di Denise Compagnone, da Il Messaggero dell'8 giu 2010 - Parole, parole, parole... quattro ore di parole, poi molti sindaci se ne sono andati e la conferenza di Palazzo Gramsci è finita in un nulla di fatto, o quasi. L'ordine del giorno elaborato congiuntamente a fine seduta, infatti, verrà recepito dalla consulta d'ambito venerdì prossimo e immediatamente girato ai soci di Acea che il 15 giugno dovranno decidere se ricapitalizzare o liquidare l'azienda. Il contenuto? Nessuna modifica alla tariffa, che quindi rimane quella attuale, ovvero a 0,94 euro/mc, ma solo una presa di posizione che comunque, almeno in parte tende la mano al gestore. Nell'odg, infatti, così si legge: "L'assemblea dei sindaci, esprimendo la volontà di salvaguardare gli interessi dell'utenza, dei lavoratori di Acea Ato 5 e dei comuni, relativamente agli oneri di concessione, dà mandato al presidente e alla Consulta di riattivare con il gestore il tavolo di conciliazione, perché, in tale sede verifichi la disponibilità della società alla ricapitalizzazione e definisca la gestione relativamente alle annualità 2003/2010, rideterminando, entro il 31 dicembre il nuovo piano d'ambito". Arrivare a questo ordine del giorno non è stato facile: discussioni tra chi proponeva le vie legali per chiedere al gestore il risarcimento danni (Antonio Salvati, Alessia Savo) e chi invece si posizionava su posizioni più morbide (Antonio Cinelli), chi si scontrava sulle responsabilità politiche passate (Cinelli e Iannarilli); tutti concordi nell'affermare, però, in sei ore di discussione che "i disservizi sono tanti, così non si può continuare". Nel mezzo anche l'intervento del presidente di Acea Ranieri Mamalchi che ha illustrato, come già fatto in precedenza, agli 86 sindaci presenti le attuali posizioni del gestore. Con una tariffa pari a 1,27 euro/mc Acea garantirebbe la copertura dei costi vivi della gestione, la disponibilità all'apertura del tavolo di conciliazione, gli investimenti incentrati sulla sicurezza sul lavoro, e la restituzione di parte degli oneri concessori ai comuni. Per avere invece una gestione che preveda finanziamenti servirebbe aumentare la tariffa, secondo Acea almeno fino ad 1,47 euro/mc. L'intervento di Mamalchi è stato accolto in maniera diversa: alla fine però i sindaci, spesso impreparati sui dettagli tecnici della vicenda, hanno continuato ad insistere sull'inadeguatezza della gestione, continuando a restare divisi sul da farsi. Giunti al culmine della vicenda, però, quando finalmente era stata trovata la sintesi nell'ordine del giorno congiunto, in molti hanno scelto di andarsene: con 42 presenti è mancato il numero legale e la seduta si è chiusa.