
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